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24 giugno 2020

7500

Andiamo al Cinema su Prime Video

Qui è la vostra blogger che vi scrive.
Siamo pronti a scrivere.
Controllo sul film 7500.
Presenti a bordo il regista tedesco Patrick Vollrath, al suo esordio nel lungometraggio.
Presente, dopo quattro anni di assenza dal grande schermo, Joseph Gordon-Levitt, protagonista.

Destinazione finale: una cabina di pilotaggio.
Durata della visione: 92 minuti appena.



Informazioni sulla visione in corso

Dalla cabina di pilotaggio non usciremo mai.
Un unico luogo, in cui la macchina da presa dovrà muoversi, in cui il protagonista dovrà ambientarsi.
Non è l'automobile, come in Locke.
Ma anche qui si usano dispositivi per aumentare l'azione.
Una telecamera a circuito chiuso a mostrare quello che succede dietro la porta che isola dal resto dell'aereo.
Ricevitori e apparecchi telefonici con cui comunicare al mondo esterno la propria situazione di emergenza, trovare soluzioni non immediate, ma che fanno momentaneamente respirare.
Parabrezza con cui vedere che succede, quanto il pericolo è vicino, quando potrebbe essere neutralizzato.
Unica concessione fuori dalla cabina: la visione, silenziosa, dei filmati si sicurezza all'aeroporto di Berlino, a seguire i gesti di sconosciuti, i loro acquisti, i loro scambi, gli sguardi che si lanciano o che studiano quella cabina di pilotaggio.
A far capire che qualcosa hanno pianificato, qualcosa succederà.


Riassunto della scatola nera n° 7500

La prima mezzora è un crescendo di ansia.
Noi spettatori lo sappiamo che qualcosa sta per succedere.
E non solo per la sinossi letta prima di iniziare il film, ma proprio per quei filmati che il film lo hanno aperto.
Ci sono sguardi, ci sono movimenti, ci sono scelte.
E aspettiamo il momento in cui si decollerà.
Nel mentre, il tempo viene impiegato per presentarci il protagonista, Tobias.
Pilota decennale nonostante la giovane età, giovane padre, innamorato e accondiscendente di una compagna, assistente di volo, in volo con lui.
Decisamente più permissivo dello stanco capitano Lutzmann, che non tollera ritardi.


Alla prima occasione, le cose degenerano.
I terroristi entrano in azione, riescono ad entrare nella cabina, a neutralizzare il Capitano.
Lasciando Tobias ferito e solo.
Solo, in quella cabina, dovrà decidere dove atterrare, che fare, dovrà negoziare con quei terroristi che prendono ostaggi, che lo minacciano.
Dovrà rispondere alle emergenze in corso.
Solo, Tobias, in quella cabina dovrà affrontare le decisioni peggiori.
Dovrà cercare di mediare, di prendere tempo, di salvarsi e di salvare quell'aereo.
Così, la sua umanità esce.
Come già in Sully, è il suo personaggio a fare la differenza, a dare spessore al film.
Ed è un problema se non tutte le scelte fatte, se non tutte le decisioni prese e i modi per tergiversare sono quelli preferibili in una situazione simile.


Prepararsi all'atterraggio

Se il suo Tobias pecca di polso, di inventiva, Joseph Gordon-Levitt ci si immerge in modo credibile, facendoci sentire tutto il dolore fisico e sentimentale del ruolo.
Chiusi in quella cabina la sensazione claustrofobica è inevitabile, le macchine da presa e il montaggio riescono a muoversi, a creare ritmo, a dare dettagli e punti di vista.
A tenere viva l'azione.
La trama, quando si sta in spazi stretti con protagonisti limitati, deve fare il resto.
E purtroppo non sempre si riesce a raggirare la situazione del "risolto un problema subito ne inizia un altro", così come non si concede spessore a terroristi mal organizzati e infedeli alle loro stesse intenzioni.
Nemmeno a quello che diventa un altro protagonista, dallo sviluppo discutibile.


Vi prego, non fate gli italiani, non applaudite

Imperfetto ma angosciante il giusto, intenso pur quasi fuori tempo massimo nel trattare di un tema come il terrorismo che nel mondo di oggi sembra drammaticamente superato e abusato dal cinema stesso, 7500 si farà comunque ricordare.
Per il suo protagonista, per la gestione degli spazi e della tensione.

Grazie per aver letto con noi,
la vostra blogger vi ringrazia per la fiducia e vi aspetta per un altro post.

Voto: ☕☕/5

8 commenti:

  1. L'impostazione del post è bellissima!
    Il film potrei recuperarlo, dato Joseph.

    Su Amazon, occhio a The Vast of Night!

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    1. Il film a parte qualche scivolone perdonabile, è bello teso. Di certo non annoia.
      The Vast of Night piacevolissima sorpresa, ne parlerò a breve, Prime sta dando parecchie soddisfazioni ultimamente ;)

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  2. Non mi è nuovo "7500", un altro titolo (del 2014) avrei dovuto vedere ma non ho più visto, chissà questo.

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    1. Ho cercato ed effettivamente esiste un film horror sempre ambientato in alta quota (il numero sta per un codice di emergenza)... direi meglio questo!

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  3. Sembra avere degli spunti interessanti!

    Comunque vorrei spezzare una lancia (o spezzare un'arancia, come diceva la Guzzanti giovane quando faceva Miss Italia) in favore degli italiani: non sono i soli ad applaudire all'atterraggio, lo fanno anche gli spagnoli (e chissà quanti altri)! :--)

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    1. Lo è, quanto agli applausi sembra stiano diminuendo per fortuna, almeno negli ultimi voli che ho preso ;)

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  4. Con questi film ad ambientazione singola faccio fatica a trovare la voglia di vederli. Anche se poi magari finiscono per piacermi...

    Certo, la curiosità di rivedere Joseph Gordon-Levitt, assente da un bel po' dallo schermo, e quasi sempre garanzia di buoni film, c'è...

    Applausi per la recensione.
    Anzi no. Non faccio l'italiano. :)

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    1. Ahaha, grazie! Joseph poteva scegliere un film migliore per tornare, anche se ho letto che è stata una sfida visto che il regista non dava gli stop, si continuava a girare senza sosta, per poi dare gli stacchi con il montaggio.
      Claustrofobico lo è, ma è così teso da non far cadere l'attenzione.

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