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2 febbraio 2022

Lasciarsi un giorno a Roma

È la settimana di Sanremo e dopo anni da snob, la pandemia ha fatto cedere pure me, trasformandomi in una fan maniacale con tanto di squadra al FantaSanremo.
Se lo scorso anno anche il blog era rimasto in tema con film musicali, a questo giro si cambia e si punta sull'italianità e sull'amore, tema principe delle canzoni della kermesse.
E allora, 

Con "Lasciarsi un giorno a Roma"
Di Edoardo Leo, Marco Bonini, Damiano Bruè, Lisa Riccardi
Conducono: Edoardo Leo 
Cantano: Edoardo Leo e Marta Nieto

Si vuole sempre bene a Edoardo Leo, anche quando sbaglia.
Perché diciamolo subito, qui sbaglia.
Non in modo clamoroso, non tanto da far male o da far cambiare idea su di lui, ma abbastanza da deludere.
L'idea, di un romcom al contrario non era nemmeno troppo male.


Lo si dice fin dal titolo: qui non ci si innamora, ci si lascia.
Un giorno, a Roma, per la precisione.
Anche se in realtà per arrivare a quel giorno ci vogliono due mesi circa.
L'espediente, poi, è quello classico delle romcom, tanto che al posto della piuttosto fastidiosa Marta Nieto (strepitosa però in Madre, che è arrivato su Netflix dopo il passaggio a Venezia) poteva esserci Kate Hudson. 
Ma forse era impegnata a plagiare in modo dignitoso J.Lo, sempre a Venezia.


L'espediente per farsi lasciare in due mesi è quello di una posta del cuore, in cui lei scrive alla fantomatica reincarnazione di Gabriel Garcia Marquez, di voler lasciare il fidanzato.
Troppo diversi, troppo amici, poco sesso, non cresce, non cambia, non guida e si veste sempre uguale.
Che lagna!
Peccato che il fantomatico GGM in questione, sia il fidanzato stesso.
Scrittore in crisi, di nicchia, che ricicla citazioni e consigli per altri.
Il perché del segreto fra loro non è dato saperlo, sta di fatto che lui cerca di cambiare, di accontentarla, di togliere la polvere alla loro relazione.
Ma non basta.


A fare da contorno oltre a un appartamento che a Roma vorrei proprio vederlo e a degli amici messi lì per fare dell'ironia sul politically correct che stride con i toni della commedia, un'altra coppia in crisi, un'altra coppia stanca, in cui Stefano Fresi fa il casalingo e Claudia Gerini la sindaca di Roma, lui si lamenta e vuole farla dimettere, lei giustamente con cavolo che ci sta.
Le due storie corrono parallele, tra lamentele comuni e sfoghi quotidiani, con delle scene hot messe lì giusto per, un po' di scorci romani non troppo da cartolina, Edoardo Leo che fa il solito Edoardo Leo ma con il naso più grosso, e un lavoro nel mondo dei videogiochi decisamente poco credibile e non sono sessismo e/o pregiudizi nei confronti della Nieto.


Piccoli difetti, mi si dirà, nel mezzo di scene romantiche, di ristoranti da sogno, canzoni da cantare, ma sommati fanno perdere punti a un film che prometteva una serata in leggerezza e in romanticismo -per quanto al contrario- e che invece fa sbuffare a più riprese per salvarsi giusto nel finale, in cui una certa alchimia torna, chiudendo nel modo migliore.
Che peccato, comunque.

Voto: ☕½/5
E allora, meglio tornare all'originale.

Con Lasciarsi un giorno a Roma
Di Fabi - Sinigallia - Dazzi
Conduce: Beppe Vessicchio (siiiiiii)
Canta: Niccolò Fabi





6 commenti:

  1. "Si vuole sempre bene a Edoardo Leo, anche quando sbaglia.
    Perché diciamolo subito, qui sbaglia". Concordo appieno ;)

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    1. Però da quanto gli voglio bene prevede di vedermi i suoi vecchi film, che rimando da troppo.

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  2. A me, invece, era piaciuto, nonostante la lunghezza eccessiva.
    Sarà che non conoscevo lei, e mi ha folgorato. Leo sempre bravo.

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    1. Leggero e innocente, ma come sempre mi sono focalizzata su quello che non andava. Lei, stupenda, ma il personaggio non aiuta ad amarla.

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  4. Per me Edoardo Leo non ha sbagliato, anzi. Forse giusto nella parte finale, in cui non sa bene dove andare a parare per non scadere nel classico lieto fine da romcom, che però invece è proprio la parte che tu hai preferito. :)

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