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9 maggio 2026

Creature Luminose

Andiamo al Cinema su Netflix

Un polpo possiede tre cuori.
Marcellus sembra dividere i suoi con le persone che osserva dalla sua teca, in un piccolo acquario, in un piccolo paesino nelle coste pacifiche degli Stati Uniti.
Si nasconde di giorno, Marcellus, stanco degli occhi e del chiasso di scolaresche e turisti invadenti, ma esce la sera, quando Tova passa a trovarlo, a confidarsi, a parlargli, mentre sistema e pulisce quell'acquario.
Tova è sola, pur avendo delle amiche al suo fianco e il bottegaio del paese a farle la corte in modo non appariscente. Ha perso un marito per malattia, ha perso il figlio in modo ancor più doloroso, e ora che il suo posto nella casa di riposo dall'altra parte della baia si è liberato, non è pronta a dire addio né a una casa piena di ricordi né a Marcellus che è diventato il suo confidente.


L'altro cuore Marcellus lo divide con Cameron, giovane arrabbiato e scapigliato che arriva a Sowell Bay, alla ricerca del padre che non ha mai conosciuto. Solo anche lui come Tova, vede gli amici andare avanti, fare famiglia o trovare un lavoro stabile, mentre lui è rimasto con un furgoncino malmesso che era anche la casa di quella madre che ha deciso di non crescerlo e girare invece il Paese.
Sostituisce Tova all'acquario per sostituire pezzi di quel furgoncino, con la cavilia malmessa di lei che non le impedisce di controllarlo e insegnargli a portare rispett anche di un lavoro umile com'è quello di chi fa le pulizie.
Si scontrano, si avvicinano, si aprono l'un l'altro tra timidezze e paure e dolori, bloccati come sono.
Devono andare avanti, entrambi, devono imparare a fare le cose per bene, a essere più luminosi, insieme.


L'ultimo cuore Marcellus lo tiene per sé, mentre conta i giorni della sua prigionia, mentre viene beccato nelle sue fughe pericolose per l'acquario, mentre cerca di far battere i cuori di Tova e di Cameron, di risolvere il mistero che li circonda.
È un feel good movie in piena regola quello di Olivia Newman, tratto dal romanzo best seller di Shelby Van Pelt, di quelli che fanno sorridere e commuovere, riuscendo a far piangere su di un polpo e sulla sua capacità di emozionare.
La storia, nella sua semplicità, riesce a essere toccante e ben strutturata, con personaggi di contorno che forse richiedevano un po' più spazio per come vengono presentati, ma con il cuore della storia a rimanere attorno a Tova e a Cameron, a Sally Field che è sempre un sigillo di garanzia e di ottima recitazione, nel perdersi tra le rughe e i dolori di Tova, e di Lewis Pullman che pur essendo una fotocopia del padre senza età riesce a convincere.


L'ambientazione caratterizzata come i suoi paesani poteva essere approfondita in una miniserie ma anche essere eccessivamente zuccherosa con un pizzico di Natale sullo sfondo, ma la produzione ha deciso di evitare il freddo e la neve, di puntare a un film che riesce a racchiudere i buoni sentimenti di cui tanto abbiamo bisogno di questi tempi.
Forse parla la me che ricerca storie strappalacrime se raccontate bene, ma qui grazie alla voce narrante di un polpo che è profonda e affascinante come quella di Alfred Molina, qui, dicevo, dove mi si cantano e suonano i Radiohead, qui in cui quel polpo, quell'acquario, quelle creature sono di una bellezza abbagliante in un misto di riprese dal vero e CGI ben fatta, qui, dicevo ancora, trovo il conforto che cerco, in una storia che non si dilunga e non si infittisce troppo, in una coralità mancata ma riuscita dove riescono a battere tre cuori in uno.

Voto: ☕☕☕/5

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