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16 maggio 2020

Beast

È già Ieri -2017-

Un'altra piccola comunità chiusa, che guarda con sospetto i diversi.
Siamo nell'isola di Jersey e i diversi in questione sono due.
Una è Moll, pecora nera di una famiglia benestante e borghese, ribelle e sempre schiacciata dai doveri imposti: da una madre iperprotettiva, da fratelli che la vedono come già segregata in casa a cui rubare senza troppi problemi l'attenzione e la libertà.
L'altro è Pascal, che in quell'isola c'è nato e ci è sempre vissuto, ora solo, forte delle sue sole forze in quanto cacciatore e tuttofare.
I due si incontrano di prima mattina.
Lui con il fucile in spalla e le mani macchiate di sangue, lei in fuga da un compleanno rovinato e passato a ballare -sola- in discoteca.
Il fascino per il diverso, per il proibito, per quello che la famiglia non approva, è forte.
Il fascino verso Johnny Flynn, pure.



Ma c'è un dubbio, che si fa spazio e non se ne va mai.
Perché quell'isola è da anni teatro di stupri e omicidi.
Le vittime sono tutte giovani, tutte con i capelli rossi.
Come Moll.
Che guarda quindi con sospetto a Pascal, non riuscendo a fidarsi ciecamente di lui, già sotto inchiesta in passato, già accusato di violenze da una fidanzata.
E noi, a nostra volta, guardiamo con diffidenza a Moll, ai suoi sogni strani, al suo passato altrettanto violento e invidioso.
Il colpevole, chi è?
Come si costruisce un amore se le basi non sono così solide?
Il dubbio, va detto, resta.
E resterà.
Se gli indizi abbondano, una soluzione non arriva.
Né dalla polizia, le cui indagini non sono mai il centro del film.
Né su Pascal, per cui Moll mente, rischia la sua già debole reputazione, rischia pure la vita con quel popolino che aggredisce a sassate e intrusioni.


Beast è un film soffocante.
Che gioca sui dettagli, sui silenzi, sull'intensità delle interpretazioni.
Beast è un film che all'improvviso grida.
Con scatti di violenza, di libertà, di passione.
Unendo queste due anime in un finale inatteso, all'improvviso luminoso, rivelatore.
Inutile dire che per quanto i paesaggi inglesi facciano la differenza, l'attenzione, il centro, è loro: di Jessie Buckley, prossima protagonista per Charlie Kaufman, e il bel Johnny Flynn, qui ancor più bello e tormentato del solito.
L'indagine -ispirata alla realtà- passa così in secondo piano, preferendo indagare sull'animo, le reazioni, la stabilità di chi si è sempre sentito diverso.

Voto: ☕☕/5

4 commenti:

  1. Visto qualche anno fa. Interessante, lei bravissima.

    Sto leggendo ora il romanzo a cui si è ispirato Kaufman.

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    1. Quel Kaufman me lo tengo come sorpresa, invece ho messo in lista dei desideri il suo di romanzo, che Amazon dà solo prenotabile al momento.
      Finalmente torna a farsi sentire!

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  2. Questo non credo di averlo mai sentito, o forse sì ma me ne sono scordato.
    Visto che lo descrivi come un film soffocante non credo però di essere troppo invogliato a vederlo. :)

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    1. Breve ma soffocante. La scusa di Flynn ha alleggerito la visione, ma resta una chicca radical-chic da tenere in conto ;)

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