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17 marzo 2015

Banshee - Stagione 3

Quando i film si fanno ad episodi.

Era iniziato come vero e proprio guilty pleasure dove alle botte si alternavano nudi e sesso. Poi con la seconda stagione ha fatto vedere i suoi attributi, costruendo anche a livello tecnico un susseguirsi di episodi ad alto tasso additivo, con intrighi e verità svelate da fare invidia a serie più serie.
Banshee ha deciso di non volersi più fermare, e anche quest'anno propone un ottimo mix di belle donne, tanta azione, tanto sangue che cattura, condito com'è con dei personaggi caratterizzati al meglio e una trama fatta di intrecci continui che non lascia senza fiato.


Pensavate che sconfitto il perfido Rabbit la pace potesse regnare in quel di Banshee?
Sbagliato.
A finire nel mirino dello sceriffo Hood è il vendicativo Chayton Littlestone e la sua tribù super attrezzata, è ancora una volta Kai Proctor e i suoi traffici illeciti, è una base militare in smantellamento, carica di denaro, facile (con i mezzi giusti) da derubare.
I mezzi ovviamente ci sono, e sono Job e Carrie e i loro trucchi del mestiere.
Ma nel mezzo, ovviamente, ci si piazzano proprio Chayton e il suo bisogno di sangue, la bella Rebecca pronta alla scalata nel mondo della droga e pure i nazisti del caso, che di certo da quelle parti sembrano non mancare.
Tutto questo, unito ai problemi familiari che Carrie si trova a dover affrontare, alla figlia che Hood vorrebbe educare, e al suo amore per Siobhan che cresce.


Sembra davvero tanto, vero, per un'unica stagione?
E se il rischio di perdersi c'è, con la carne messa al fuoco tutta nei primi episodi, poi ogni singolo pezzo viene lasciato rosolare il tempo giusto, cuocendo nel modo migliore, per poi essere servito al momento indicato.
Bastano così pochi ma mirati personaggi da aggiungere a quelli già conosciuti, caratterizzandoli a dovere, amalgamandoli al tutto.
Non da meno è poi il lato tecnico della serie, in cui la regia gioca con gli effetti speciali e con i cliché dei film d'azione, tra rallenti e montaggi alternati, compiendo dei veri e propri miracoli di tensione nell'episodio numero 5 (Tribal) ambientato unicamente all'interno della centrale di polizia, e con quello successivo (We were all someone else yesterday) dove il what if assume un nuovo significato o in quello dopo ancora (You can't hide from the Death), dove dell'uso del POV si fa una lezione da maestro.
Qualche scivolone lo si compie, ahimé, lasciando anche troppo spazio alla problematica Deva e cucendo fuori tempo massimo il passato di Hood e del colonnello Stowe.
Non per questo però il finale è meno da brividi, con l'azione portata avanti al suo meglio, sparando a tutto e a tutti.
Visto poi il colpo di scena che lascia il futuro sospeso, non resta che aspettare con devozione l'arrivo della quarta stagione.


8 commenti:

  1. Bellissima anche questa terza stagione, preferisco ancora la seconda, ma comunque rimane validissima!

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    1. Il livello è più o meno lo stesso, e anche se un po' di confusione iniziale c'è, guardarlo è un vero e proprio piacere!

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  2. Per me una grossa delusione.
    L'ho trovata parecchio inferiore rispetto alla seconda stagione. Bello il quinto episodio da te citato, gli altri invece mi sono sembrati abbastanza inutili.

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    1. Ma che succede?
      Di nuovo in disaccordo su una serie TV? Mi devo preoccupare?
      Per me resta una gran stagione, con quei tre episodi e il finale davvero ben fatti.

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  3. Miiiii...ma state veramente troppo avanti per me...io non sto manco alla seconda di stagione...

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    1. Da buon Bradipo non ti smentisci ;) Su su, che ti aspettano dei bei colpi!

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  4. ho visto che lo davano su sky athlantic, o almeno mi pare, ma poi non sono riuscita a seguire [anche] questa!
    comunque la prima foto, affaccia un gran bel figliolo, per il quale varrebbe la pena di rivedere la mia posizione...

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    1. Eh sì, i maschietti hanno di che gioire, ma a noi basta questo Lucas Hood per cui davvero potresti cambiare idea ;)

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