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24 ottobre 2022

Il Lunedì Leggo - Pantera di S. Benni

Si è parlato di voci, nelle ultime settimane. 
Quelle che fanno sentire a casa. 
Quella di Stefano Benni mi accompagna da almeno 20 anni. 
Politico e radicale, futurista e ideologico, i suoi scritti hanno segnato la mia adolescenza ma negli ultimi anni hanno subito il tragico declino del cosiddetto effetto boomer. 
Una parola che mi urtica solo a scriverla, ma che in effetti descrive bene l'effetto che fa nel sentire un settantenne cercare di inquadrare una situazione più moderna di lui.


Gli ultimi romanzi li ho archiviati come delle letture su cui non soffermarmi, figlie di uno scrittore fuori tempo, fuori dai tempi. 
Ma con questo Pantera, mi sono riconciliata. 
Si tratta di due racconti, in realtà, usciti  nel 2014.
Due racconti che escono dal tempo, che i tempi non vogliono inquadrarli dimostrando invece la forza che ha una voce quando sa come muoversi. 
Si parte da una sala biliardo, una sala in cui leggende e serate storiche si tramandano tra avventori e addetti ai lavori, in cui la leggenda di Pantera, giocatrice dal passato misterioso e dal presente vincente, ha quell'alone atipico che rimane. 
A raccontare, è un cameriere tuttofare, presentandoci voci di questo mondo a sé, nella serata storica per eccellenza: quella che vede Pantera ritornare, sfidare un altro campione, in una nottata che potrebbe cambiarle la vita. 
La sfida del secolo, una partita tra massimi livelli, che si conclude cambiando la vita di tutti. 

Il secondo racconto si sposta in riva al mare, a raccontare di una figlia presto orfana, del tesoro di famiglia che rimane nascosto, di un padre pescatore che spera di aver fatto la sua parte in quanto ad educazione, con il villaggio che attorno, quella figlia selvaggia e testarda, la osserva, la giudica, la protegge. 
È un altro mondo, a sé, che tra spiaggia e onde si compone. 
Più malinconico, questo racconto prende pezzi di infanzia e li trasforma in un pezzo di vita facendolo intrecciare con Pantera in modo sottile ma fondamentale.
Citando e omaggiando Hemingway, lasciando sospeso il destino finale come meglio conviene.
Tra sistemi di pesca e di sopravvivenza, comunità unite in un codice riservato. 

Si parlava di voci, si diceva, e quanto è bello scoprire che lontani dalla politica più facile, dalla critica più basica ai giorni tecnologici di oggi, quella di Stefano Benni è ancora in forma.
E sa muoversi fra buche e onde. 

2 commenti:

  1. Io di Stefano Benni ho letto solo "la compagnia dei celestini" sulla scia del cartone omonimo (che non c'entra nulla con il romanzo se non per l'idea della palla strada e i nomi dei personaggi principali; infatti nelle edizioni successive lo modificheranno nel più generico Street Footbal) e mi era piaciuto molto. Da qualche parte dovrei avere anche un altro suo romanzo preso ai mercatini.

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    1. Non sapevo dell'esistenza del cartone, del libro ricordo poco ma sempre parte di quei mondi fantastici che Benni sa creare. L'amore per me è scattato con Saltatempo, consigliatissimo.

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