8 ottobre 2016

Indivisibili

Andiamo al Cinema

Provincia napoletana.
Il degrado in riva al mare, tra prostitute, disoccupazione, arte di arrangiarsi.
In tutto questo, feste extra lusso per cresime, prediciottesimi, dichiarazioni d'amore, matrimoni.
Ad intrattenere, quello strano sottobosco dei cantanti neomelodici che tanto vendono, tanto guadagnano.
Ad avere qualcosa in più, loro, le sorelle, Dasy e Viola Fontana, le indivisibili: perché sono una, ma sono due.



Gemelle siamesi, legate dalla nascita da un lembo di pelle, da un fianco, che è la loro condanna come la loro fortuna: laggente le crede speciali, miracolate, capaci di guarire, i genitori -una tossica e uno sperperatore di professione- le sfruttano organizzando concerti, truccandole, scrivendo loro canzoni.
E loro?
Dasy e Viola sono in realtà diverse, più fragile e timida una, più sicura di sé e insofferente l'altra. E così, quando un medico conferma che sì, si possono separare, quel corpo unico può diventare due, tutto si rompe.
L'equilibrio della famiglia, già al limite, crolla, e le due sorelle discendono agli inferi, perdendosi in un mare che sembra infinito, e affrontando la morte, per poter rinascere.
Sembra una parabola quella che Edoardo De Angelis racconta, un film forte, che mette a nudo i difetti di un mondo sconosciuto, che fa riflettere su unicità, dono e castigo.
Ma anche mettendo da parte l'inevitabile metafora su quella divisione, su quel bisogno  di staccarsi per crescere ed essere indipendente, Indivisibili racconta una storia che è un dramma, un thriller, anche, dove la tensione nel finale, si sente tutta.


Si è radicati in un mondo sporco, come sporchi sono Antonia Truppo e Massimiliano Rossi, nei panni di genitori senza scrupoli e con un amore diverso da riversare nelle figlie, e in mezzo a questo, balza ancor più agli occhi la bellezza delle sorelle Angela e Marianna Fontana (nella realtà, semplici gemelle e per questo così complici sullo schermo) e a contrasto con questo sporco, l'eleganza della realizzazione di De Angelis.
I lunghi piani sequenza, i primi piani stretti, su Dasy e Viola, quella fotografia satura dai colori pastello si imprimono come si imprime una storia che sembra un inferno dalla quale non si può uscire.
E finisce che pure quella musica, quelle canzoncine neomelodiche tanto facili, alla Anna Tatangelo dei primi tempi, dalla testa, per giorni, non escono più.
Difficile separarsi da Indivisibili, e anche se ha dalla sua un rapporto strettissimo con la terra che racconta, anche se qualche lungaggine, qualche momento di troppo, c'è, resta una visione che prende e non lascia.


Regia Edoardo De Angelis
Sceneggiatura Edoardo De Angelis, Barabara Petronio,

Nicola Guaglianone
Musiche Enzo Avitabile
Cast Angela Fontana, Marianna Fontana,
Antonia Truppo, Massimiliano Rossi
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Song'e Napule, Gomorra

9 commenti:

  1. Non vedo l'ora di vederlo. Lo spunto, indubbiamente, è emozionantissimo.
    Per questi giorni, però, mi consolo col recupero di "Fiore" (che, se non ricordo molto male, tocca pure a te). :)

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    1. Fiore toccherebbe pure a me, ma ha quella patina di pesantezza che mi fa ancora aspettare.
      Qui, invece, nonostante il degrado e la bruttezza della periferia, c'è tanto di bello, musiche comprese ;)

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  2. Altro film che sembra molto interessante e che spero di vedere.

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    1. Lo è, fidati, un film decisamente d'impatto.

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  3. Risposte
    1. Già a Venezia se ne parlava un gran bene, a sorpresa pure per me, non mi è rimasto che confermare :)

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  4. Potrebbe essere l'ennesimo film italiano dell'annata a piacermi...
    Il vero mistero semmai è: mi piaceranno pure la canzoncine neomelodiche alla Anna Tatangelo? :)

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    1. Secondo me le due gemelline te le faranno piacere, a me la canzone che dà il titolo al film non esce dalla testa da mercoledì ;)

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  5. Non vedo l'ora di vederlo, mi ispira un sacco!

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