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7 luglio 2026

Una Carrellata di Comedy

Mondo Serial

Your friends and Neighbors - Stagione 2

Una serie TV che si regge sul fascino del suo protagonista.
Perché se il protagonista è Jon Hamm sai che la scena la cattura, che la scena la regge, che la scena la portata a casa con una facilità che sembra banale, ma è tutta questione di carisma e bravura.
La prima stagione aveva saputo sorprendere per come giocava con gli stereotipi dei ricchi così ricchi da finire per rubare ai ricchi le cose da ricchi che nemmeno sanno di avere per mantenere l'apparenza di ricchezza. In una riflessione tutt'altro che banale sugli scopi della vita, sulle priorità che ci si è dati e che forse non erano così giuste.


La seconda stagione deve riaggiustare il tiro, deve ricalibrarsi e decide di farlo aggiungendo un personaggio, una mina impazzita dall'esterno, più ricca di tutti, che rovina e cambia i piani del moderno Robin Hood materialista di Coop.
La mina impazzita corrisponde al sorriso a 32 denti bianchissimi di James Marsden, imbrigliato in un ruolo che gli riesce alla perfezione che qui dà feste, invita per weekend, conquista la paria con affari non propriamente legali a tenere banco.
Il punto è che se la scena la conquista e la regge Jon Hamm, la coralità della serie scricchiola, con storylines non sempre riuscite, altre molto fastidiose (sì, parlo di Mel) in una riflessione generale sulla vecchiaia e sull'invecchiare in generale che raggiunge il suo apice in For Everything Else, There Was Bowling (2x06).
Un funerale improvviso per una morte improvvisa, un ottimo lavoro di regia e montaggio e un confronto finale che fa capire la specialità di questa serie quando gioca in modo meno orizzontale, visti gli episodi a volte riempitivi, con feste ricchissime come unica occasione di ritrovo. Fortuna che il finale sa essere folle, e sbagliatissimo, e capace di alzare il tiro, almeno di un po'.
Pur continuando a funzionare, pur continuando a graffiare, c'è bisogno di una ricalibrazione in una serie TV che non può reggersi solo su Jon. Per la prossima stagione arriverà un'altra new entry e avendo il fascino di Joshua Jackson di certo non me ne lamenterò, ma gli scricchiolii inizio a sentirli.

Voto: ☕☕☕/5

Four Seasons - Stagione 2

Torniamo in vacanza con queste coppie di amici anche se ora una è spaiata e si è ricomposta in modo non molto salutare. Si può davvero essere amiche dell'amante incinta dell'ex marito ora morto? 
Forse sì, anche se ci sono questioni ereditarie che devono venire al pettine, anche se ci sono limiti da mettere se si vogliono vivere la maternità e la vedovanza in modo indipendente.


Diciamolo subito, però, perso Steve Carell viene meno una componente che faceva da collante e che divertiva, e lo si nota in un episodio flashback riuscito solo in parte, però. Cambiano così le dinamiche di coppie che sembrano rivivere sempre gli stessi problemi e tradcinarli per paura di affrontarli.
Manca l'originalità e manca anche il brio della prima stagione, e anche se Colman Domingo e Tina Fey hanno quella chimica perfetta, anche se Will Forte risulta il personaggio di gran lunga migliore e anche se Marco Calvani ci porta a sorpresa in una Trento di cui non ha l'accento, si continua a voler bene a questo gruppo di amici caotico e confuso e non così adulto come ci si aspetterebbe.
L'aggiunta finale fa battere i cuori dei whoviani e sperare in un'altra stagione leggera e disimpegnata, magari con meno tira e molla.

Voto: ☕☕½/5

Hacks - Stagione 5

Hacks doveva chiudere in bellezza e lo fa.
Una serie comica e spumeggiante fino alla fine, che rende una vera diva Deborah Vance e che decidere di sciogliere tutti i nodi per regalarci uno dopo l'altro degli episodi perfetti.


Da un contratto da mantenere a un'esibizione da pubblicizzare, da un'eredità da decidere nella sua forma a rapporti da districare, che siano con un marito mancato, con una sorella mai amata o con una figlia dimenticata, Deborah è cambiata dimostrando un'umanità e una voglia di vivere in modo pieno e divino è vendicativo che dimostra quanto è cresciuta in cinque stagioni. Ava e Jimmy hanno il loro spazio, anche il fandom viene accontentato in un weekend focoso, ma la verità è che a funzionare sono le riflessioni sulla comicità e su come viene creata e migliorata, sul mondo ipocrita e politico di oggi, con stoccate all'AI che cambiano il punto di vista e viaggi che cambiano la vita.
Vorrò sempre bene a Hacks, anche nelle sue stagioni meno riuscite, e sono pronta a ritrovarla e riscoprila ancora e ancora perché nemmeno nel suo breve passaggio su Netflix è riuscita a fare il botto che speravo.

Voto: ☕☕☕/5

Abbott Elementary - Stagione 5

Non si smentisce Quinta Brunson in una comedy che potrebbe andare avanti per altre stagioni senza perdere di smalto.


Certo, qui la storylines principale che prevede la Abbott traslocare momentaneamente in un centro commerciale dismesso poteva durare di più e funzionare meglio, certo, la crisi tra Janine e Gregory sembra troppo improvvisa per essere incisiva e anche il finale piuttosto frettoloso per essere soddisfacente, ma ormai questi maestri e professori e bidelli sono degli amici e graditi ospiti delle mie cene, nel loro educare con fermezza, nel loro omaggiare Philadelphia e i suoi miti e giocare con il pop e l'attualità.
La freschezza c'è ancora, basta sviluppare meglio le proprie storie.

Voto: ☕☕½/5

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