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31 agosto 2017

Venezia 74 - Under the Tree

C'è del marcio in Islanda.
Chi lo potrebbe dire, dietro facciate bellissime, dietro la natura incontaminata, si nascondono le più classiche tragedie familiari, e i più classici degli odi tra vicini.
Così è per due coppie, che vivono fianco a fianco, che però non si sopportano più. L'albero dei primi getta troppa ombra nel giardino dei secondi. Potarlo sembra richiedere troppo tempo, troppe energie, e soprattutto una richiesta di troppo da parte di chi non ha voglia di spostarsi al sole, e le scaramuccie presto degenerano.
Colpa di un passato non risolto, di un figlio che non c'è più e di uno che non vuole arrivare.


L'altro figlio, che già c'è, non se la cava meglio. Si masturba -o quasi- con un video dell'ex, la moglie non ci sta, lo caccia di casa, lo allontana dalla figlia. E lui che nemmeno la scomparsa del fratello ha saputo gestire, gestisce il tutto nel peggiore dei modi, con rabbia, violenza, paura.
Il dramma borghese, assume così i toni della migliore black comedy, dove le risate sono stiracchiate, sono seriose, si alternano all'incredulità di gesti, scherzi e tiri sempre più sinistri.
Arrivati al finale, dove il black viene sostituito dal rosso del sangue, quel marcio è ormai trapelato in tutto, e si resta increduli ed esterefatti, dalla degenerazione del tutto, guardando ora con sospetto vicini irritanti e pure donne difficili da gestire.
Con i colori cupi ma comunque pastello dell'Islanda più borghese, con la natura lasciata fuori e confinata in quel giardino, il film di Hafsteinn Gunnar Sigurosson ci mostra il nostro lato peggiore, e ancora una volta quanto è facile scatenare una guerra senza fine.

2 commenti:

  1. Black comedy dall'Islanda?
    Potrebbe essere una rivelazione molto positiva o molto negativa.
    Ma tanto all'infuori di Venezia credo che difficilmente avrà un'enorme distribuzione, quindi il problema di vederlo potrebbe non porsi nemmeno...

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    Risposte
    1. Ogni tanto però qualche islandese ce la fa ad arrivare da noi, non si sa mai. Molto Black, qualche humour, ma vale la pena di vederlo.

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