Pagine

20 marzo 2018

This Is Us - Stagione 2

Mondo Serial

Era un qualcosa che temevo: dopo una prima stagione ad alto contenuto lacrimevole, con ottime scelte di sceneggiatura, di incastro, scegliere di giocare la carta più facile, quella che più sa toccare il cuore degli spettatori, con semplicità.
E ritrovandomi davanti a una prima parte di questa seconda stagione in cui ad ogni episodio sembrano immancabili un discorsone di quelli appassionati, una musica a sottolinearlo, richiamando in causa pure chi non c'è più, sembrava davvero che gli sceneggiatori avessero deciso per questa strada.
Mettiamoci poi che nuove idee e nuovi spunti sembrano mancare, che Randall, Kate e Kevin continuano in circolo a cedere agli stessi vizi -super lavoro e insicurezze, cibo e insicurezze, alcolismo e insicurezze- e che nella storyline del passato tutti aspettiamo di scoprire cos'è successo a Jack allungando così il brodo, e inevitabilmente ho iniziato a storcere il naso.
Ho iniziato pure a non portarmi più il pacchetto di fazzoletti compreso nel prezzo di visione, sbuffando di fronte a quei momenti topici, a scelte infelici e comparse che si spiegano fin là.
Poi, qualcosa è scattato.



Qualcosa è tornato a mettersi in moto, con gli ultimi episodi della prima parte, ognuno dedicato a loro, al numero uno, al due, al tre. E se l'episodio Kevin-centrico seppur supportato da un'interpretazione da brividi del sottovalutato Justin Hartley non è riuscito a convincermi come tanti altri (troppi i cliché, troppo il pathos su quel campo da football), diverso è stato per Randall (e quel twist finale), ma soprattutto per Kate. Sempre una donna sono, in fondo, e in quell'abbraccio riconciliatore con una madre ingombrante senza volerlo essere, le lacrime sono tornate a scendere.
E non si sono più fermate, arrivando in quella seconda parte in cui -finalmente?- il grande segreto è stato svelato, l'ultimo superbowl felice raccontato, ma con un'accortezza e una costruzione nuovamente degna di quel pilota iniziale.
Così, i Pearson tornano ad essere di casa, tornano ad essere dei sopravvissuti che condividono con te più di un destino (Stallone compreso), li vedi smarriti, li vedi egoisti, li vedi perdersi nel dolore solitario che ancora -dopo vent'anni- si fatica a condividere, a parlarne, e può succedere che una semplice lucertola riporti tutto a galla.


Poi sì, si cerca di dare spazio al presente, ad adolescenti difficili, a matrimoni da organizzare, distendendo almeno un po' l'atmosfera a Las Vegas.
Ma sempre lì, a Jack, a un padre che non si può sostituire, che sa crescere dei piccoli sé, si torna.
E nel finale, piuttosto meschino, gli sceneggiatori decidono di darci altri piccoli colpi di grazia, altri spunti per un futuro che non sembra così roseo per tutti, ma che permette alla serie di andare avanti, guardandosi un po' meno indietro, ora che il grande segreto è stato rivelato, l'ostacolo tolto e superato nel migliore dei modi.
Saran troppo melensi, a volte, saran pure troppo saggi per essere veri, troppo concentrati a fare di una battuta quella giusta da essere ripresa sui social (e in questo, Toby risulta sempre più eccessivo), ma sopravvissuti, coraggiosi, fragili e bisognosi sempre gli uni degli altri, i Pearson continuano ad essere noi.


Voto: ☕☕☕/5

6 commenti:

  1. Mi trovi d'accordo, la prima parte, direi più della metà stagione è stata ben sotto il livello della prima stagione. Ripetitiva, monotona, poco centrata, nell'ultima parte si riprendono, anche se mi hanno dato l'impressione di essere rimasti indietro. Vedremo che altro ci riservano!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Era difficile tenere testa alla prima, densissima stagione. A conti fatti se la sono cavata egregiamente, e visti quei flashfoward finali, di materiale per andare avanti -in modo diverso, poi- ce n'è ancora!

      Elimina
  2. Con difetti e tutto, li si ama lo stesso.
    La Moore che addenta il dolcetto, davanti alla notizia shock, per me "vince" tutto. Raramente ho visto un dolore rappresentato con tanta onestà, boh.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. A quel momento era già una valle di lacrime da parecchio, e quel morso me ne ha fatte versare ancora e ancora. Difficile riprendersi.

      Elimina
  3. Sarà un punto di vista maschile, ma l'episodio Kevin-centrico invece si è rivelato il mio preferito di tutta la serie.

    Per il resto confermo quanto dici. This Is Us è troppo melensa e in questa seconda stagione il rischio ruffianate e scene madri da fazzoletto a ripetizione è diventato sempre più presente, però oh, il bello di questa serie è questo. Se una buona comedy deve far ridere, This Is Us deve far piangere. E per adesso il suo compito, ahinoi, continua a farlo fin troppo bene. :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Già, diciamo che per gli episodi in cui i fazzoletti non son serviti e quelli della seconda parte più tremendamente tristi, la media annuale è stata salvata. Il finale, poi, fa prevedere grandi cambiamenti in arrivo, e ci stanno.

      Elimina