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Se la Mostra di Venezia è finita, la mia testa è ancora lì.
Concedetemi un'altra settimana per smaltire arretrati, per dare spazio a recuperi che forse dovevo affrontare prima.
La mia testa, dicevo, ma anche il mio cuore, con la bellezza del Look Back di Koreeda a non sbiadire e la voglia di approfondire, nonostante non sia andato a premi.
Mica lo sapevo che era tratto da un manga che era già stato adattato a anime, il manga one-shot di Tatsuki Fujimoto, sull'amicizia tra Fujino e Kyōmoto. Due bambine diverse ma entrambe appassionate di manga, che studiano, si impegnano per migliorarsi e finiscono per stringere una di quelle amicizie uniche, quelle che segnano una vita intera, collaborando per realizzare il loro, di manga, e magari avviare una carriera.
Vedere l'anime del 2024 dopo il lungometraggio presentato al Lido fa uno strano effetto.
Sembra tutto molto più veloce e condensato, con i tempi che corrono forse troppo in fretta per farci assaporare appieno le stagioni che cambiano, il tempo che passa, l'amicizia e la collaborazione che si rinforza, non a caso ci sono 40 minuti di differenza a farla, la differenza nel racconto, ma allo stesso tempo si ritrovano momenti, scene, dettagli, che Koreeda ha fatto propri, in una ricostruzione certosina che rende il suo lavoro ancora più speciale. Ci sono le musiche, poi, quelle di Haruka Nakamura che ricordano di molto quelle più poetiche e commoventi di Yūta Bandō, con il lirismo a portare avanti e indietro nel tempo, dentro questa amicizia.
E poi ci sono le differenze, che stanno in un timbro comico che esce dalle strisce che Fujino e Kyōmoto realizzano per il giornalino della scuola e per comunicare fra loro e c'è una drammaticità in più in una rottura più arrabbiata, più uno strappo che non un semplice cambio di percorso.
Solitamente evito confronti e evito letture o visioni di adattamenti perché lo so che il mio sguardo ne resta immancabilmente influenzato, ma in questo caso ad uscirne meglio è il film di Koreeda, anche quando abbraccia il disegno, quando ci trasporta sulle ali della fantasia e ci immerge negli sfondi disegnati da Kyōmoto in cui iniziare a versare ogni lacrima possibile.
Non ne ho versate, a sorpresa, per l'anime di Kiyotaka Oshiyama, probabilmente perché preparata emotivamente, perché meno toccata da una storia breve che non riesce ad approfondire come avevo visto la passione, l'ossessione, l'impegno e infine la bellezza che due amiche possono creare e che continua a pulsare, a giorni di distanza.
Koreeda ha avuto dalla sua quattro attrici di due età diverse fenomenali, capaci di dare spessore e sfumature alle loro interpretazioni, ha avuto anche l'accortezza di inserire leitmotiv dentro un'amicizia che ripetendosi nel tempo -e nel finale- colgono al cuore lo spettatore.
C'è quindi un'attenzione diversa e un diverso risultato, non quello che mi aspettavo.
Solitamente, sono gli adattamenti in live action quelli che evito per la magia che l'animazione ha, e che sempre preferisco.
In questo caso accade il contrario, con gli attori, il reale, anche e soprattutto nei suoi paesaggi, a incantare e a farsi indimenticabile, in un adattamento che non ha bisogno di effetti speciali, che anzi rende omaggio al mondo che racconta e alla sua origine, quella disegnata.



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