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23 marzo 2024

Drive-Away Dolls

Andiamo al Cinema

- L'hai sentita la storia dei fratelli che si dividono?
- Chi, i Gallagher?
- No, no, quelli del cinema…
- Chi, i Taviani?
- No, lì non è stata una divisione, purtroppo, ma l'età a chiedere il suo conto.
Parlo dei Coen.
Te li ricordi, no, i mitici fratelli Coen, che hanno pure creato lo stile "alla Coen"?
Ecco, Joel si è stancato, ha detto basta. Se deve essere così difficile fare un film, farselo produrre, preferisce andare in pausa. Non che in The Ballad of Buster Scruggs fossero al loro meglio, sarà che i film a episodi mal li tollero in generale...
- E Ethan?
- Lui la pausa l'ha fatta, come tutti noi. E durante la quarantena da Covid con la moglie Tricia Cooke ha ripreso in mano un vecchio progetto, uno che girava per la testa già dal 2000, che nel 2007 sembrava possibile con un cast promettente e molto anni '00 come Selma Blair, Holly Hunter, Christina Applegate e Chloë Sevigny.
Si chiamava Drive-Away Dykes, perché sì, si parlava di lesbiche in fuga.
Ora, moglie e marito hanno ripreso quel copione, lo hanno rinverdito, hanno chiamato un cast di giovanissime promesse che si stanno facendo notare e edulcorato il titolo da Dykes a Dolls.


- E?
- E purtroppo gli anni che ha, il progetto, li sente tutti.
E anche l'età di Ethan Coen alle prese con un cast giovane, con una sceneggiatura che vuole giocare a richiami, rimandi, a omaggi e anche se ambienta tutto nel 1999, i toni sono posticci.
Esagerati, anche troppo esagerati, dai.
Tra una scena di sesso e l'altra, fra una conquista e un orgasmo di Margaret Qualley, c'è la storia.
Che è piuttosto semplice e tutt'altro che originale.
C'è una macchina, con un bagaglio che scotta, da consegnare da Philadelphia a Tallahassee, solo che a prenderla a noleggio non sono gli scagnozzi mafiosi ma proprio loro, Qualley e Geraldine Viswanathan, amiche diverse, all'opposto nel loro vivere la loro sessualità. Loro che ci mettono più del previsto, che aggiungono tappe calienti, che alla fine di quel bagagliaio scottante si accorgono e pure noi vediamo cos'è che si nasconde dentro una valigetta misteriosa.


- Ah, ma cita Tarantino?
- Sì, con tanto di inquadratura da quel bagagliaio.
Su questi toni smaccatamente nostalgici, omaggianti e divertiti va avanti un film che diverte fin là, che poco approfondisce e forse nemmeno vuole farlo e che ha il pregio di durare meno di 90 minuti.
Tolte delle parti lisergiche e sognanti piuttosto superflue poteva durare anche meno.
Almeno questo.
Strappano una particina per amicizia Matt Damon, Pedro Pascal, Miley Cyrus, Colman Domingo e Beanie Feldstein.
A farne più un divertissement in famiglia che altro.
Breve ma non così intenso, questa fuga fuori tempo massimo la si dimenticherà in fretta.

Voto: ☕☕/5

4 commenti:

  1. Dai Coen, che siano insieme o da soli, mi aspetto sempre poco. Però questo film mi sembra meno "alla Coen" del solito, quindi qualche speranza la nutro. Anche se la tua stroncatura non fa molto ben sperare...

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    1. Molto meno alla Coen ma allo stesso tempo troppo esagerato per i miei gusti. Se non ti abbaglia Margaret potresti pensarla allo stesso modo...

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  2. Ha il pregio di giocare a carte scoperte, cita apertamente John Waters e Russ Meyer, quindi bene. Leggero, frizzantino, solo che non è quello a cui ci hanno abituato i Coen, nemmeno al 50% per fortuna ho da poco visto la versione "giusta" di questo film, più Coen dei Coen ma solo nel confronto diretto tra "bambole in fuga". Cheers!

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    1. Poco Coen, poco per me. Queste commedie scollacciate e esagerate mi convincono sempre poco. Magari le versioni giuste e cult, chissà...

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