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18 ottobre 2022

Brevi Crimini: Under the Banner of Heaven - Black Bird - Slow Horses

Ancora Crime, ma questa volta le cose si fanno sul serio.
Bando alle risate e alle leggerezze, questi tre titoli, tratti da casi veri, sono solidi e intensi come i loro protagonisti d'alta classe:

Under the Banner of Heaven


Il Crimine: il doppio omicidio di Brenda Lafferty e della figlia di 15 mesi, Erica.
Un doppio omicidio doppiamente sconvolgente perché avviene all'interno della comunità mormone dello Utah, sollevando dubbi e sospetti sulle frange più estremiste all'interno della chiesa, di cui i Lafferty sembrano far parte.


I Sospettati: sono per l'appunto i cognati di Brenda, membri di una famiglia di spicco della comunità, che viene definita i Kennedy mormoni.
Numerosa e problematica, la famiglia Lafferty è stata guidata da un padre-padrone i cui figli, alle prese con la sua eredità spirituale, si sono lasciati suggestionare da antiche profezie e antichi testi, che li hanno spinti ad abbracciare gli estremismi di una religione che accetta la poligamia, l'incesto, i matrimoni con bambine, facendo della donna una schiava del marito.
Brenda, moderna e incapace di sostenere certe idee, diventa quindi una vittima predesignata.

Le Indagini: sono portate avanti da due detective opposti ma complementari.
Da una parte Bill Tapa, della comunità dei nativi Paiute, dall'altra il mormone Jeb Pyre, che vede la sua fede crollare, i suoi valori messi in discussione, la sua unità famiglia sgretolarsi di fronte a queste rivelazioni.
Le indagini, oltre a cercare di trovare i colpevoli, ricostruire una storia famigliare e salvare potenziali vittime, va a far luce su come la Chiesa di Gesù Cristo dei santi degli ultimi giorni è stata fondata, con flashback che mostrano le azioni, le pretese e le scelte di Joseph Smith, via via speculari a quanto affrontato dalla famiglia Lafferty.


Funziona? Sì.
Tratto dal romanzo di Jon Krakuer e forte di un Andrew Garfield quanto mai in parte, questa miniserie crime fa luce su religioni molto discutibili, su questioni morali e di fede, riuscendo ad appassionare nonostante... questioni morali e di fede.
Gli attori (da Daisy Edgar-Jones a Sam Worthington passando per l'insostenibile Wyatt Russell) sono tutti in gran spolvero.
Forse episodi dalla durata più contenuta avrebbero giovato, ma la scelta stilistica di giustapporre antico e moderno, con un montaggio lirico e serrato non si discute.

Voto: ☕☕/5

Black Bird


Il Crimine: spaccio di droga e detenzione di armi che spedisce James Keene in galera, ma con la possibilità di uscirne, se e solo se riesce a far confessare Larry Hall.
Sospettato di aver rapito, stuprato, ucciso e infine l'occultato il cadavere di decine di giovanissime vittime -non sempre in quest'ordine, purtroppo- è un criminale abituato a confessare e poi ritrattare.
L'FBI non riesce ad incastrarlo e ora che rischia di essere scarcerato per mancanza di prove, entra in gioco Keene, che viene trasferito nello stesso carcere, viene messo vicino alla cella di Hall, con il compito di farsi suo amico e confidente.


I Sospettati: Hall, per l'appunto. 
Appassionato di ricostruzioni storiche, mentalmente non al 100%, probabilmente fra i serial killer più prolifici d'America.
Ad interpretarlo, l'inquietante Paul Walter Hauser.

Le Indagini: sono tutte sulle spalle di Taron Egerton, chiamato a immergersi nell'inferno di un carcere di massima sicurezza dove le devianze mentali pullulano e i pericoli arrivano anche dalle guardie.
Capace di mettere a suo agio e di far parlare anche il più restio a farlo, deve usare le sue capacità per sentire quello che nessuno vorrebbe sentire.
Con il rischio di arrivare troppo tardi, di non uscire più da quel carcere in un accordo con l'FBI rischioso e al limite della legalità.
Mentre fuori, la detective dell'FBI McCauley e l'ispettore Miller cercano nuove prove, i luoghi della sepoltura.

Funziona? Sì.
Erroneamente classificato come la risposta di Apple TV+ a Mindhunter, questa miniserie prende una sua strada e si fa appassionante man mano che le indagini interne di Keene si fanno pericolose.
Solida e intensa, verrà ricordata anche per una delle ultime interpretazioni del solito grande Ray Liotta.
Per me, anche per un finale giustamente disturbante.

Voto: ☕☕/5

Slow Horses


Il Crimine: il rapimento, con annessa minaccia di decapitazione, di un giovane inglese di origini pakistane.

I Sospettati: estremisti di destra, facenti parte del gruppo Sons of Albion, ma, più tristemente, l'MI5 stesso, in una mossa rischiosa da parte del capo in seconda per mettersi in buona luce, infiltrando proprio un suo agente nel gruppo.


Le Indagini: se quelle ufficiali brancolano nel buio, il gruppo dei "cavalli lenti" viene suo malgrado coinvolto.
Un gruppo di agenti e spie relegati nell'angolo più sporco e mal collegato di Londra per aver fallito missioni, prove o aver abusato dei loro poteri.
Lì, è appena arrivato il volenteroso Cartwright, che non ci sta a far la muffa nel suo ufficio. A guidarli, il restio Jackson Lamb, che nel suo ufficio vive, facendo volentieri la muffa. Ma chiamato all'azione e alla cooperazione, rispolvererà le sue capacità mai andate in pensione, guidando una missione a tratti suicida.

Funziona? Sì, anche se lentamente.
Come da titolo, per conoscere e apprezzare questi cavalli, ci vuole un po'.
La classica serie d'alta classe inglese, con attori in gran spolvero (Gary Oldman, Kristin Scott Thomas e la mia nuova cotta Jack Lowden) necessita di qualche episodio di rodaggio finché tutti i componenti del gruppo iniziano a spiccare per le loro qualità, finché si passa sopra alla voce fastidiosa di Oldman, finché a questi doppi, tripli giochi e segreti passati da custodire, ci si appassiona.
Non a caso, la seconda stagione arriverà già a dicembre, e Apple TV+ ha già confermato due ulteriori stagioni.
Fiore all'occhiello, la sigla composta appositamente da Mick Jagger.

Voto: ☕☕/5

1 commento:

  1. Slow Horses con tutta quella lentezza mi ha fatto addormentare dopo una manciata di minuti. O forse secondi, ahahah
    La serie sui Kennedy mormoni mi sa che potrebbe farmi lo stesso effetto.
    Black Bird invece magari no. Magari. :)

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