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11 gennaio 2017

Hell or High Water

Andiamo al Cinema su Netflix

Quei cappelli a tesa larga, quelle camicie da cowboy, quella polvere sullo sfondo.
Già solo dal poster, Hell or High Water mi annoiava.
Che ci posso fare se il genere western mal lo sopporto, se fatico ad avvicinarmi?
È un po' come il jazz, un trauma infantile: se su quella musica ci si sintonizzava tutte le sere, portandomi nel mondo dei sogni e definendo così una mia risposta a questo stimolo che non è cambiata, così è per quei film, che passavano sempre, la sera, a casa dei nonni, portandomi nel mondo dei sogni o spingendomi a fare altro.
Ci sono però eccezioni, vedi Tarantino.
Ci sono però possibilità di redenzione.
È successo con La La Land, complice un Ryan Gosling che spiega e mostra la magia del jazz, facendomelo incredibilmente apprezzare.
È successo con Hell or High Water?



In parte.
In parte, sì, perché definire Hell or High Water un western non è propriamente giusto.
Sì, siamo in Texas, nel polveroso Texas, sì, ci sono i fuorilegge che rapinano le banche e gli sceriffi che gli danno la caccia, ma non siamo nell'epoca della corsa all'oro, siamo nell'epoca in cui l'oro non c'è più. Ai giorni nostri, in quelle periferie dimenticate dell'America più polverosa, dove tutti girano armati, dove le cittadine sono rimaste semplici accozzaglie di case lungo la strada principale, dove la crisi economica ha colpito più duramente, dove i tassi dei mutui sono saliti alle stelle e le banche hanno fatta cassa di immobili sequestrati.
È in questo scenario che i fratelli Toby e Tanner si muovono con rapine lampo, veloci, di "pochi spiccioli" alla volta. Il saggio e taciturno, contro lo scapestrato e pazzo, quello che le rapine le ha progettate, con uno scopo ben preciso, quello che invece si diverte a intimidire, rubare, scappare, pure uccidere.
A dar loro la caccia, due rangers sui generis pure loro, il taciturno e saggio, dalle origini per metà indiane, il ciarliero e intelligente, che non risparmia battute volutamente razziste al suo compare.
Seguiamo entrambe le coppie, in parallelo, in un inseguimento in cui alla fine non sappiamo chi tifare.


Perché è davvero intelligente il piano di Toby, è quasi nobile, beffardo il suo scopo, dove andranno a finire quei soldi.
E verrebbe da incitarlo, da augurargli il meglio.
Perché la legge, in fondo, va rispettata, perché alla violenza, e al sangue, non c'è giustificazione.
E allora si prova pena per il ranger Marcus, per quello che prova, lui, prossimo alla pensione e come in ogni film con questo destino, accompagnato da una cattiva stella.
Hell or High Water è così un western diverso, moderno ma neanche troppo, capace di instillare dubbi, di far riflettere, di mostrare un'America diversa, spesso dimenticata, e che senza troppi dubbi è alla base dell'elettorato di Trump.
David Mackenzie ce la mostra, e lo fa con un cast da espressioni granitiche e personaggi tagliati con l'accetta, lo fa giocando con la sua macchina da presa, confezionando piani sequenza (quello iniziale, ad esempio) che entusiasmano.
Il problema, però, quell'altra parte che non posso ignorare, è che l'entusiasmo è frenato. I tempi sono dilatati, la musica, anche se di un irriconoscibile Nick Cave, è quella strimpellata nella polvere e nella desolazione, e l'azione non è certo al cardiopalma. Volutamente, ovvio, lo si capisce.
Come quello scontro, lo scontro finale, il cattivo contro il buono, non così definiti, i cui contorni si confondono, che si parlano, si scontrano, si affrontano.
Lo si vede lì che quello è il canone a cui adattarsi, e allora capisco che no, non è ancora giunto il momento di far pace con il western.


Regia David Mackenzie
Sceneggiatura Taylor Sheridan
Musiche Nick Cave, Warren Ellis
Cast Jeff Bridges, Chris Pine, Ben Foster, Gil Birmingham
Il Trailer
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8 commenti:

  1. A me, invece, il western non dispiace, ma questo l'ho trovato veramente troppo classico e troppo semplice, come ti dicevo. Bridges fa Bridges, mentre Pines mi ha sorpreso in positivo. Il resto è un film solido, ma per me non abbastanza da meritarsi il tanto clamore: medie altissime, nomination qui e lì. E il britannico Mackenzie, soprattutto, non mi è sembrato a proprio agio tra le "dune" del Texas.

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    1. Il clamore, l'ho capito poco anch'io, anche se lo capisco in patria: tra western e vendette bancarie, avranno avuto di che godere. Io, meno.

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  2. Ammetto che per i primi cinque minuti ho pensato "O Cristo, mi addormenterò presto..." invece Hell or High Water mi ha conquistata con la sua rude bellezza, coi ritmi lenti e i personaggi sconfitti. Bellissimo.

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    1. Ovviamente l'ho pensato anch'io, ci sono entrata pian piano, riconoscendo la solidità e la bellezza. Bellissimo, ma con riserve: è mancata la scintilla.

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  3. Pure io detesto i western e la visione di questo film mi preoccupava parecchio. Per fortuna però non l'ho trovato quasi per niente un western. Un film country e molto americano sì, ma non particolarmente western.

    A sorpresa mi ha emozionato anziché annoiarmi. Che mi stia per caso fordianizzando più di te??? °___°

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    1. Visto che sono meno convinta di te dal film, sì. Ah ah, era ora ;)

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  4. Film potente, teso e tosto.
    Bellissimo.
    E non posso che essere felice che abbia convinto perfino te e Cannibal.

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    1. Me un po' meno ad essere onesti, ma ho apprezzato la storia, e la regia. I personaggi, ecco, quelli li avrei preferiti meno "western".

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