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25 gennaio 2022

Succession - Stagione 3

Mondo Serial

Siamo al terzo giro di giostra in compagnia della famiglia Roy, e ancora non ci si stanca.
Anzi, il livello della serie cresce, tra scrittura e soprattutto interpretazioni, facendone una delle migliori in circolazione, facendo della famiglia Roy quel tipo di famiglia che non riesci a sopportare, ma che non riesci a non guardare, a cui non riesci a non affezionarti.
Il recupero migliore ai tempi del lockdown, capace di creare una Sindrome di Stoccolma.
A questo giro più che mai, visto che tutti sono in crisi come è in crisi la società di famiglia, ora che quella pecora nera di Kendall ha deciso di vuotare il sacco, di non fare da martire e capro espiatorio per il padre, ma di confessare e denunciare tutta quella corruzione, quegli stupri e quegli occultamenti di cadavere che il reparto crociere dell'Impero nascondeva.


Di mezzo, ovviamente, ci va l'equilibrio della famiglia, spaccata in più parti, con il supporto dei figli e dei fratelli a cui dare un prezzo.
Trattative continue, tra minacce e doppi giochi.
Ne vediamo in continuazione in questa stagione in cui si viene rimbalzati di strategia in strategia, patteggiando vuoi per Kendall e il suo nuovo personaggio woke, vuoi per Shiv alla continua ricerca di approvazione, vuoi per Roman, ovviamente, idolo indiscusso della serie capace di trattare e importunare sessualmente allo stesso geniale modo.
Mentre in un mondo a sé, in preda a incubi e paranoie, è Tom, destinato alla prigione.


Il momento, o l'episodio migliore, è difficile sceglierlo.
Si passa senza preoccupazioni di sorta a fughe e divisioni per il mondo per evitare l'arresto ad una festa piena di cringe quanto la parola cringe, dalle discussioni per l'elezione del prossimo Presidente alla gita a bordo jet per comprare l'approvazione altrui, dalla conferenza di presentazione in cui i Nirvana in tutta la loro potenza fuoriescono dalle casse ad un'altra conferenza in cui barattare voti e dignità, senza dimenticare il dimenticabile quarto fratello, maggiore solo per età, che sbotta e che continua a sognare.
Non mancano guest star di lusso tra Adrien Brody e Alexander Skarsgård, mentre si vola da New York a Milano, passando per Como e infine la Toscana.
Ed è proprio qui, in una villa esclusiva e in un matrimonio da lusso che riporta a galla macchie di sangue, che si consuma la tragedia finale.
Che ha richiami all'antica Grecia, che lascia con il fiato sospeso e fa soffrire quando quei tre fratelli che si sono rincorsi, studiati e odiati finora, si alleano finalmente contro l'amore paterno che hanno sempre inseguito.


Case, ville, appartamenti e hotel da sogno fanno da sfondo a questa parabola, con la regia che come in un documentario spia e registra ogni espressione, ogni giudizio.
È uno scontro tra titani nell'interpretazione, tra quel mattatore adorabile di Kieran Culkin (ennesima mia cotta seriale), al dinosauro rancoroso di Brian Cox arrivando ovviamente a lui, a un Jeremy Strong che fa soffrire, fa star male fisicamente: appena entra in scena con il suo sguardo perso, il suo bisogno di amore e approvazione a tutti i costi spezza il cuore.


Il colpo di scena finale, il tradimento finale, sono di quelli che bruciano.
E lascia aperte le porte a una quarta stagione carica di carne al fuoco e di nuovi scontri.
La famiglia Roy è così, prendere o lasciare.
La si odia e la si ama, si resta incantati a seguirne le sorti, tra l'incredulità e il realismo con cui questa viene raccontata.

Voto: ☕☕☕☕/5

4 commenti:

  1. Risposte
    1. Continuo a sponsorizzarla: il miglior recupero che potessi fare ai tempi del lockdown.

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  2. La famiglia Roy deciderà anche il prossimo Presidente della Repubblica italiana?
    Spero di no, però sullo schermo faccio il tifo per loro. In particolare per Jeremy Strong e Kieran Culkin. Difficile scegliere. Kieran resta quello che mi fa scompisciare di più. XD

    Era forse dai tempi di Breaking Bad che non si vedeva una serie così in crescendo, e speriamo che la prossima stagione alzi ancora l'asticella.

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    1. Visto come è finita questa, ne vedremo di sicuro delle belle. Quanto li si odia e quanto li si ama, non so se è solo merito degli attori o se anche la regia così particolare fa il suo, ma sembra tutto così reale.

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