Pagine

28 gennaio 2022

Un Eroe

Andiamo al Cinema

Ci sono film che non cambiano il mondo, ma il punto di vista sì.
Sono film diversi dal solito, anche solo per la provenienza.
Che i film iraniani non sono molti, che per arrivare fino a noi, fino alle candidature più importanti nei premi internazionali, significa che qualcosa hanno da dire.
E ancora una volta, Asghar Farhadi qualcosa da dire ce l'ha.
Da raccontare soprattutto, in una parabola su un eroe che forse tale non è, che coinvolge e fa discutere anche quando le luci in sala si riaccendono.


Rahim è in carcere per debiti non pagati.
Feegato da un socio scappato con la cassa, denunciato dall'ex cognato che per lui ha fatto da garante.
Ma sembra avere un piano per uscire: ha trovato una borsa, con delle monete d'oro.
Ma che succede se il valore dell'oro scende e se i morsi della coscienza si fanno sentire?
Succede che Rahim diventa un eroe nazionale per averla restituita quella borsa trovata, intervistato dalla TV e dai giornali, osannato dai direttori del carcere e portato come esempio di rieducazione da  associazioni benefiche che istituiscono una raccolta fondi per pagare parte del suo debito.
Ma è davvero un eroe, chi restituisce quello che non era suo?
È davvero un eroe Rahim, mentre non tutto nella sua storia quadra, con la proprietaria di quella borsa che non si trova più e i commentatori social a mettere in dubbio la sua buona fede?


I dubbi, sorgono.
E rimangono.
Mostrando l'ascesa alla popolarità e le speranze di chi in carcere non ci vuole stare.
Ma mostrando anche le crepe che questa situazione paradossale può creare in famiglia, con la donna che lo aspetta, con un figlio che deve essere rassicurato mentre i cavilli burocratici si accavallano.
Si resta in sospeso, quindi, ad osservare e patteggiare con o contro Rahim, a difenderlo e accusarlo in discussioni appassionate in coda per il bagno, nei corridoi e verso casa, usciti dal cinema.


A sottolineare come un film che ci mette un po' a carburare, ma che si regge tutto in una sceneggiatura bilanciata e nello sguardo di un protagonista spaesato e speranzoso, riesce a coinvolgere e non mollare.
Basta poco, sembra ricordarci un film iraniano in cui l'Iran resta sullo sfondo a dimostrare l'universalità del tutto: basta la giusta storia, la giusta voce a raccontarla.
E il tuo sguardo, si arricchisce.

Voto: ☕☕½/5

2 commenti:

  1. Non mi sembra proprio l'ideale per una serata disimpegnata, però ogni tanto, al momento giusto, un Asghar Farhadi ci sta. Giusto per cambiare un po' punto di vista.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Esatto, soprattutto se solleva dubbi e questioni morali non da poco.

      Elimina