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28 agosto 2017

Il Lunedì Leggo - Le Nostre Anime di Notte di Kent Haruf

Sono diffidente di natura verso libri tanto acclamati.
Temo la delusione, a volte temo pure di trovarmi d'accordo con tali acclamazioni, ma sapevo che nel suo piccolo, Kent Haruf aveva qualcosa di grande.
Lo diceva quel suo nome, ora improvvisamente sulla bocca di tutti, ora che è morto, si intende.
Lo diceva quella piccola casa editrice che in Italia aveva comprato i diritti per i suoi romanzi, ora improvvisamente chiamata a sfornare ristampe su ristampe.
Lo diceva quel titolo, poetico quanto basta, e lo diceva una trama, dolceamara, tenera e malinconica, come piace a me.
Volevo aspettare, che il clamore si attenuasse, che l'estate che riporta anche i lettori da spiaggia in libreria, facesse scemare le vendite del libro, per riscoprirlo in quelle lunghe notti d'inverno. Ma Hollywood chiama, l'Hollywood buona però, quella di due pilastri come Jane Fonda e Robert Redford, quella del regista Ritesh Batra, che ha già adattato il testo, e lo presenterà in anteprima a Venezia fra pochi giorni.
Così, dovendo passare di libreria in libreria per trovare una copia disponibile, Kent Haruf è arrivato in anticipo sul comodino, aspettando le sere giuste per essere letto.



Perché Le nostre anime di notte ha un suo tempo, una sua urgenza, uno stile asciutto ed essenziale, che riempie, che merita attenzione e, appunto, tempo.
La storia è quella di due anziani vedovi, nell'agricola e fittizia cittadina di Holt teatro di tutte le vite create da Haruf. Due anziani che si conoscono da sempre, vicini rispettosi che poco sanno in realtà delle rispettive vite, dei rispettivi dolori.
Finché lei, Addie, non bussa alla porta di lui, Louis, e gli chiede di passare la notte assieme.
Niente di scabroso, niente di sfacciato: dormire assieme, confidarsi e parlare, per riempire le ore più difficili di una giornata, cercando di dargli un senso. Basta poco ai due per entrare in sintonia, basta poco per capirsi, aprirsi, e forse, con titubanza, innamorarsi. Anche alla luce del giorno.
Dirsi tutto, sempre, non nascondere nulla, a nessuno.
Non c'è tempo per rimpianti o segreti, c'è un'urgenza, che è quella dello stesso Haruf, in fin di vita, di vivere e scrivere.
Lo stile è asciutto e ridotto all'osso, con dialoghi che si susseguono senza bisogno di didascalie: basta poco, qualche aggettivo, una parola, per inquadrarli del tutto Addie e Louis. Sembra di conoscerli da sempre.
E un po' spiace sapere già del cast dell'adattamento, immaginarsi già Jane Fonda e Robert Redford in quei ruoli, quanto mai in parte, in ogni caso.
Ma non spiace averlo scoperto prima, ora, Haruf, nelle caldi notti d'estate, capire il perchè e la ragione di tanto clamore, la dolcezza e la malinconia di una coppia che solo all'apparenza brucia tappe, ma che in realtà, vive al suo meglio. Vive come può, con tenerezza e onestà, ridendo e piangendo assieme, parlando di un passato che fa male, ma fa bene condividere, in una lezione di vita, breve, piena di magia, in un tempo sospeso ed eterno, come quando è notte, non si ha sonno, e si parla a chi ci è affianco, o si ascolta -ammaliati- il libro sul comodino.

12 commenti:

  1. Sapevo che Haruf, e questo romanzo postumo in particolare, ti si addicevano.
    Si nota come manchi l'ultima passati, è davvero più ridotto all'osso degli altri, però forse quel senso di incompiutezza lo rende più bello e poetico ancora.
    Torna presto a Holt. A me manca solo Crepuscolo, già in libreria da un po', e me lo tengo intonso ancora un altro poco. Sennò poi dove vado?

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    1. A Holt tornerò di sicuro, anche per capire lo stile meno scarno e "urgente" di Haruf, aspetto un po', però, per godermelo meglio.

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  2. Un post delicato ed emozionante per un libro delicato ed emozionante. Anch'io sono curiosa di vedere l'adattamento cinematografico.

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    1. Curiosa ma anche un po' impaurita. La delicatezza del libro, e la sua essenzialità, mi bastavano. Ma ho fiducia nella coppia Fonda-Redford, staremo a vedere.

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  3. Un'altra storia su due vecchini?
    Mi spiace ma mi sa che io questo libro, e pure il futuro film, non li scoprirò mai... :)

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    1. Cuore di pietra, questi due vecchini invece potrebbero piacerti, e se il film è fedele e come me lo aspetto, sarà delicato e da vedere... passa al lato oscuro dei vecchini :)

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  4. Anch'io lo sto leggendo adesso, con colpevolissimo ritardo!!!!
    Ma tanto non ce la farò mai a leggerlo entro il 1/9, la serata dei Leoni alla Carriera... e quindi me la prendo comoda ;)

    Commento poco sensato, il cui unico fine è farti il più bello dei saluti: ci vediamo a Venezia!!!

    Non è una minaccia... ma se ci scappa il tempo per un salutino, al solito, mi farebbe davvero piacere :)

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    1. Breve è breve, e io non mi sarei più staccata: puoi farcela!
      E sì, ci si vede a Venezia, ci mancherebbe :)

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  5. romanzo davvero bello. ho letto tutta la trilogia di Haruf ma questo mi ha toccato piu' nel profondo.

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    1. La Trilogia è nelle prossime letture, ma aspetto un po' che scemi il clamore, che me lo voglio godere con calma.

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  6. probabilmente il romanzo migliore del 2017...
    letto una notte, tutto d'un sorso...
    soave, romantico, dolcissimo...

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    1. Ero lì lì per leggerlo anch'io tutto d'un fiato, ma l'ho dovuto dividere in tre notti, piene così di un romanticismo malinconico decisamente nelle mie corde.

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