Pagine

16 agosto 2014

Breathe In

E' già Ieri -2013-

Inspira. Espira.
Inspira. Espira.
Inspira. Espira.
Così si combatte l'ansia, così tieni a freno il cuore prima di un grande concerto, prima di una decisione che potrebbe cambiare per sempre la tua vita.
Ma cosa succede quando sul tuo cammino incroci una persona che il respiro te lo fa spezzare? Una ragazza intrigante e indubbiamente bella che si insinua nella tua vita, lasciandoti senza fiato?
Succede che tutto cambia, che la vita di famiglia di provincia inizia a starti stretta, che il passato tanto cool torna a bussare nella tua mente, che il professore borghese che sei diventato, che la moglie snob e semplice che ti ritrovi, non ti bastano più.
E allora quella ragazza che con te condivide la passione per la musica, quella ragazza al piano che alla sua giovane età è già più brava di te, quella ragazza che mostra interesse, che ti ascolta, diventa la tua ancora di salvezza, diventa l'incontro elettrico che cambia ogni istante, che ti fa trattenere il respiro, per paura che anche solo quello basti per far capire i tuoi sentimenti.


Ma è così facile abbandonare quanto costruito? Alle porte di un sogno che finalmente si realizza, poi?
E chi è quella ragazza, della stessa età di tua figlia?
E' una studentessa in scambio, arrivata da Londra per conoscere la Grande Mela ma che si ritrova incastrata nella campagna di periferia dove il massimo divertimento è bere senza limite attorno ad un falò, o fare il bagno nel mare con giovani americani senza troppo cervello.
E' un'attenta lettrice, e un'ancor più brava pianista, una che pur avendo 18 anni dimostra molta più maturità della tua figlia infantile, molta più consapevolezza anche solo di tua moglie, che trova nelle biscottiere che rivende così tanta soddisfazione.
E' una Felicity Jones diversa dalla ragazza spensierata di Like Crazy, è un'inglese arrivata in America per fuggire alla monotonia della sua vita, che si aggrappa altrettanto ad un Guy Pearce invecchiato, bene, che ritrova lo slancio nella sua carriera.


Sotto la direzione di Drake Doremus, i due sono elettrici, capaci di condensare in pochi minuti scene e dialoghi che regalano così l'intimità e la compressione che sono diventati il marchio di fabbrica del regista.
L'improvvisazione sul set, il togliere, il limare, l'accorciare dello script fino a renderlo essenziale, fino a consegnarci una trama vuoi non così originale, ma capace di dare i brividi e di trasportare dentro la storia, dentro la vicenda, dentro le emozioni dei protagonisti e di rimanerci invischiati, trattenendo con loro e per loro il fiato.
Allo stesso modo funziona una fotografia che si basa su piani stretti o su primi piani, che vanno a incorniciare in tutta la sua bellezza la Jones, musa di Doremus ormai, ma anche la sempre più promettente Mackenzie Davis (Halt and Catch Fire)
Ma forse ancor più suggestiva è la colonna sonora, di derivazione classica, composta dall'affezionato Dustin O'Halloran, che trasporta in questo mondo, in questa famiglia il cui equilibrio è sempre più precario, dove la musica è così fondamentale.
Proprio questa sensazione, questo presentimento, questo avvertire una prossima esplosione, di vetri sul punto di rottura, accompagna tutta la visione, e il respiro, inevitabilmente, si spezza.


3 commenti:

  1. E' tra i film da vedere, e sono sicurissimo che potrebbe piacermi parecchio :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ne sono sicurissima anch'io, guardalo, che voglio sapere che ne pensi :)

      Elimina
  2. bello, ne ho parlato pure io qui http://lafabricadeisogni.blogspot.it/2014/08/breathe-in.html se ti va leggi il mio parere :)

    RispondiElimina