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3 novembre 2014

Episodes - Stagione 2

Quando i film si fanno ad episodi.

Avevamo lasciato i coniugi inglesi in piena crisi matrimoniale, con il cuore infranto di un marito tradito, con la disperazione di una moglie e la sorpresa, unita alla paura, di uno show il cui pilota è piaciuto e ha portato alla costruzione di un'intera stagione di Pucks!
Nel suo proseguimento, Episodes mescola ancor più finzione e realtà, puntando però più sui rapporti personali dei suoi protagonisti che non sullo sviluppo di una serie sempre più in bilico, sempre più lontana dall'originale british e sempre più disastrosa da un punto di vista della riuscita.
Nel concentrarsi su Beverly e su Sean, sul loro matrimonio apertamente in crisi, tutto funziona però alla meraviglia, rispettando tempi comici e incastri che permettono a questa comedy di avere una marcia in più pur mancando dell'effetto sorpresa e straniamento della prima stagione.
Non solo Matt LeBlanc nel ruolo di Matt LeBlanc, quindi, ma anche un universo intero composto da piccoli attori, segretarie annoiate e produttori che non hanno né il senso per gli affari né dell'umorismo.


Così facendo, le coppie si mescolano e si creano, con il cuore che fa il tifo per Bev e Sean vicini ma distanti, la cui sintonia e il cui umorismo non appaiono fortunatamente per nulla appannati.
Non a caso, la stessa arrabbiatura con Matt dura qualche episodio, con l'amicizia che ha la meglio anche sul passato, e il suo nuovo interesse amoroso ad occuparlo in tutt'altre faccende.
Proprio con Joey si continua a giocare la carta vincente della finzione che supera la realtà, chiamandolo a rimettersi in contatto con i suoi vecchi Friends per chiedere una comparsata (richiesta che finirà nel tragicomico) o ironizzando sulla sua non così perfetta forma fisica.
In questo mescolamento, c'è spazio poi per lo stesso show che riflette su di sé, proponendo un'eventuale nuova serie proprio sul disastro di crearne una nuova.
L'Hollywood del piccolo schermo viene così sbeffeggiata che è un piacere, trovando spazio anche per guest stars interessanti come il qui non spaventoso James Purefoy di The Following, o per le conseguenze assurde della chirurgia plastica.
Promossa a pieni voti, così, la serie prosegue, diventando una nuova beniamina per gli orfani de LA sit-com per eccellenza, ma fortunatamente, riuscendo a trovare una sua spassosissima strada.


2 commenti:

  1. come ti avevo già detto l'ho abbandonata, però la ricordo con affetto e chissà che non la riprenda...

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    1. Potresti, questa seconda si conferma all'altezza della prima e crea una vera dipendenza dai personaggi! In un pomeriggio poi, il recupero è fatto :)

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