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15 maggio 2026

L'Accident de Piano (+Fumare Fa Tossire)

Andiamo al Cinema su Mubi

Quel prolifico di Quentin Dupieux se ne esce con un film l'anno e non è facile stargli dietro.
È facile volergli bene, però, per quel suo senso dell'assurdo, per i giri strani da cui partono e che finiscono per fare i suoi film e non per ultimo per le durate umane che hanno, i suoi film. Sotto i 90 minuti, un'anomalia e una manna dal cielo di questi tempi, soprattutto se non ne servono poi molti per sviluppare la nuova, folle, idea che frulla per la mente di Mr. Oizo.


L'Accident de Piano parte da… un incidente con il pianoforte.
No, non è una gag degna della più classica delle commedie, è una tragedia da cui l'influencer Magalie si nasconde, andando a stare in una baita di montagna assieme al manager tuttofare che in tutto la accomoda, cercando di tranquillizzare le acque.
Magalie è un'influencer sui generis, i contenuti che crea sono ispirati da Jackass e la rivelazione che quando qualcuno fa qualcosa di stupido che rischia di fargli male, la gente lo guarda e si diverte. Lei, che non ha alcuna soglia del dolore, inizia da giovanissima a sperimentare a telecamera accesa raggiungendo in breve un folto gruppo di seguaci e di sponsor. Video brevi e semplici, prove sempre più estreme, tra cadute, scottature, investimenti, fino ad arrivare a quel pianoforte, che le dovrebbe cadere addosso.
Sarà un'intervistatrice a cercare di capire come sono andate le cose e chi è veramente Magalie con la sua stana ossessione per il dolore e il compiacimento altrui, ma lei, scorbutica, misantropa, egocentrica, non ha paura di farsi male né di far male.


La commedia di Dupieux fa presto il giro e diventa un noir, un giallo, con conseguenze tra l'assurdo e il ridicolo e le situazioni che si fanno paradossali e folli in una notte sinistra e buia e spaventosa. Almeno per qualcuno in quella baita di montagna. 
Adèle Exarchopoulos è diventata ormai la nuova musa del regista disposta a camuffarsi nuovamente, questa volta dietro un apparecchio per i denti, un taglio indifendibile e una parlata schietta, dando vita a un'antieroina inaspettata che è facile da odiare.
Certo, è l'ennesimo divertissement di un regista che ama giocare con le situazioni e con i generi, non raggiunge gli exploit di Mandibules e Daaaaaalí! anche se la sensazione è che questi piccoli film funzionano meglio nella sala di un Festival gremita di accreditati che cercano una sana risata, un po' di leggerezza, e di condividere insieme l'amore per un regista dell'assurdo.


Già che c'ero mi sono recuperata anche il breve Fumare Fa Tossire, del 2022.
Un film ad episodi, molti episodi, di quelli fatti di racconti da condividere davanti a un fuoco vuoi per spaventare, vuoi per associazione di idee.
Chi è seduto attorno al fuoco è il gruppo di supereroi Forza del Tabacco, che non sembrano più uniti come una volta e che in un ritiro di preparazione cercano di rimettersi in forma in vista di un attacco alla Terra da parte del cattivo dei cattivi.
Tra scafandri magici, agricoltori maldestri e fiumi inquinati, si aspetta, si raccontano storie, si dà la possibilità a Dupieux di realizzarne 5 in 1, chiamando a sé il meglio del cinema francese (Gilles Lellouche, Anaïs Demoustier, Vincent Lacoste, Benoît Poelvoorde e Adèle Exarchopoulos, ovviamente), anche se qui stretto dentro tutine aderenti.
Un po' Power Rangers molto ironici con il loro Splinter, un po' Creepshow meno spaventoso e più ridicolo, merita di essere visto anche solo per la scena d'apertura iniziare: un combattimento artigianale al limite dell'assurdo e una goduriosa doccia di sangue collettiva.

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