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24 maggio 2021

Il Lunedì Leggo - Alzate l'architrave, carpentieri e Seymour. Introduzione di J. D. Salinger

Se ogni famiglia è disgraziata a modo suo, come lo sa essere la famiglia Glass!
Una famiglia di piccoli geni: sette fratelli intelligenti e sagaci, ospiti fissi di una trasmissione radiofonica che li fa conoscere, ne sfrutta l'ingegno, li rende celebrità e permette così all'intera famiglia di mantenersi a galla.
Sette fratelli, uniti e divisi in due scaglioni di età, ma quando il maggiore, Seymour, si suicida, tutto cambia.
Per tutti.
Per Buddy in particolare, che è arrivato subito dopo Seymour, condividendo i primi anni di vita da soli, la camera da letto, l'istruzione ai fratelli minori.
Buddy, ora, è uno scrittore.
Crede e vuole esserlo da sempre, e come uno scrittore vive, isolato nella sua casa ai margini del collegio femminile in cui insegna.
Un alte ego di Salinger, viene da definirlo, e che a detta di tutti i suoi fratelli sempre di Seymour scrive, sempre la sua approvazione cerca.


Questi ultimi due racconti pubblicati da Salinger si concentrano ancora sull'enigmatica figura di un bambino prodigio, di un adulto attento e di un soldato poi. 
In Alzate l'architrave, carpentieri (l'augurio filosofico di una sorella assente) si parla del suo matrimonio, ma non lo si mostra mai in scena.
Il protagonista è ancora lui: Buddy, l'unico dei Glass che riesce a tornare a New York per la cerimonia sbrigativa che dovrebbe vedere Seymour convolare con la giovane Muriel. Un matrimonio che sembra partire con il piede sbagliato, con un ritardo che sembra ingiustificabile e gli invitati chiusi nelle auto e bloccati da una manifestazione che sputano sentenze, si studiano, si attaccano.
Buddy se ne sta lì, a cercare di capire cosa può essere successo al fratello, scoprendo lati sconosciuti di lui attraverso un diario segreto e violato, che di certo non aiuta noi lettori -me- a fare luce su un personaggio con un'aura così importante che aveva già stregato comparendo improvviso nelle spiagge della California prima di spararsi alla tempia aprendo i Nove Racconti.

Forse anche per questo arriva Seymour. Introduzione.
Uno scritto di Buddy che vorrebbe precedere la raccolta di poesie del fratello che la famiglia gli chiede da sempre di pubblicare.
Si sente in dovere, in debito, di tracciare un'introduzione, di far luce su quel fratello tanto amato e poco conosciuto, parlando delle sue letture, dei suoi scritti, delle sue osservazioni e della sua religiosità mistica.
Scritto come un flusso di coscienza irrefrenabile, che spazia e conversa con il lettore stesso, che si prende pause e non disdegna di mostrare lati di Buddy tanto che di Seymour.
Gli altri fratelli Glass fanno capolino ogni tanto, si conosce il destino di Franny e Zooey, ma soprattutto viene messa allo scoperto la vena creativa di Buddy, il suo processo di scrittura in una metalettura che rende questa introduzione un qualcosa di bellissimo. 
Sicuramente, il mio preferito di Salinger.


Dopo più di un decennio dalla folgorazione che Il Giovane Holden è stato, ora pure questo romanzo rivive di nuova luce: altra opera di Buddy, alter ego feticcio in tutto e per tutto, e che sempre di Seymour sembra parlare. Una nuova folgorazione
Ora non posso non pensare a quanto di Salinger mai leggerò, tra i racconti inediti in Italia e quelli che minuziosamente avrà scritto nel suo ritiro dalla vita pubblica proibendo la loro pubblicazione, a renderlo ai miei occhi ancora più ammirevole.
Se questa raccolta è dedicata a lettori qui per leggere solamente un buon libro, senza secondi fini, non si può non dire che chi l'ha scritto, l'ha fatto solo per il gesto di scrivere, senza cercare fama o allori.
Quanta poesia c'è, in tutto questo?
Tanto da rimettere in discussione questa rubrica del lunedì, in tutta onestà.

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