5 agosto 2014

Halt and Catch Fire

Quando i film si fanno ad episodi.

Non deve essere stato semplice per l'AMC quest'ultimo periodo.
Dopo la fine -strepitosa- del suo mostro sacro Breaking Bad, pure l'altro pezzo da 90 -Mad Men- si avvia alla chiusura, e cosa resta nel suo palinsesto?
Degli zombie sempre un po' zoppicanti?
Gran poca cosa, bisogna ammetterlo.
Forse per questo si è andati a scavare a fondo, riprendendo tematiche più simili alla serie in costume che altro, cercando di dare la stessa magia e la stessa solidità agli anni '80.
Già, gli anni '80 non però colorati e edonistici, ma gli anni '80 del progresso computeristico, delle sfide interne ed esterne di piccole e grandi aziende per essere quel po' più veloci, quel po' meno costose per entrare nel mercato.
L'obiettivo è quindi quello rischioso di rendere una sfida e una gara che all'epoca era campo di battaglia di addetti ai lavori e di nerd di prima categoria, avvincente e entusiasmante per tutti.


A provarci tre (meglio fare quattro, però) personaggi su cui Halt and Catch Fire s'incentra, tre individui completamente diversi tra loro che ruotano quasi alla stessa velocità d'onda, e che proprio per le loro diverse caratteristiche riescono a creare un Gigante capace di essere un concorrente del Macintosh o dell'IBM.
Abbiamo prima di tutto un misterioso e affascinante Joe MacMillan, venditore astuto, che le parole le calibra e le sceglie con cura intrappolandoti nella sua rete, un Don Draper -il confronto nasce spontaneo- con i suoi fantasmi, insoddisfatto e spaventato dal non essere mai abbastanza.
Abbiamo il nerd Gordon Clark, vita ordinaria, sogni infranti, che ha dalla sua una moglie, Donna, speciale: bella e intelligente molto più di lui. Le sue insicurezze e la sua rivalità con Joe pur mettendo freni all'interno della Cardiff Eletric che li vede combattere come due galli in un pollaio, gli permettono anche di procedere e di salvare il loro futuro.
E infine abbiamo il futuro, abbiamo Cameron Howe, giovane genio che sa cosa un computer deve essere, e che nonostante blocchi e una vita sregolata e libera, lo sa costruire.


Insieme riescono così ad appassionare a termini, elementi e programmi per ingegneri esperti, facendo della loro corsa all'interno di un mercato via via più competitivo, decisamente entusiasmante.
Nel mezzo, manco a dirlo, amore e sesso, tradimenti e fiducie rischiose, colpi di scena e di abbattimento non previsti.
Tra i 13 episodi che compongono questa prima stagione, spicca così Up Helly Aa, il penultimo, dove le speranze e le possibili delusioni vengono condensate all'interno del COMDEX '83, dando spazio a tutta la gamma di sentimenti presentata finora.
La ricostruzione '80s è poi quella accurata a cui la AMC già con i fantastici '60s ci ha abituato, e oltre a design e abiti, non disdegna la musica, quella punk e ribelle ascoltata da Cameron a tutto volume, vera pedina instabile ma ineguagliabile della serie, non me ne voglia il fabbricatorte Lee Pace, draperiano e forse fin troppo solitario.
Se due serie sacre se ne vanno, non dobbiamo quindi disperare troppo, perchè un'altra decisamente solida e avvincente ha fatto il suo esordio.


2 commenti:

  1. devo ancora vedere l'ultimo episodio, però adoro questa serie!
    soundtrack grandiosa, personaggi fichissimi che sono un misto di nerditudine, yuppismo e spirito punk, cameron idola...
    insomma, grande AMC!

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    Risposte
    1. La nerditudine non è mai stata così cool! La AMC c'azzecca ancora, e pensare che il ritorno degli anni '80 ormai è finito...

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