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19 dicembre 2016

Il Lunedì... Comedy: Fleabag - Mozart in the Jungle s03 - Please Like Me s04

Altro lunedì senza libri, altro lunedì in compagnia delle risate con le comedy in vista dei premi di fine stagione.
Per farmi perdonare, vi porto in giro per il mondo, tra Venezia, New York, Londra e l'Australia.
Pronti a partire?

Fleabag


A una comedy inglese non si dice mai di no.
Soprattutto se sboccata, politicamente scorretta, veloce e frizzante.
Perché come sempre, c'è di più.
C'è infatti che dietro alla libertà sessuale di Fleabag (buffo soprannome che indica una topaia, e abbiamo detto tutto), al suo desolato caffè decorato con tanti porcellini d'india, c'è un trauma, un'amica che non c'è più, che se n'è andata nel peggiore dei modi.
Lo scopriamo poco a poco, mentre la vediamo saltare da un letto a un altro, discutere e stressare una sorella già stressata per la sua vita perfetta -che tanto perfetta, ovviamente, non è-, mentre deve fare i conti con una matrigna astuta e cattiva (un'artistica Olivia Colman), e un padre che non sa esprimere i suoi sentimenti.
Lei, cinica e disinibita, ci parla e ci lancia occhiate, anticipa mosse e prevede reazioni.
Si ride, ovviamente, ci si diverte persi nel suo mondo colorato e a tratti hipster, in una Londra che non è mai da cartolina, finché quegli squarci, quel trauma, non torna poco a poco a bussare in un finale in cui il tratto comedy viene messo da parte.
I soliti inglesi fanno la solita bella serie breve, con i soliti e soli 6 episodi.
Ce ne vorrebbero di più, ovvio, ma ce li facciamo bastare. Una dose di buona scrittura, buone interpretazioni, buone idee, basta e avanza, no?



Mozart in the Jungle - Stagione 3


Manca l'effetto novità, è vero, c'è anche più confusione, certo, ma è sempre un bel vedere.
E non parlo solo di Gael Garcia Bernal, no, parlo di Mozart in the Jungle, che torna, e passa per l'Italia.
Per Venezia, per la precisione, piccola patria della musica classica e dell'opera e lo fa con guest star nostrane d'eccezione: Monica Bellucci, splendida soprano, decisamente in parte e con l'inglese dimostra di cavarsela meglio che con l'italiano, e Christian De Sica, che interpreta il solito De Sica caciarone e fanfarone.
A Venezia si rifugia il Maestro, il nostro amato Rodrigo, per riportare in scena La Fiamma dopo anni di esilio volontario dal palco.
Saranno giorni indaffarati, con il cuore e la passione che si dividono, perchè nella laguna arriva anche Hailei, a complicare le cose, a complicarsi la vita.
Nel frattempo, a New York, la serrata è ancora in atto, l'orchestra in sciopero, non cede.
La seconda metà della stagione ritorna quindi a casa, cercando di mettere fine a diatribe, di rimettere in ordine le cose, seppur sconvolgendole un po', tra nuove coppie inaspettatamente solide, operazioni rischiose, casting dal risultato che tutto cambia.
C'è confusione, come detto, quel caos che fa della musica più classica una bella baraonda rock 'n roll, ci sono personaggi appena tratteggiati che risbucano, cammei d'eccezione di quel mondo, ma ci sono anche episodi pieni di bellezza, non solo quello diretto dallo stesso Bernal (Creative Solutions for Creative Lies) ma anche quello (Not Yet Titled) diretto dal solito Roman Coppola, qui documentarista che la magia, l'emozione che può provocare la musica, ce la fa sentire tutta, da dietro le sbarre.
Meglio quindi una prima parte piena di cliché e colore, o una seconda che tira un po' le somme e rimescola le parti?
Nell'indecisione, come sempre, è un bel vedere.


Please Like Me - Stagione 4


Dici Josh Thomas, dici colori pastello, tante leccornie con cui leccarsi i baffi, dici dialoghi veloci, buffi, che mescolano verità a riferimenti pop, dici un mondo a parte, in un'Australia che non sembra troppo lontana.
Lo ritroviamo alla sua quarta stagione sempre con lo stesso smalto, sempre legato a Geoffrey ma con qualcosa che inizia a scricchiolare: troppi litigi, troppe gelosie, troppi sguardi che guardano altrove. La coppia resta insieme, almeno per un po', mentre attorno a loro Tom e Ella sono ormai consolidati, Hannah cerca il suo posto nel mondo, nonostante la sua scontrosità, Rose, sola, cerca di cavarsela.
Tutto si sfalda in un weekend in campeggio, tutti assieme o quasi, dove le verità vengono a galla.
Josh, ora single, cerca avventure e compagni, tutto procede nella leggerezza più estrema, divertendo e alleggerendo, finché il dramma, inevitabile bussa alla porta.
E sono lacrime.
Perché l'improvviso si poteva immaginare, perché tutto ha un senso.
E così, quell'episodio, Degustation, sembra ancora più perfetto, una cena, una famiglia che c'è ancora, ma non ci sarà più arrivati al dessert, e tra le tante, incantevoli portate, frasi che si incatenano una all'altra veloci e perfette.
Please Like Me è così, colpisce quando non te l'aspetti, la guardi in modo spensierato ma poi ti entra dentro e porta ai singhiozzi.
Mica cosa da poco.
Il finale rimescola di nuovo le carte in tavola, cambiando location e personaggi, in vista di un nuovo anno assieme, per elaborare il necessario.

4 commenti:

  1. Non sapevo che Please Like Me fosse finito, come ti dicevo. Devo recuperare.
    Ho adorato la protagonista di Fleabag: lancia degli sguardi in camera che mi fanno impazzire, e poi ha quell'accento lì che la rende anche più affascinante del previsto. Su Mozart concordiamo, anche se io ho preferito i cliché italiani alla serietà newyorkese. :)

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    1. La protagonista di Fleabag è quella bellezza che in un'inquadratura sembra bella ma strana e in quella dopo brutta ma strana, in ogni caso, è irresistibile.
      Prepara i fazzoletti per PLM, ce ne sarà bisogno :')

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  2. Fleabag mi ha conquistato piano piano, non subito ma episodio dopo episodio e ora vorrei già una seconda stagione, che 6 puntate sono troppo poche.

    Di Mozart in the Jungle ho preferito la prima parte, quella italiana, con qualche stereotipo nostrano, ma anche sorprendentemente brillante. Nel complesso una stagione sì confusa, però pure parecchio creativa e folle, un po' come il revival delle Gilmore Girls, quindi anche per me è stato un gran bel vedere.

    Please Like Me a questa stagione l'ho messo da parte, visto che seguo già troppe serie e mi sembrava ripetersi un po', però non escludo di riprenderlo...

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    1. Strano, a me Fleabag ha conquistato dopo 2 minuti, per poi crescere, pensavo facesse lo stesso effetto a te. Però sì, troppo, troppo breve. Gli inglesi e la loro sinteticità.

      Please Like Me ha in serbo una puntata strepitosa e un finale da lacrime, riprendilo e non te ne pentirai ;)

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