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6 settembre 2026

Venezia 83 - Oasis - Don't look back in anger

Team Oasis o Team Blur? 
Non ho mai avuto dubbi, e sono sempre stata dalla parte del genio di Damon Albarn e distante dai toni da gradassi dei Gallagher. 
Ma la generazione è quella, le canzoni sono quelle che hanno segnato una generazione e ora anche due, e quindi eccomi qui a farmi di nuovo contagiare dall'entusiasmo dei fan e capirli e invidiarli.
Di nuovo perché l'annuncio della loro reunion e della loro tournée è stato l'evento dello scorso anno, di nuovo perché è stato presentato un documentario che racconta quella reunion e quella tournée e trattenere le risate, le lacrime e la voce per unirsi ai cori, diventa impossibile.
Impossibile non cogliere l'emozione e l'ansia e l'agitazione in Noel, impossibile non ammirare l'atteggiamento di Liam, uno a cui non frega niente, ma devi tenerci tanto per fregartene così poco. 


Impossibile non emozionarsi durante prove in cui è tutta una grande attesa e poi non avere la pelle d'oca davanti a una folla che a Cardiff li aspetta e piangi con loro, piangi con il pubblico che non si riprende, piangi con Noel che non ci crede, applaudi Liam che gestisce il tutto come la migliore delle rockstar.
Il documentario celebra questo, celebra quella che può essere definita un'esperienza religiosa, la celebrazione di una generazione che la musica l'amava in modo viscerale tanto da coinvolgere anche i figli, che si fanno nuova generazione di spettatori.
Celebra due fratelli che hanno saputo mettere da parte i rancori e riscoprirsi, celebra un chitarrista che fra loro si mette senza paure e sempre con il sorriso, celebra i fan, soprattutto. Ancora.
Il documentario mostra sì il dietro le quinte (anche se meno di quello che avrei voluto) e mostra tanto dei concerti, con canzoni da cantare a squarciagola, ma mostra i fan con le loro storie collettive e singole, storie che ci fanno fare il giro del mondo e in fondo sono la parte debole di un documentario che esce dal collettivo per singoli che non sempre funzionano. L'idea di Steven Knight che il documentario l'ha scritto e gestito potrebbe essere vincente, ma ti ritrovi solo a volere più aneddoti da parte dei Gallagher, più battute di Liam e più riflessioni di Noel, più canzoni, ancora e ancora, per celebrarla davvero la Musica che unisce e che commuove.

Se ne esce pieni di ottimismo, di entusiasmo e di nuova fiducia nel prossimo. 
In una celebrazione unica che chiede ancora.
Tra lacrime e risate, e la voglia di comprare subito un biglietto.
Sì, in team che non hanno più senso, gli Oasis hanno davvero vinto la guerra.

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