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17 dicembre 2017

La Domenica Scrivo - Amore (di esperimenti 2.0, di marpioni, di tempo prezioso)

Tutto parte da un esperimento.
Io -che l'amore l'ho conosciuto in carne e ossa e l'ho vissuto in era pre-social- mi sarei infiltrata in app e siti di incontro, per capire un po' come funziona un mondo nuovo, dove contano le parole, conta il raccontarsi senza vedersi, e contano le foto scelte per rappresentarci, accuratamente selezionate.
Doveva essere facile, un gioco che non si sarebbe spinto oltre, con il giovine ben allertato e non preoccupato.
L'esperimento, però, è durato appena mezzora.
Come a Stanford, le cose hanno iniziato a scemare velocemente, a prendere pieghe strane, con numeri che facevano davvero girare la testa, e io che alzavo bandiera bianca.
Neanche ci sono arrivata ad app più spinte o semplicemente alle app (ché poi, avendo l'ormai defunto Windows Phone, in quanto ad app la scelta era già limitata). Ho semplicemente creato un profilo su Meetic, senza pagare alcun tipo di abbonamento, e dopo aver risposto a domande piuttosto banali ché neanche alle elementari ci si chiedeva fra fidanzatini, sono stata bombardata da messaggi, visite, sono stata la sbandata per molti, aggiunta ai preferiti da altrettanti.
E no, la foto messa non era certo provocante, non ho dato corda a chissà chi, diciamo ad un paio, diciamo per un paio di domande, per subito stancarmi del gioco.
Al momento in cui scrivo, i  numeri continuano a crescere, con almeno un centinaio di messaggi che nemmeno aprirò, e almeno 800 "sbandate".


Capire perchè non è difficile: la legge dei grandi numeri.
Butti l'amo, rompi il ghiaccio in modo scontatissimo, fai la solita battuta del caso (mi sono registrata come Lì -mio diminutivo, perchè sì, anche un nome di 4 lettere può essere diminuito) come "cosa ci fa Lì, Qui ahahah" e speri. Nel mentre, fai la stessa cosa con chissà quante altre, passando una serata a guardare uno schermo.
C'è chi c'ha provato da subito senza perdere tempo, chiedendo foto, andando dritto al punto chiedendo se fossi fidanzata, se preferissi un biondo o un moro, c'è chi con un "ciao come stai?" cercava di attirare l'attenzione.
Poi, ovviamente, ci si mette Meetic di mezzo, che non è lì a far la carità ai cuori solitari, ma chiede in modo pressante di abbonarsi, di pagare badge, o certi messaggi nemmeno te li fa aprire.
Tutto questo, l'ho capito standoci mezzora.
Mezzora in cui continuavo a pensare alle pagine di un libro che potevo leggere, alla puntata di Shameless che doveva rimanersene ancora lì in attesa.

Il punto, poi, è che non mi serviva nemmeno iscrivermi a un simile sito per capire che simili siti non fanno per me, né ora, né in un presente parallelo da single.
Tutto diventa come una gigantesca discoteca, e se in discoteca ti bastava un certo sguardo, un non rivolgere la parola, un girare la testa per far capire che no, non ci saresti stata, con uno schermo davanti le cose si complicano.
Che poi, non sono moralista/vecchia scuola/intransigente, perchè c'è chi in discoteca odia andarci, come conoscere qualcuno non sa come farlo, e qui si butta, con più sicurezza, con qualche filtro che aiuta, e magari l'amore lo trova davvero.
Io mi sento comunque immensamente fortunata ad aver incrociato in discoteca (rock, che sia messo in chiaro) lo sguardo giusto, di non aver voltato la testa e di aver iniziato a parlare e biascicare come meglio potevo con un giovine altrettanto imbarazzato.
Mi sento fortunata a non averlo dovuto giudicare in base alle foto sui suoi social, facendo la conta delle ex, degli amici, dei suoi gusti, ma chiedendoglielo, poco a poco, appuntamento dopo appuntamento.
Mi chiedo se sono le nuove generazioni, o anche i single della mia, a perdere qualcosa, o io a perdere l'infinita opportunità che il mare di internet offre, un mare sempre pieno di pesci, che se si ha fortuna abboccano. Amicizie che nascono per un mi piace, amori per un cuore che diventa rosso, la possibilità di scoprire passato e presente con un click, e ancora non ho capito se così facendo è una perdita di tempo, o è solo del tempo guadagnato.

A loro -i single in cerca d'amore- invidio solo quel brivido, quelle farfalle allo stomaco quando quello che abbiamo adocchiato -e sì, nella mezzora pure io ne avevo adocchiato uno, ma né mi ha scritto né sono stata una sua sbandata, quanto è ingiusta e ovvia la vita- quello, dicevo, inizia a provare interesse. Invidio i dubbi, le paturnie, la timidezza, il flirt, il non conoscersi e lo scoprirsi man mano.
Li invidio, sì, ma poi ripenso che con il giovine ho potuto provare tutto questo due volte -nel mezzo, un anno da estranei- e che ora, insieme si è felici anche così, a leggere uno accanto all'altro nel nostro letto, o a guardare che combinano questa volta i Gallaghers.

10 commenti:

  1. Ciao Lì, eccomi Qui :D

    bel post, me lo sono goduto insieme a caffè e pasticcini xD
    l'esperimento e lo scriverci su fa molto Carrie Bradshaw (e per un attimo ho creduto che quello Stanford fosse il Blatch della serie, che in una puntata vive qualcosa di simile, che pirla che sono ahah)
    naturalmente è un complimento, per me Sex and the city (insieme a Friends) è una delle serie meglio scritte di sempre :)

    era prevedibile che andasse a finire così, è stato come lanciare una fiorentina succulenta in una gabbia stracolma di leoni xD in questi siti ci saranno tipo 100|uomini ogni 3 donne, di cui una è fake|sicura e le altre 2 delle... be', chiamiamole "professioniste dell'amore con tariffa ad ore" xD per cui, alla vista di un profilo nuovo|vero gli uomini non credono ai loro occhi e si scatenano|vanno in tilt.

    a questo punto la domanda è: perché?
    cioè, gli etero potrebbero benissimo viversi la vita vera|offline come hanno sempre fatto e rimorchiare|conoscersi, sentire brividi|farfalle, magari innamorarsi, davanti a 2|drink, e poi 2|pizze, e poi 2|posti al cinema...(anche se forse molti di quelli iscritti a queste app non cercano esattamente l'amore).
    ma tu hai dato delle risposte giuste.

    per noi gay entra in ballo anche un'altra questione, o almeno parlo per me: se io vedo un ragazzo interessante alla fermata del bus, in libreria, al bar, magari lo guardo, okay, ma poi che faccio? mi lancio? anche con il più raffinato dei gay|radar si può sbagliare - a meno che non si usi grindr e allora magari lo localizzi ahaha - ma ormai ci sono etero che sembrano gay e gay che sembrano etero ahaha un gran casino! quindi un'occhiata al tipo sbagliato, un "oh, che minchia ci guardi?" e magari finisco dritto in rianimazione, per dire xD
    quindi l'app, per quanto avvilente e priva di romanticismo, ti dà più sicurezza.

    è vero, la cosa migliore è conoscere qualcuno per caso, magari tramite altri amici, e scoprirlo|conoscerlo un po' alla volta :)

    tu e il giovine tenetevi stretti, ché là fuori ci staranno anche tanti pesci, ma il mare a volte è una fogna xD

    scusa il commento|fiume!

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    1. L'esperimento è stato forse troppo breve per capire fino in fondo, e non escludo la possibilità di tornarci per chiedere a questi marpioni cosa cercano davvero, ché qualcuno in buona fede, solo e alla ricerca di compagnia, di sicuro c'è. Anche se immagino che in fondo, tutti gli iscritti in un senso o nell'altro, si sentano soli e occupino o dedichino del tempo a conversazioni random.

      A Sex and the city preferisco ovviamente Friends, Carrie e le altre le ho sempre trovate un po' troppo femminili e distanti dai miei gusti, ma apprezzo il paragone ;)

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  2. Anch'io una volta ho provato con Meetic, ma neanche dopo 5 minuti ho abbandonato tutto, troppe domande a cui non saper e voler rispondere :D
    Al tuo racconto del tuo incontro chissà perché ho pensato a San Junipero ;)

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    1. Lo scalino delle domande è una fatica considerevole, soprattutto perchè poi per tenerti e "affinare" le tue compatibilità, Meetic continua le sue interrogazioni.
      Oh, San Jupinero! Grazie :)

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  3. Esperimento interessante.
    Complimenti per il successo! Sicura di non voler continuare in questa avventura social? ;)

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    1. Non escludo un ritorno, anche se non so se considerare un successo tutti questi numeri quando conta la mancata affinità con l'unico che avevo adocchiato ;)

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  4. Ma se tutto fosse dovuto dalla scelta dell'app sbagliata? :)
    Tanti amici che le usano dicono che scegli l'app in base alle intenzioni. Peccato.
    Mi sarei divertito un sacco a leggere il resoconto di settimane di chattate con sconosciuti. Il mondo è strano forte e secondo me viene fuori tutto in una volta su certe app.

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    1. Può essere, l'idea era infatti di provarne tante, ma poi il tempo che ho perso su una, mi ha fatto rivalutare la preziosità del tempo in sé, e ho abbandonato. Anche perchè davvero si fatica a star dietro a messaggi continui, numeri che aumentano e poca originalità di fondo.
      In modo diverso, con altri intenti, ma potrei tornare ad infiltrarmi ;)

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  5. Troppo dispersivo, il mare di internet. Troppo affrettarsi e sgomitare, purtroppo, per paura di rimanere soli. Non credo nelle discoteche né nei social, ma nelle cose belle, nelle affinità che se devono palesarsi si palesano. Un po' l'ho capito in questo 2017: io, giovane, e figlio invece di un papà cinquantenne che l'amore, la compagnia, da agosto sembra averla trovata proprio grazie a un App. Ed è contento così, sì. :)

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    1. Le eccezioni ci sono, ne sono sicura, e parlando con chi nel settore ci lavora, a un numero spropositato che cerca solo "quella cosa" c'è chi invece cerca vero amore, o vera amicizia. Sono davvero felice per tuo papà!
      Quanto alle discoteche, le intendo anche come bar, come librerie, come strade affollate, come treni da prendere in cui incrociare lo sguardo giusto, e buttarsi ;)

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