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19 marzo 2014

Womb

E' già Ieri -2010-

L'amore muove il Sole e le altre stelle, diceva qualcuno, giusto?
Ecco perchè la forza più inestinguibile del nostro pianeta è e sempre sarà il tema dominante dell'arte e delle sue opere, e Womb non fa eccezione, portando questo sentimento a dei limiti moralmente e fisicamente pericolosi.
Limiti che anche nel recente -e amatissimo da queste parti- Her sono stati affrontati, e lì dove l'amore di Theodore per Samantha (una voce, una "cosa" seppur con una sua coscienza) ha aperto dibattiti e partiti scaldando il cuore con le sue tinte pastello, qui con Rebecca e Thomas si fa ancora più complicato, perchè il tutto diventa più fisico e più contro natura, oltre che più freddo e livido come la sua stessa fotografia.


Il film parte dal più classico dei cliché: un'amicizia di quelle pure e fantastiche tra due bambini, lui avventuriero, lei vacanziera. Peccato che la partenza sia imminente, e la distanza li dividerà per 12 anni facendo di quell'estate un ricordo ancora più dolce che condiziona nel bene e nel male la loro vita.
Ovvio quindi che al loro ritrovarsi, quanto lasciato in sospeso dall'età possa ora approfondirsi e finalmente accadere, facendo di loro una coppia felice e in simbiosi.
La tragedia è però dietro l'angolo, e pur di non perdere per sempre l'uomo della sua vita, Rebecca si affida proprio a chi Thomas combatteva con sit-in e proteste, concependo tramite clonazione un Thomas di cui sarà poi madre. I cloni non sono però ben visti, anzi, e così il rapporto madre-figlio si fa sempre più esclusivo in una sperduta casa in riva al mare, con l'equilibrio già precario, tra sguardi di inquietante orgoglio e l'attrazione che si fa inevitabile.


I temi messi qui in moto da Benedek Fliegauf, analizzano non solo l'amore, ma anche la natura dell'uomo. Il quesito fondamentale che cerca ma non trova qui una vera e propria risposta è se a determinare l'essere umano sia l'ambiente o il suo patrimonio genetico, con il nuovo Thomas attratto in modo edipico dalla madre, pur essendo cresciuto in modo diverso da se stesso.
In questo guazzabuglio di padri e legami, Eva Green si muove silenziosa, dando corpo ad una madre che è prima di tutto un'innamorata, incapace di affrontare una perdita e che per questa sacrifica la sua intera vita.
Si fatica non poco, così, a simpatizzare con il suo personaggio, freddo e glaciale, il contrario dello spirito libero Thomas (un molto sopra le righe Matt Smith) costretto a nascere più volte per poter affrontare la sua vita, staccando il suo cordone nel modo più estremo.
Impreziosito da una fotografia che è vera e propria arte, con il mare d'inverno della Germania che simbolizza ancor più questa condizione di confine, Womb non riesce a convincere e catturare del tutto, ricordando così più un episodio allungato (anche troppo) di Black Mirror (Be Right Back aveva in fondo la stessa tematica) che un molto più riuscito Her.


9 commenti:

  1. Da me si è beccato due stelle.
    Film soporifero come pochi, che pecca di una sceneggiatura che non va a parare da nessuna parte e di un'ambientazione approssimativa al massimo.
    Che poi, dato quelli che erano gli ideali del fidanzato morto, quello che fa la Green (bellissima e bravissima sempre, lei) non è vagamente contraddittorio?

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    1. L'incoerenza della Green ha infastidito pure me, mentre l'ambientazione così irreale e fredda è quello che più mi ha colpito e emozionato.

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  2. Sai che non l'ho mai (ma mai mai mai, eh?) sentito nemmeno nominare?
    Ma mi pare di leggere tra le righe che posso continuare a vivere nell'ignoranza...

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    1. In realtà sarei curiosa di vedere la tua razionalità scontrarsi con questo amore incestuoso dopo quello quello tecnologico di Her! Se hai coraggio.. :)

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  3. Io lo conosco e all'epoca l'avevo anche noleggiato, ma non l'ho visto.
    La trama, però, la ricordo molto bene. Particolarissimo.
    Lo vedrò presto. Ora potrei apprezzarlo sicuramente di più. :)

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    1. Appena lo vedi e ne scrivi, verrò sicuramente a leggerti!

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  4. Il miglior cinema di Benedek Fliegauf risiede in assoluto nei suoi lavori precedenti. Questo "Womb", oltre ad essere il suo film meno riuscito, resta anche il meno artistico. Infatti, guarda caso, è l'unico della sua filmografia ad essere stato preso in considerazione dalla distribuzione italiana.

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    1. "Infatti, guarda caso, è l'unico della sua filmografia ad essere stato preso in considerazione dalla distribuzione italiana."

      E da questo blog.

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  5. Womb è un che devo recuperare, ma è sempre nella lista del "un giorno lo farò..."

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