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6 settembre 2018

Venezia 75 - Capri-Revolution

Capri, all'albore dello scoppio della I Guerra Mondiale.
L'isola è divisa in due, da una parte la popolazione rurale, fatta di allevatori e agricoltori, stupiti dall'arrivo dell'energia elettrica, che non si fanno tentare dalla vita moderna in città dove ci si ammala, dall'altra, una comunità artistica e libera, dove si dipinge, si fan musica, installazioni e danza, quelle comunità che sarebbero diventate più popolari negli anni '60, che cerca il rapporto con la terra, con il mondo, la natura.
Ci sono tensioni in entrambi questi mondi che convivono a fatica, ci sono uomini che si sentono più padri che fratelli, ci sono terapeuti che usano il sesso e la morte per guarire.
In mezzo, poi, c'è lei, Lucia.



Lei che da una famiglia in cui si sente rinchiusa vorrebbe scappare, lei che in quella comunità inizia finalmente ad ascoltarsi, a crescere e capire. E c'è anche lui, medico che contrappone l'ignoranza e il naturalismo con la scienza, perdendosi però in dibattiti che non fanno cambiare idea.
E' un equilibrio precario quello in cui ci si muove, un equilibrio che si scuote con i primi scoppi di guerra che ovviamente, cambierà tutto.
Il ritorno di Martone è un nuovo racconto che vuole rappresentare l'Italia e la sua storia, questa volta con una pagina non certo conosciuta e quasi laterale, ma vera, in cui nell'isola al largo di Napoli si insediarono l'artista Karl Wilhelm Diefenbach e i suoi seguaci.
Ne esce un ritratto pieno di bellezza, in cui la natura si fonde davvero con l'arte ma in cui a rimetterci è il racconto, scarno, pure piuttosto prevedibile nella sua evoluzione, nella voce che la giovane Lucia ritrova. Interpretata da Marianna Fontana (una delle due gemelle di Indivisibili), naturale e sincera, e uno dei fari di luce di questo film che potrebbe reggersi grazie alle bellezze naturalistiche che incornicia, l'accecante fotografia e le musiche d'atmosfera composte dal fido Apparat (Sascha Ring), già nella colonna sonora de Il giovane favoloso. Invece, purtroppo, qua e là scivola, in una sceneggiatura che si fa pedante, in una pesantezza non necessaria.

2 commenti:

  1. Sarà Apparat, sarà la sorella Fontana finalmente ritrovata, sarà che Il giovane favoloso mi era piaciuto pesante e tutto, ma il ritorno di Martone lo aspetto in sala, sì. :)

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    1. In sala avrà di sicuro il suo perchè, e fascino ne ha, però manca qualcosa, manca una storia con più mordente forse.

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