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1 marzo 2023

The Quiet Girl

Andiamo al Cinema

Quante cose si nascondono dietro un silenzio?
La tristezza, la timidezza, la paura, l'incomprensione, il disagio.
Il silenzio si fa sempre più grande, mentre le sorelle sono rumorose, i compagni di scuola invadenti, i genitori litigiosi.
E nel silenzio, si osserva.
Si osserva una madre distrutta, un padre traditore, si osserva chi osserva lei, Cáit, i suoi vestiti rovinati, la sua pelle sporca, le lenzuola che bagna la notte.
Una ragazza tranquilla.
Che non dà problemi e anche per questo viene sacrificata.
Mandata per un'estate dai parenti di campagna che possono sfamarla e gestirla, mentre quella madre è agli ultimi mesi dell'ennesima gravidanza.


Lì, c'è un altro tipo di silenzio.
Un silenzio che si fa complice, che si riempie di gesti d'amore, di comprensione.
Che passano attraverso un bagno caldo, dei vestiti nuovi, un biscotto passato di nascosto e un giubbotto chiuso stretto.
Gesti che schiudono quel silenzio.
E anche l'apatia che circondava quella ragazza tranquilla che è Cáit, che osserva la coppia non più giovane che la ospita, osserva il loro dolore, la loro unione, il loro venirsi incontro.
Lentamente.


Il primo film irlandese candidato agli Oscar nella categoria dei Film in lingua straniera ha molto in comune con il suo collega belga.
Come in Close, la macchina da presa scende ad altezza bambino, mostrando tutte le lotte interiori dietro lo sguardo malinconico di Catherine Clinch, protagonista perfetta.
Come in Close, ci sono adulti che non capiscono e adulti che cercano di capire.
E c'è tanto dolore trattenuto che aspetta solo di essere confidato, che si nasconde in un passato che solo poco a poco si scopre, giustificando l'iniziale freddezza di un padre mancato.
Interpretato per la maggior parte in gaelico (da qui l'inclusione nella "lingua straniera") e ambientato negli anni '80, The Quiet Girl fa della bellezza della natura di cui prendersi cura, il pezzo in più. 
L'estate che tutto schiude.
Quella in cui la regia dell'esordiente Colm Bairéad dà il meglio di sé, facendo di luoghi, stanze e colori, metafore.


Smettere di fare paragoni con Close è davvero difficile, ma non sono confronti a cercare di sminuire l'uno o l'altro, perché si è di fronte a due coming of age sofferti e sentiti, due facce di una stessa medaglia, la difficile età in cui crescere, in cui lo spettro della morte stacca per sempre dall'infanzia più pura, mettendo in nuova luce gli adulti che credevamo infallibili.
The Quiet Girl ha la stessa dolorosa forza, quella che fa struggere in quei silenzi, che fa ringraziare per i piccoli segreti che sostengono una famiglia, che fa commuovere per un dolore che finalmente si esprime in un'unica parola.
Papà.

Voto: ☕☕½/5

2 commenti:

  1. Dopo le lacrime per Close, posso forse esimermi?

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    1. Per me sono arrivate tutte sul finale, e non è stato un bene. Come mi fregano questi Coming of Age silenziosi e sofferti.

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