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12 novembre 2022

My Policeman

Andiamo al Cinema su PrimeVideo

Lei è una professoressa acculturata e interessata all'arte, alla letteratura, all'opera.
Lui è un poliziotto, apertamente poco predisposto ai libri, ma disposto a capirci di più.
Lui, un altro lui, è curatore in un museo, e introduce i due a uno stile più posh fatto di serate a concerti, visite guidate.
Lei si ritrova così divisa: innamorata del bel poliziotto ma attirata dal mondo in cui quel curatore si muove così bene.
Lui, il poliziotto, è altrettanto diviso: a lei tiene, ma è innamorato solo di quel curatore che gli ha finalmente fatto capire i suoi sentimenti, in un'epoca in cui essere omosessuali è però un reato.
Lui, il curatore, accetta di condividerlo, di mettere in piedi un triangolo pericoloso e instabile, che potrebbe crollare per le apparenze.


Li ritroviamo, i vertici di questo triangolo, 40 anni dopo.
Tom e Marion sono ancora sposati, vivono tranquillamente in un casa in riva al mare a Brighton. 
E stanno per ospitare Patrick, rimasto solo, colpito da un ictus, bisognoso di cure.
È lei, però, che ha insistito, che lo la lava, lo nutre e lo intrattiene.
Mentre lui, quel poliziotto che poliziotto non è più, si ostina a non volerne sapere, a non entrare nemmeno nella stanza del suo vecchio amante.
Il film si compone allora di flashback, che tornano in scena rovinando un presente che si poteva approfondire di più, andando a scoprire sospetti e gelosie, mostrando la passione che divampa e a cui si lascia poca immaginazione.


E siamo sempre lì, con le scene di sesso che quando si tratta di amore gay fanno più rumore del solito -soprattutto se di mezzo c'è Harry Styles-, prendendo più spazio del necessario, mettendo da parte i sentimenti che sono comunque coinvolti.
I tre giovani attori se la cavano bene con una sceneggiatura tagliata con l'accetta, fatta di momenti e di situazioni singole, più che di costruzione d'insieme, e nonostante la fama di Styles e di Emma Corrin, è David Dawson a vincere la sfida.
Nei tempi più recenti, invece, ci sarebbe da storcere il naso su una risoluzione all'acqua di rose su un periodo storico più drammatico di quanto mostrato.


Inglese tanto nella freddezza di sentimenti quanto nell'eleganza della messa in scena con i panorami naturali a far gran parte del lavoro e del fascino, My Policeman verrà ricordato per la presenza di un cantante dall'esercito di fan agguerrite, più che per i temi che poteva approfondire.
Un peccato, perché solo nel finale, con un montaggio azzeccato, i ricordi in cui tutti i personaggi sono imprigionati, acquistano la malinconia dovuta.
A dimostrare come poteva essere, e invece non è stato.

Voto: ☕☕½/5

6 commenti:

  1. *Mentre lui, quel poliziotto che poliziotto non è più, si ostina a non volerne sapere, a non entrare nemmeno nella stanza del suo vecchio amante. *
    Perché?

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    1. Eheh, devi vedere il film per capirlo, non potevo dire tutto!

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  2. Recupererò in questi giorni, ma senza grandi aspettative.

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    1. Abbassarle fa bene, il film nella sua freddezza non si fa mal volere ma neanche esalta.

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  3. Beh, sì, è la classica occasione sprecata. Un polpettone freddo e poco riuscito...
    Certo che Harry Styles al cinema, al contrario che nella musica, non ne azzecca una. :)

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    1. Fortuna che ha dichiarato di volersi prendere una pausa... forse ha capito che sta meglio in tour ;)

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