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10 luglio 2026

Pecore Sotto Copertura

Andiamo al Cinema su PrimeVideo

Era una notte buia e tempestosa e un pastore di pecore che le sue pecore le alleva solo per la lana, muore. 
Muore assassinato, con l'assassino che copre le sue tracce ma lasciando degli indizi.
Chi può averlo ucciso?
L'allevatore rivale, con cui ha un debito? 
Il macellaio che vede nel suo gregge carne da vendere? 
Un'amante non corrisposta o una corrispondente misteriosa?
Ad indagare non è tanto il poliziotto della cittadina non all'altezza delle indagini di un omicidio, ma le sue pecore.


Sì, pecore detective, come da titolo originale, sfamate a erba fresca, fiori croccanti e romanzi gialli, con cui l'allevatore dava loro la buonanotte e di che pensare, tra teorie e sentenze che al riparo della stalla vengono scambiate.
Non sono certo tutte uguali queste pecore, tra chi è intelligente e chi lo è un po' meno, chi ama la libertà e chi resta isolato, chi sceglie di dimenticare per vivere meglio e chi non può e convive con il dolore. 
È un gregge variopinto che chiede giustizia per il suo amato allevatore, e che inizia a indagare, a seguire indizi e sospettati, ad aiutare quel poliziotto non troppo sveglio ad aprire gli occhi basandosi sulle regole dei detective di cui hanno seguito le sorti per mettere in piedi un caso e cercare di risolverlo.


Sì, è il più classico dei whodunit con tanto di piccolo paesino della provincia inglese con case da sogno e natura bucolica e ovviamente stralunati compaesani molto caratterizzati a renderlo un giallo ancora più efficace.
Sì, è un film con animali parlanti, dalle parti di Babe ma anche di Shaun, con un uso stupefacente degli effetti speciali che rendono realistiche le pecore a sottolineare che se si vuole, la CGI sa regalare magie.
Sì, si ride per trovate buffe e buffe voci, per situazioni assurde e per personaggi volutamente caricaturali. Ma si piange anche, e copiosamente, per la saggezza di una pecora che ammette i suoi errori, per il sacrificio di un caprone, per uno sguardo tutt'altro che superficiale al mondo delle pecore che ha una sua filosofia, che riflette su Dio, sul mondo, sulle diversità, e prova a spiegarsele come può.
Magari sbagliando, magari invece prendendola larga per arrivare al punto.
Sentire l loro spiegazione sulla religione per credere.


Arrivato come una commedia buffa per tutta la famiglia a seguire il filone di successo di Knives Out, già i nomi coinvolti dovevano far capire che il film di Kyle Balda era qualcosa di più.
Con un regista che arriva dall'animazione e che qui predilige giustamente un live action meno buffo e a suo modo realistico, passando per una sceneggiatura scritta da Craig Mazin, che dopo le apocalissi reali e di fantasia, si concede una leggerezza in cui infonde comunque il suo punto di vista sulla fedeltà del gregge, sul potere del ricordo, fino agli attori coinvolti, dagli umani Hugh Jackman (il migliore, ovviamente), Nicholas Braun, Nicholas Galitzine, Molly Gordon, Hong Chau e Emma Thompson  ai doppiatori d'eccellenza Julia Louis-Dreyfus, Bryan Cranston, Chris O'Dowd, Regina Hall, Patrick Stewart, Bella Ramsey e Brett Goldstein.
Nomi importanti per una commedia che è un giallo con la forza di un classico, di quelli che non perdono smalto al sapere l'assassino, ma che si vorrebbe vedere ancora per la sua brillantezza, per il suo umorismo e anche per cogliere quei piccoli indizi, magari sfuggiti tra una risata e una lacrima.

Voto: ☕☕½/5

2 commenti:

  1. Mi dispiace non essere riuscito a scriverne alla sua uscita, è stato riscoperto su Prime Video, niente male, ha dei numeri questo filmetto, ho gradito molto. Cheers!

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  2. Inaspettatamente bellissimo. Ho pianto un sacco.

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