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9 gennaio 2016

Love

E' già Ieri -2015-

Qual è la cosa più bella del mondo?
L'amore.
E subito dopo?
Il sesso.
E allora perchè non parlare del sesso quando c'è l'amore, perchè non farne un film che faccia sentire, vedere, questo sentimento all'opera, che non tralasci quei momenti in cui le due cose più belle del mondo accadono?
C'ha pensato Gaspar Noé, e c'ha pensato pure il personaggio che questo ragionamento fa, uno studente americano in trasferta a Parigi, con il sogno di diventare un regista, e di poter raccontare tutto questo.
Love, quindi, come ha già detto il Cannibale, non è un porno, Love, come ha già detto Mr. Ink, è un boy meets girl diverso dal solito, perchè non si concentra sull'inizio e sulla fine di un rapporto, pur mostrandocelo, pur parlandone, Love mostra soprattutto quello che sta nel mezzo, quella passione che consuma, che porta agli eccessi, che caratterizza il rapporto tra Murphy ed Electra.



Partiamo dal fondo, però, partiamo da un Capodanno in cui i rimpianti si fanno sentire e una voce nella segreteria telefonica chiede aiuto, per quella figlia dal nome di un complesso sparita nel nulla, che nemmeno un figlio, un amore sciapo fanno dimenticare.
Chiuso nel suo appartamento diventato una prigione, chiuso fra porte strette, troppo strette, Murphy, dal nome complesso, ricorda.
Ricorda a partire dalla fine, da quel figlio non voluto che ora ha, da quel figlio accidentale nato per uno strappo e che ha cambiato tutto. Siamo alla fine di un amore che ancora si stuzzica, che va a cercare brividi con una giovanissima vicina, fantasia realizzata di entrambi, per cui la passione non smette di pulsare.
L'amore tra Murphy ed Elettra è fatto di tanto, tanto sesso, di tanta gelosia, anche, di rabbia e di curiosità, non si disdegnano droghe, tradimenti, non si disdegnano club segreti, in una girandola che è una discesa verso un inferno che li separa.
Ma c'è ancora tempo per ricordare e raccontare, per mostrarceli al primo incontro, pieni di sorrisi, curiosità, alchimia, c'è tempo per vedere la paura per questa totalizzazione, la malinconia che ne deriva, l'artisticità di entrambi che si fanno da musa a vicenda.
C'è tempo per vedere tutto di questo amore, di questo love, vederlo finire tra urla e buchi, vederlo pulsare tra un rapporto e l'altro, tra una confidenza e l'altra, vederlo iniziare, con timidi sorrisi, un bacio che non finisce, e solo poi i nomi a definirli.


Love, come da titolo, racconta l'amore, in tutte le sue sfaccettature, anche le più eccessive, in tutti i suoi momenti.
Non è un porno, è amore.
Questo vediamo, anche quando gli eccessi ci sono, anche quando l'amore, o il sesso si fa in più persone.
La visione pruriginosa che ha scandalizzato Cannes, a cui è probabilmente dedicato quello schizzo in primo piano provocatorio e unica pecca di un film che altrimenti non cadrebbe e non scivolerebbe in quanto mostra, è in realtà uno dei film più malinconici in circolazione.
Quello che resta, a fine visione, dopo giorni e settimane, è proprio la malinconia che Murphy esprime nei suoi ricordi, nel suo ciondolare per una casa vuota che non sente più sua, una malinconia totalizzante che forse solo un figlio a cui raccontare tutto questo può lenire.
Non c'è soluzione al mistero, la si intravede in parole dette quando il pericolo, l'allarme, la fine, non si avvertivano.
Quello che resta, a fine visione, non sono le tante scene esplicite, a cui ci si abitua, a cui si è preparati e che solo inizialmente lasciano interdetti, no, quelle scene ci stanno, sono giustificate e essenziali al progetto e alle intenzioni della narrazione, no, quello che resta è un lavoro di regia pulitissimo, un montaggio che va avanti, va indietro nel tempo, con un fotografia che regala grandi tagli, che inquadra e circoscrive i personaggi, che siano a letto, che siano in preda alla malinconia del ricordo.
Gaspar Noé, provocatorio come sempre, racconta il suo amore nel migliore dei modi, con una precisione geometrica, con luci soffuse che si tingono di rosso, e che lasciano dentro la sensazione di bellezza che solo i grandi film sanno dare.
O solo i grandi amori.



Regia Gaspar Noé
Sceneggiatura Gaspar Noé
Musiche Pascal Mayer
Cast Aomi Muyock, Karl Glusman, Klara Kristin
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6 commenti:

  1. Grazie per la citazione, post bellissimo e tanto atteso.
    Un grande recupero, questo Love, per chiudere l'anno vecchio in bellezza. Anche se l'ho visto sul portatile, temendo che da un momento all'altro potessero irrompere in salotto mio fratello con la ragazza. Dettagli! E sì, a parte lo schizzo incriminato (evitabilissimo, bleah), non c'è scandalo.

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    1. Grazie! Un film che si mangia tutto gli altri, intenso e malinconico come pochi... Visione consigliata in solitaria, come sai pure io ho aspettato ad avere casa libera, pudica come sono :)

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  2. Sul fatto che il sesso venga al secondo posto tra le cose più belle del mondo dopo l'amore ci sarebbe da discutere ahahahah :D

    Comunque bel post e merci beaucoup per la citazione!

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    1. Facciamo come Gaspar e mettiamo al primo posto il sesso mentre si é innamorati ;)?

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  3. E mi tocca anche essere d'accordo con il Cannibale sui dubbi della questione sesso/amore. ;)

    Detto questo, spero di recuperarlo presto.

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    1. Pari e patta anche con te ;)?

      Il film potrebbe piacerti davvero tanto, fordiano e radical chic allo stesso tempo!

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