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23 marzo 2020

Il Lunedì Leggo - Una Vita Sottile e Una Passione Sinistra di Chiara Gamberale

Quando ho bisogno di leggerezza, quando ho bisogno di una voce amica, di storie semplici ma profonde, mi rivolgo a Chiara Gamberale.
Sì, sono una lettrice puntigliosa, ho il mio calendario annuale e soprattutto in tema di autori italiani, vado a colpo sicuro con i nomi che so affidabili.
Quest'anno così particolare, quest'anno che di conforto, di leggerezza, ha un gran bisogno, di Chiara Gamberale ho deciso di far scorta, di andare a coprire la maggior parte dei suoi titoli passati che ancora mi mancavano.
I prossimi lunedì, vi avverto, saranno monotematici.


Una Vita Sottile

Parto dal suo romanzo d'esordio, quello forse più personale e autobiografico, quello che pur nominandolo poco, prendendola larga, parla del disturbo alimentare che la stessa autrice ha affrontato.
Lo fa parlando di sé attraverso gli altri, lo fa raccontando di amici, compagni di classe, amori, famiglia, per parlare in fondo di sé.
Per vedersi oltre la malattia, oltre quel bisogno di non mangiare.
Per riscoprirsi, sentirsi viva.
Si parla del prima, quasi sempre.

Si parla di quegli anni spensierati che sono il liceo, in cui si formano club del libro, riunioni per cambiare il mondo, per commentarlo, per fare di quella scuola un'esperienza davvero diversa.
E a scriverlo, è una Chiara di soli 22 anni che da quel liceo è uscita da poco.
Ci sono viaggi nel mezzo, in solitaria, come volontaria, come macchia diversa in un villaggio vacanza.
Ci sono gli amori che forse nascono, le alchimie che crescono.
C'è lo sguardo puro di chi però cerca di analizzarsi, di capirsi, di rendere omaggio.
La voce non è acerba, non è immatura come ci si aspetterebbe.
E anche se certe situazioni hanno lo sguardo rosa proprio della giovane età, riescono a parlare, a far capire, quel che in quegli anni, quel disturbo, -sì, l'anoressia- è stata.
Consegnandoci ritratti di poche parole, di tanti spazi, di pagine intere, in cui ad emergere è prima di tutta la necessità, l'amore e la devozione che per lo scrivere.

"Scrivere è la mia vita e il mio unico modo per celebrare un evento, 
un pensiero o una persona e renderli eterni. 
Se decido di mettere nero su bianco qualcuno o qualcosa 
non è per darlo in pasto ad altri eventuali lettori 
o anche solo al foglio, ma per sottolinearne il valore 
e aiutare le mie emozioni che non riescono a contenerlo da sole."

Una Passione Sinistra

Di tutt'altra natura è invece quest'altro piccolo romanzo, in realtà quasi un racconto.
Parla di politica, di classi di appartenenza, di opposti che finiscono per attrarsi.
Parla di due mondi: quello della sinistra impegnata, intellettuale, quello della destra appariscente e arrivista.
Sono due coppie.
Sono due storie che finiscono per incontrarsi e scontrarsi.
Ci sono date, ci sono ricordi, ci sono salti nel tempo.
C'è Nina prima di tutto, troppo piccola per andare a Berlino e assistere alla Storia che accade in quel novembre del 1989 ma già abbastanza grande per vedere in Bernardo il suo ideale di amore.
Ma devono passare gli anni, devono esserci altri comizi, altri impegni, prima di ritrovarsi davvero.
C'è Giulio poi, abituato ad avere tutte le donne che vuole, anche quelle occupate, ma che in fondo vuole impegnarsi davvero. Non tanto con la showgirl di turno, ma per avere quell'erede che la famiglia tanto aspetta.


Cosa può portare due come Nina e Giulio a conoscersi, a cercarsi?
Lei così radicale, così colorata, così piena di ideali, e lui che a una sveltina, all'ennesima amante, non sa rinunciare?
In una serie di cliché a volte anche esasperanti, in una Roma in cui in realtà tra circoli di intellettualoidi che si riempiono la bocca con i nomi degli scrittori di grido e i siparietti quasi usciti da una vacanza di Natale, non si sa cosa preferire.
Non si sa nemmeno cosa salvare, con quella passione sinistra che esplode in amplessi dettagliati.
Questo breve, fin troppo leggero, quasi vacuo divertissment della Gamberale non me lo spiego.
Come non mi spiego il film che Marco Ponti è riuscito a trarne.
L'unica sua fortuna è di durare un paio d'ore appena, per poi farsi subito dimenticare.

2 commenti:

  1. Autrice che leggo ogni tanto con piacere, ma da cui mi sono preso una pausa dopo l'orrendo Adesso. Questi mi mancano. Il film di Ponti però l'ho visto: carinissimo, con una Eva Riccobono sorprendente!

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    1. Magari nel film certi personaggi riescono meglio e strappano qualche risata, su carta irritano per i cliché che abbondano e la retorica che ne esce.
      Meglio Una vita Sottile, molto meglio visto che è un esordio.

      Adesso continua a mancarmi, neanche a questo giro ho avuto voglia di recuperarlo.

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