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28 marzo 2015

The Interview

E' già Ieri -2014-

La coppia James Franco-Seth Rogen non delude.
C'è stato di mezzo un boicottaggio, ci sono state minacce, probabili attacchi terroristici, hacker e violazione di privacy e dati, c'è stata una sospensione della distribuzione oltre che della proiezione del film, ma -distribuito in rete- ha mantenuto tutte le aspettative del caso.
Dissacrazione, ironia, comicità grossolana, cadute di trash, citazioni e cammei, di tutto e di più si può trovare dentro The Interview.
Ma si trova anche una storia che non si prende volutamente sul serio, dove si ironizza senza problemi su un dittatore nordcoreano come sui media americani.


La storia ormai la si conosce: il produttore Aaron e il conduttore Dave Skylark acciuffano il colpaccio di poter finalmente intervistare il tanto temuto Kim Jong-un, presidente della Repubblica Popolare Democratica di Corea, nonostante il loro programma si basi su gossip e notizie del calibro del coming out di Eminem o la forma della vagina di Miley Cirus.
La CIA non si lascerà scappare l'occasione di entrare in contatto e uccidere il dittatore, arruolando i due (grazie alla bella Lizzy Caplan), che con un potente veleno dovrebbero riuscire in sole 12 ore a mettere fine all'incubo fatto di carestie e campi di prigionia che i coreani stanno vivendo, oltre che a far cessare le minacce di attacchi nucleari che pendono proprio sulle teste americane.
Il condizionale però è d'obbligo, visto che Aaron e Dave faticheranno a dimostrarsi all'altezza dell'operazione, incappando in incidenti e scivolate dagli aspetti tragicomici ancor prima di incontrare il temuto Kim.
Tutto rischia di sfumare una volta per tutte, quando Dave entra in confidenza con il dittatore, passando assieme una splendida giornata fatta di scorribande in carro armato, bevute di margarita e cantate a squarciagola sulle note di Katy Perry, leitmotiv del film e ciliegina sopra la torta di tutte le gag messe a segno.


Tutta l'ironia, tutta la comicità più scacciapensieri è usata dal duo Rogen-Franco che insieme fa vere e proprie faville, come già dimostrato in Facciamola Finita.
Non si risparmia niente e nessuno, né gli status di celebrity, né un dittatore che ne esce dissacrato al massimo, né tanto meno i media americani, i loro show, il loro pubblico e le loro forze armate.
Non si risparmia di certo il livello tecnico, con effetti davvero speciali, un montaggio che mescola lo stile videoclip a quello dei film d'azione, e una colonna sonora che oltre Firework è di tutto rispetto in quanto a pezzi culto.
Si ride, quindi, parecchio, si guarda un po' perplessi le situazioni non-sense che si accumulano, sottolineate da quella parlata sputacchiosa di Dave, dalle sue idee strampalate che arrivano al culmine in un finale a sorpresa, in cui niente ci è risparmiato: colpi di scena, tensione, morsi, sangue, carri armati, fughe nei tunnel... pure un cucciolo.
La reazione coreana, ovviamente eccessiva, è la riprova del potere del cinema, del potere della comicità, anche, come a proclamare ancora una volta che sarà una risata a seppellirci.


8 commenti:

  1. Nonostante le polemiche e le critiche, io mi ci sono divertito parecchio. :)

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    1. Pure io, quei due per quanto poco sono sempre una garanzia!

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  2. Spassosissimo!
    E con qualche scena geniale, o quasi.

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    1. L'uso di Firework è sicuramente da definire geniale :)

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