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19 febbraio 2018

Il Lunedì Leggo - L'Amica Geniale di Elena Ferrante

Era una saga che aspettavo di leggere da tempo.
Aspettavo di trovare il tempo, il periodo, la stagione giusta.
Aspettavo di trovare tutti i volumi ad un prezzo accettabile, senza svenarmi.
Aspettavo che il clamore si placasse un po'.
Ora, con il Natale e le sue scorpacciate letterarie alle spalle, ora che il tempo si fa uggioso e non sembra quello giusto per il sole di Napoli, ora che ho approfittato di un'insperata offerta Amazon e ora, prima che la serie HBO/Rai faccia ritornare il clamore attorno a Elena Ferrante, mi sono ritrovata a leggerla.
E la paura è sempre quella: quella di non capire il clamore, di non ritrovarmi in quella Napoli, in quattro volumi a raccontare gli anni che passano, l'amicizia che resta. La paura, poi, di faticare rispetto a chi ne è rimasto invischiato, tutto ha letto e divorato in poche settimane.
La paura, purtroppo, si è rivelata fondata con il primo volume.



Con quell'Amica Geniale che va a raccontare dell'infanzia e l'adolescenza di Elena e Lila, che ci presenta il loro rione, le famiglie e le gerarchie che lo governano, la differenza e la distanza che le separano e le unisce.
Dico purtroppo perchè ho faticato più di quanto pensassi.
Lo dico però con un velo che già offusca questo mio giudizio, ora che in un battibaleno giovinezza e età di mezzo mi hanno assorbito e si son fatti divorare senza alcuna fatica, invece.
E mi viene da chiedermi perchè?
Perché io che tanto tengo all'infanzia, proprio all'infanzia di Elena e Lila non mi sono appassionata?
Perché io che tanto rimpiango e ancora sento vicina l'adolescenza, tornare a quei tumulti, ai primi amori, non mi ha fatto fare un tuffo al cuore?
Perché quella Napoli ridotta in piccolo, quella Napoli che poco si scopre, quell'infanzia e quell'adolescenza che finiscono in un matrimonio e segna una vera e propria rottura, mi è piaciuta meno di quanto sperato?
Forse, perchè nella cattiveria di Lila, nella gelosia di Elena, mi sono ritrovata, e non volevo, ammirando il coraggio, l'inventiva, la genialità della prima, così come il coraggio diverso, che porta ad allontanarsi e a cambiare, a studiare e a fare riferimento a se stessi, all'impegno e al dovere della seconda.
Forse perchè nel sezionarsi in continuazione, nel continuamente giustificare atti e gesti e pensieri, nello spiattellarli su pagine che pulsano e vivono, nel tormentarsi con i sensi di colpa, con le cattiverie che ci si dice e si pensa, con quegli amori sbagliati, con il corpo che cambia, con il piacere che si cerca, con quel geniale del titolo che è in realtà frutto di ore e ore di lavoro, che imbruttiscono, che rendono solitari, con quelle maestre che subito identificano e lodano, ho visto molto di me.
Anche se non sono di Napoli, anche se di un rione non ho esperienza, come non ho esperienza di famiglie violente, di atti dovuti, di pavoneggiamenti, di povertà estrema. Ma conosco la gelosia, il cercare di piacere, quell'amore che nell'infanzia si insinua e si porta volenti o nolenti avanti.


Il primo volume, quindi, è come se fosse una bozza, una presentazione per me di quello che verrà, un modo per presentarmi personaggi che diventeranno parte di me, della mia vita, per le prossime settimane, e lo dico con settimane che nel mentre sono passate, con quel rione, i Cerullo, i Greco, i Carracci, i Sarratore e i Solara diventati vicini, da proteggere, da odiare, da temere.
E allora, nonostante un inizio zoppicante, un inizio che credevo e volevo diverso, meno mio, meno stranamente personale, la Ferrante si è già impossessata di me, rendendo giustizia a quel clamore, a quel tempo che le dovevo.
Perché sì, sa parlare in un modo o nell'altro a chiunque abbia faticato sui libri, abbia condiviso momenti speciali con un'amica speciale, anche se quell'amica poi sparisce nel nulla, con le distanze e gli anni che passano e che non aiutano.
Li si colma, allora, attraverso pagine che chiedono ancora, che finiscono lì, in un matrimonio che non si può volere, con i contorni che iniziano a "smarginarsi", e un'infanzia, un'adolescenza che finiscono prima del tempo.

10 commenti:

  1. Ai tempi mi era piaciuto molto, ma probabilmente avevo fatto anch'io una certa fatica. Sarà per questo che, pur riconoscendogli ogni merito, non ho ancora letto i seguiti? Come a fami passare non la delusione, no, ma un attimo di disorientamento iniziale? Spero di scoprirlo, di smentirmi, presto. :)

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    1. Mi ero persa che ti eri perso nel recupero della Ferrante. Temevo di non capire il tanto clamore, ma credimi che il secondo e il terzo volume si divorano senza fatica, sarà che cambiano le età e i problemi, sarà che si spengono un po' le paturnie di Elena e si lascia spazio al destino tragico di Lila, ma tutto cambia. Smentisciti presto ;)

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  2. Non ho letto nulla della Ferrante, ma mi sono informato su di lei: un mio concittadino, che sta a Roma e fa il regista, ha fatto un bellissimo docufilm su quest'autrice. Si chiama Ferrante Fever!

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    1. Ho presente il documentario, passato anche nel mio cinema qualche tempo fa.. ma ovviamente aspettavo di leggere qualcosa di suo -diciamo pure questi 4 romanzi- prima di scoprire di più sull'autrice, la paura spoiler è alta ;)

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  3. Che peccato non ti sia piaciuto:( a me aveva appassionato al punto da farmi leggere tutta la saga in una settimana!

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    1. No, mi è piaciuto, ma non tanto quanto speravo. Ho avuto difficoltà, e non l'ho divorato. Per fortuna già con il secondo volume le cose sono migliorate, e ho iniziato a macinare pagine su pagine senza problemi arrivando in un battibaleno a metà del terzo ;)

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  4. A quanto pare non è un libro così geniale. :)

    Mi sa che aspetto la serie tv. Da una imprevedibile collaborazione tra Rai e HBO ci si può aspettare qualcosa di epocale, così come un disastro clamoroso, senza vie di mezzo...

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    1. Non geniale, ma capace di farti appassionare -con il tempo, e per quel che mi riguarda solo dal secondo volume in poi. Ora che ne sono così presa, che mi sono fatta un'idea mia del rione, dei protagonisti, degli anni che passano, la serie la temo. E non solo per lo strano duo che lo produce...

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  5. Per me invece una delle letture più devastanti degli ultimi anni - tanto che, per paura dello shock, ho fatto passare un anno prima di leggere il volume finale. Amato fin dalle prime pagine.

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    1. Ora che il terzo volume sta per finire, non credo riuscirei a fermarmi e aspettare un anno, anzi, proprio impossibile. L'amore a scoppio ritardato va bene lo stesso, no?

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