Pagine

▼

21 ottobre 2026

Bad Apples

Andiamo al Cinema

Ci sono delle mele marce nella scuola inglese.
Danny, per esempio, bullo distruttivo, incapace da contenere e da sedare, che catalizza su di lui ogni attenzione ed è capace di rovinare tanto una lezione quanto una gita scolastica.
Ma anche Maria, in fondo, la sua insegnante che non è capace di controllarlo e di imporsi, con gli stessi alunni della sua classe a giudicarla per come non riesce a farsi rispettare, a proteggerli.
Chi dei due è la mela marcia del sistema?
Quello che il sistema cerca di sabotarlo o quella che non sa sostenerlo?
In una notte buia e tempestosa, però, tutto cambia.


Maria si ritrova a rapire involontariamente Danny, a chiuderlo nel suo scantinato per proteggersi creando una situazione paradossale.
Perché senza Danny la classe di Maria eccelle ed eccelle la stessa Maria, finalmente con la forza e la concentrazione da poter dare a tutti i suoi alunni. E Danny? Danny lentamente si calma, Danny dimostra di poter imparare, lentamente, in un rapporto uno-a-uno senza confronti e sguardi a giudicarlo, anche se chiuso in quello scantinato mentre la cittadina intera, là fuori, lo cerca.
Come ne esci, però, da una situazione così al limite?
Come lo spieghi un metodo efficace per istruire Danny come meriterebbe e come la giustifichi Maria per quello che fa? E Pauline, l'alunna perfetta che finisce per essere un'altra mela marcia che con il sistema inizia a giocarci, tra ricatti e estorsioni?


Bad Apples si muove nel terreno scivoloso della satira nera, con una situazione assurda, certo, ma che spinge a porsi le domande giuste.
Con un sistema scolastico sempre più al collasso, soluzioni estreme sembrano essere una possibilità, soprattutto perché ci si ritrova con gli insegnanti più interessati alla loro reputazione e alle loro medie e con i genitori interessati alla riuscita del loro singolo figlio invece di fare comunità.
Tutto mondo è paese, insomma, che sia la Svezia dal cui romanzo (De Oönskade di Rasmus Lindgren) il film è tratto o il Regno Unito dove è ambientato si può allargare il discorso ai giovani arrabbiati di Francia, Spagna e Italia che invadono le strade per cercare visibilità e un'educazione migliore. Pur non sempre in modo educato, va detto.
Il film di Jonatan Etzler lascia perplessi per una soluzione su cui non si può sospendere il giudizio, giudicando Maria e il suo operato, quei genitori e quella Preside, in fondo anche Danny e il suo vissuto, che resta fuori da ogni domanda e da ogni risposta, quando dovrebbe essere la prima delle preoccupazioni.
Ritrovandosi a capire, e a spaventarci, per la scelta estrema di Maria, un po' com'era stato per quella di Lisa, un'altra maestra, che rapiva un alunno per motivi opposti, avendo a cuore la sua istruzione, la sua emotività.


Costruito in pochi ambienti e con una visione ben precisa degli spazi e dei colori, Bad Apples ha quei toni da commedia nera che restano sempre ancorati al reale, merito soprattutto di una Saoirse Ronan che non eccede e non scivola, alle prese con un personaggio spigoloso e pieno di sfumature che cambia e che migliora sotto i nostri occhi. La sua Maria come Saoirse stessa, che non sbaglia un ruolo.
Non sbaglia un ruolo, e si diverte ad uscire dalla sua comfort zone, una mela marcia in un sistema marcia su cui puntare i riflettori.
Il finale beffardo, difficile da credere, è lì per ricordarcelo e per portarci a discuterne una volta fuori dalla sala, come i film riusciti sanno far fare.

Voto: ☕☕☕/5

Nessun commento:

Posta un commento