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21 dicembre 2022

Il Corsetto dell'Imperatrice

Andiamo al Cinema

Ci hanno sempre illusi.
Una prima generazione con le avventure romantiche della bellissima  Romy Schneider dagli abiti sontuosi, l'altra -la mia- con il cartone animato in onda sulla Rai a raccontare l'amore romantico di Sissi e di Franz, di una principessa bellissima e buonissima, di un marito altrettanto bello e bravo.
A infrangere l'illusione, più che i libri di storia con me è stata la famiglia Angela, con SuperQuark a mostrare i lunghi viaggi solitari di una principessa/imperatrice che di stare a corte accanto al marito non aveva certo voglia, preferendo amanti e cavalcate in giro per l'Europa.


Ci hanno illuso ancora una volta.
Hanno illuso me, almeno.
Con poster e recensioni stellari, per un film presentato a Cannes che da di Sissi un'Imperatrice che non vuole invecchiare, moderna e sfacciata che alza il dito medio in segno di protesta.
Facile aspettarsi un film che infrange certi classicismi, che ruota attorno alla prova d'attrice della protagonista e che regala un ritratto molto più veritiero, per quanto ricamato, di quanto fatto in passato.
Purtroppo, solo la bravura di Vicky Krieps è innegabile.
A mostrare una Sissi depressa e reclusa, attenta alla linea e ai pettegolezzi di corte, distante dal marito e dalle decisioni politiche, vicina ad amanti da lasciare per non attrarre attenzioni.


Per il resto, il film di Marie Kreutzer sembra una copia di quelli femministi di Susanna Nichiarelli.
Come Miss Marx, come Chiara, la musica moderna (qui affidata a Camille) cerca di rendere moderno un personaggio, cercano di farlo gli abiti e i gesti anche quando anacronistici.
Ma la messa in scena resta classica, classici i silenzi, il ritmo, gli scontri.
E anche se la stessa regista ha ammesso candidamente di non averlo preso a ispirazione e di non averlo amato, il paragone con la Marie Antoinette di Sofia Coppola non si può evitare, sempre di due imperatrici giovani e belle si tratta. Sempre con un tentativo di raccontarle in modo moderno siamo alle prese.


A questa versione silenziosa e difficile da penetrare, esteticamente decadente e fredda, per quanto dolorosa nel mostrare la condizione femminile fuori e dentro la corte, continuo a preferire la variante pop e colorata.

Voto: ☕☕½/5

1 commento:

  1. Purtroppo dalle mie parti non sembrano intenzionati a metterlo in programmazione, ma ammetto che mi aspettavo altro rispetto a quanto leggo. Certamente è una storia quasi logora a questo punto per quanto si è visto, scritto e letto, forse ormai difficile riesca ad essere raccontata in modo sorprendente

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