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17 gennaio 2026

Avatar 3 - Fuoco e Cenere

Andiamo al Cinema

Io, 13 15 anni fa, mi ero lasciata trascinare dalla folla.
… E il campione d'incassi, e il 3D, e la sala piena.
Solo ad un mese di distanza ero riuscita a trovare posto, un posto sfortunato, fila laterale con cui gli occhialini poco servivano.
E ne ero uscita delusa.
Fortemente delusa, pure un po' annoiata, per una storia poco originale, per un protagonista che poco mi faceva simpatia, per quei richiami a Pocahontas che pure io avevo fatto, non a caso, è forse il primo film visto al cinema della mia vita, di certo quello che più ricordo.
Di Avatar invece ricordo poco, pochissimo, se non i vicini di posto che erano alla loro terza visione, se non lo splendore di Pandora.
Tredici Quindici anni dopo mi sono interrogata: l'evento dell'anno, di nuovo, il film che si sfida con Zalone sotto le Feste, un sequel meno atteso, il secondo sequel di quella che sarà una saga pronta ad arrivare a cinque, fa ancora per me?


Per me che sono ancora piena di pregiudizi, che storco il naso, alzo gli occhi al cielo (per i record infranti, per i commenti superlativi e anche per le critiche secche)?
Che senso aveva, correre al cinema, per la gioia di demolirlo?
Che senso aveva, comprare un biglietto se la voglia mancava, se ormai l'ho capito che questo non è il tipo di cinema che fa per me, che apprezzo?
Non sono per l'azione fine a se stessa, non sono per l'uso spregiudicato degli effetti speciali, non sono per le innovazioni tecniche che superano il racconto.
E lo so che non è la trama che fa il film, ma è come questa storia viene raccontata.
Ma preferisco due attori, anche uno solo volendo, dentro una stanza, e una sceneggiatura come si deve a baraonde estetiche che costano fior fior di milioni.
Ma il destino ha deciso per me, mi ha messo di turno nel cinema con cui collaboro proprio sabato sera, proprio con Avatar 3, e mentre strappavo i biglietti di famiglie eccitate, di gruppi di amici ansiosi e di solitari incuriositi, ho deciso di entrare in sala anch'io, cercando di mettere a tacere certi pregiudizi e godere dello spettacolo.
Così è stato?
Non proprio.
Perché sì, ci si perde fra il verde e poi il blu di Pandora, ci si immerge in acque profonde e abitate, si stringe amicizia con tulkun, e anche se 192 197 minuti con gli occhialini per chi ha già gli occhiali li considero una tortura, un po' mi sono mancati nella mia visione in 2D.
Il problema è il resto.


È una storia che avanza con il pilota automatico, con il già visto che bussa in continuazione, in dinamiche così elementari da rovinare la poeticità di certe scene appena un personaggio qualunque apre bocca.
Figurati se lo fa uno della nuova generazione che in italiano ripete a piè sospinto il fastidioso intercalare "Bro". Anche nei momenti più drammatici.
Nel resto ci metto pure le roboanti scene d'azione, in cui sì, si resta sospesi per un po', si resta avvinti in scontri e in tulkun per cui si fa il tifo, ma come sempre, la mia mente dopo poco inizia a deviare, a farsi i fatti suoi. È più forte di me, il mio essere concisa -anche se da questo post fiume non si direbbe- so che tra finte, false piste, prima o poi si arriva al finale e al vero vincitore.
Che qui non è così vittorioso con cicatrici difficili da guarire e un nemico che non è stato sconfitto del tutto.
Ovvio, se vuoi portare avanti la saga per altri tre due capitoli.


La delusione, quindi, la noia, hanno prevalso anche questa volta.
Che alla famiglia Sully non sono riuscita ad affezionarmi, tagliati con l'accetta come sono i caratteri dei suoi componenti.
Che per quanto ammiri la capacità tecnica di chi certi effetti speciali li rende così reali, sto dalla parte di documentaristi che certe scene le riprendono dal vero.
Che per quanto ammiri la tenacia, la capacità di rivoluzionare il cinema pur partendo dal classico, James Cameron non sarà mai il mio regista di riferimento.
Mi sono chiesta se è solo questione di pregiudizi, di com'è che una saga dove l'azione la fa altrettanto da padrona, dove la trama si ripete con Morti Nere sempre più grandi da distruggere, mi ha invece conquistata.
Questione del giudice Tempo?
Questione di personaggi più profondi, di mondi più speciali in cui ci si cala, senza bisogno di minutaggio aggiuntivo per mostrarceli in ogni dettaglio?
Questione di cuore, forse?


Ancora non ho trovato risposta, non lo so perché il mio cuore batte per una Galassia lontana e non per Pandora, e so che quando Avatar 3 4 uscirà, sarò ancora qui a chiedermi se andare in sala oppure no.
Quanti anni ho a disposizione per scenderci a patti?
E mi ritroverò ancora a riciclare lo stesso post, visto che quello che avevo scritto per Avatar 2 - Le Vie dell'Acqua calza a pennello anche per un terzo capitolo visto per gli stessi motivi e trovato forse un filo superiore nelle scene di combattimento per come sono coreografate ma stanco nel ripetere scontri (famigliari e militari) e temi e personaggi di cui nemmeno i nomi restano in testa, aggiungendo poco (giusto una cattiva parecchio cattiva, giusto le connessioni con Eywa) a una saga che sembra aver perso di vista la sua storia?
Spero in un miglioramento, o in un turno diverso al cinema.

Voto: ☕☕½/5

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