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14 giugno 2016

The Americans - Stagione 4

Quando i film si fanno ad episodi

Arrivano i russi nella Birminghan dei Peaky Blinders, tornano i russi nell'America della guerra fredda.
E anche in questo caso c'è poco da fare, The Americans resta una di quelle serie solide, a tratti lenta e avvolgente, che sa sedurre e colpire.
Una di quelle serie che però, almeno per me, non invoglia subito alla visione, ci vuole un po' per ritornare in quegli anni '80, in quei giochi di spie e di genitori alle prese con adolescenti ancor più complicati del solito.
Fondamentalmente perchè questi adolescenti hanno scoperto le spie, hanno scoperto i trucchi e potrebbero essere un pericolo, e poi, perchè quel ritmo lento, quel gioco di doppi giochi, ci vuole un po' per amarlo.


Avevamo lasciato Philip e Elizabeth a crisi risolta, ma con una nuova crisi da affrontare: la figlia Paige, adolescente sui generis che preferisce la chiesa e la Bibbia ad altri svaghi, spiffera tutto al simpatico pastore Tim, mettendo a rischio anni di copertura.
Venti per la precisione.
Un po' troppi visti i morti ammazzati sulle spalle, le operazioni ad alto rischio, la nostalgia di una casa che non si saprebbe più riconoscere.
E se ci si mette di mezzo la famiglia, con quella figlia che alterna curiosità e sostegno a diffidenza e paura (mentre l'altro figlio è tristemente relegato in camera, dal vicino, in garage), se ci si mettono di mezzo ben due operazioni importanti, quei vent'anni pesano eccome.
Da una parte, comunque, un virus e ricerche mediche da rubare e portare in patria, dall'altra, Martha che rischia di essere scoperta.
L'FBI non resta a guardare, e quel genio di Beeman che a tutto arriva tranne che di avere il KGB dall'altro lato della strada, mette in piedi una sorveglianza con i fiocchi.
Lo scontro con il Centro avviene però solo tramite un Gabriel che acquista coscienza e capisce la frustrazione, ma davvero tornare a casa sarà un bene per una famiglia ormai così americana?


Si resta con il dubbio, mentre si saluta non una ma ben due presenze femminili importanti, che avevano dato e danno tanto come Martha e Nina.
Si tagliano i rami secchi in vista della nuova stagione?
Intanto, si cerca di seguire anche i dubbi morali di Burov, ma la sua vicenda conta poco di fronte alla famiglia Jennings, che sa anche come divertire grazie alla splendida presenza dell'ironica Young Hee.
La solidità della scrittura è sempre quella, fatta di silenzi e sguardi, la complicità tra Kery Russell e Matthew Rhys  è sempre più alta visto che fan coppia anche nella vita.
Nonostante tutto, nonostante la sua innegabile bellezza fatta anche di musiche dell'epoca, The Americans resta nella colonna delle serie tappabuco, probabilmente ingiustamente.
La prossima stagione, quasi sicuramente incentrata sul ritorno di un figliol prodigo, magari mi farà cambiare idea, aumenterà l'appeal.


2 commenti:

  1. Con la quarta stagione mi sono arenato al primo episodio ma, ora che ho finalmente finito House of Cards 4 (season grandiosa!) cercherò di rimediare.
    Anche se pure per me a questi Americans (non white) Russians per adesso è sempre mancato il guizzo...

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    1. Ce ne hai messo! Quella sì è una quarta stagione con i fiocchi, gli Americans dovrebbero mollare un po' il freno..

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