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19 ottobre 2012

ParaNorman

Andiamo al Cinema.


Zombie a prova di bimbi, così potrebbe essere definito ParaNorman. Sì. Perché i morti viventi che tanto terrorizzano il pubblico di Resident Evil o della serie TV The Walking Dead ricompaiono in questo film di animazione, d'altronde dai creatori di Coraline non ci si poteva aspettare una storia fiabesca con principi e principesse.
Il protagonista è Norman, un bambino speciale, non particolarmente intelligente, adora i film horror che divora in casa e con i poster dei quali tappezza la sua cameretta e, soprattutto, vede i morti. Sì, la sua specialità è quella di interagire con i defunti, in primis con la nonna defunta. Per nulla spaventato dal suo potere, convive ormai da anni con la miopia del padre che non gli crede, e le prese in giro dei compagni di scuola che lo hanno ghettizzato e che quotidianamente lo scelgono come bersaglio preferito per scherzi e bravate.
La sua vita scorre quindi nella solitudine e nell’incomprensione finché qualcosa cambia, dapprima strane visioni che lo sconvolgono, poi lo zio –barbone e matto del villaggio- si presenta per rivelargli un tragico e funesto futuro: la maledizione di Blithe Hollow sta per tornare e solo lui potrà fermarla. Blithe Hollow è infatti ancora più speciale di Norman, nel – una strega venne giudicata e poi uccisa da una giuria di 7 abitanti che, subito dopo il verdetto, morirono. La città da allora vive ignara di souvenir e attrazioni delle più strane marchiate strega, senza sapere che una volta all’anno questa torna in vita e con lei i 7 giudici. Starà a Norman fermarla, ma ovviamente nulla sarà così semplice e, anzi, i guai in cui si caccerà con i nuovi compagni di avventura saranno decisamente grossi.
Ecco quindi un cartoon dal sapore underground, ovviamente in stop motion, che ha il suo punto di forza non solo in una trama diversa e forte ma anche in uno stile visivo particolare ed efficace. I personaggi così singolari e stereotipati, poi, non possono non divertire. Norman, la sorella, l’amico altrettanto preso in giro Neil, suo fratello Mitch e il bullo Alvin rappresentano il loro cliché fino all’estremo –la bella vanitosa, il ragazzino in carne e goffo, il giocatore tutto muscoli e niente cervello, il teppista pauroso- ma proprio con il riscatto finale che mostrerà il loro lato nascosto conquisteranno ancor di più il pubblico. Un pubblico che può comporsi di adulti come di bambini perché gli zombie che infesteranno le strade di Blithe Hollow sono sì disgustosi ma insegneranno una lezione morale non da poco. Il riscatto infatti coinvolgerà anche loro, e farà di Norman un bambino, nonostante tutto, normale.

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