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28 aprile 2026

Beef - Stagione 2

Mondo Serial

Joshua e Lindsay sembrano avere tutto.
Manager di un country club lui, interior designer lei, con il progetto di una casa da finire e un cane da accudire.
Si odiano, invece, per quel lavoro svilente, per l'altro che non ingrana, per una casa rimasta incompiuta e per un cane che non è un bambino.
Litigano, urlano, si accusano e eccedono nei gesti, il tutto sotto gli occhi di Ashley e Austin, dipendenti a quel country club, che li registrano e li minacciano.
È questa la beef/faida della stagione? 
Uno scambio di potere tra due coppie che senza saperlo desiderano la libertà e la ricchezza dell'altra?


Sembrerebbe, ma presto quel video come quella minaccia viene neutralizzato, con Joshua che apre gli occhi e capisce che i ricchi lo sono per raggiri e malefatte e inizia a farne anche lui, a spese del country club e alle spalle di una presidentessa coreana più vigile di quel che sembra.
Allora è questa la vera beef?
No, perché il gioco di Joshua viene scoperto in fretta e viene usato contro di lui per coprire un incidente sotto i ferri del marito chirurgo di quella presidentessa.
Ok, è questa la beef, infine?
In parte, perché c'è sempre Ashley che vuole di più e si sente defraudata nel suo ruolo, c'è Austin che inizia ad avere paura di Ashley, c'è Eunice che si mette in mezzo a loro senza volerlo, c'è il cane di Joshua e Lindsay che sparisce, ci sono molti malaffari fuori e dentro quel country club, tra truffe evidenti e coperture che arrivano fino alla Corea.


La verità è che Beef non sembra nemmeno Beef, non sembra la stessa serie che tre anni fa partiva da un innocuo incidente in un parcheggio per dare vita a una trama fatta di stalking e vendetta che non sembrava avere paura di niente.
Con la sua seconda stagione antologica, invece, si trasforma in uno spin off di White Lotus.
Sempre i soliti ricchi con i loro problemi di ricchi, sempre quegli ambienti da invidia, sempre quei litigi e quei doppi giochi e quei personaggi caricaturali che chiedono di farsi odiare e che parlano per meme e scene da facile screenshot.
Certo, Oscar Isaac e Carey Mulligan sono bravi come lo sanno essere due attori stretti in ruoli in cui non sono propriamente a  loro agio (più lei di lui, che ci crede di più), e i giovani Charles Melton e Cailee Spaeny dopo i ruoli esplosivi in May December e Priscilla dimostrano di aver meritato l'etichetta di giovani promesse, ma in questa spirale che non trova un centro o un senso sfociando nell'assurdo in quel di Corea, nemmeno questo quartetto di ottimi attori salva una serie alla deriva.
Alla deriva di se stessa, senza una precisa identità e senza una precisa beef da inseguire. Solo le politiche di Netflix.


Poco importa se anche la fotografia è notevole, perché sottolinea in continuazione la divisione tra i personaggi, la distanza tra i personaggi, in un modo così elementare e evidente (luci, colori, pali) da fare capire chi sono i veri cattivi, quelli contro cui battersi: i produttori che pensano il pubblico così stupido, che spremono un filone sulla ricchezza ostentata e sull'invidia che si trasforma in odio che si trasforma in numero di spettatori che spero si possa esaurire presto. 
Qui si va fino in fondo, consegnandoci il finale esaustivo che non vuole lasciare questioni sospese o il pubblico senza risposte, con tanto di "x anni dopo" perché nemmeno a quello dobbiamo pensare con la nostra testa.
Io sono stanca, chi si unisce a me in una faida che chiede vendetta e un briciolo di originalità?

Trailer
Voto: ☕☕½/5

2 commenti:

  1. Per me, invece, anche se un po' caotica, bella e divertente come la precedente.

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  2. Manca l'effetto sorpresa della prima stagione e l'influenza di The White Lotus un po' si fa sentire, però pur tra alti e bassi ha saputo almeno in parte conquistarmi. Comunque tranquilla, visto lo scarso successo di questa non penso faranno un'altra stagione...

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