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16 giugno 2026

Spider-Noir + The Boys S05

Mondo Serial

Non la trilogia di Sam Raimi di cui ho visto forse il primo, non i bistrattati due capitoli firmati da Marc Webb, non di certo la nuova linfa rappresentata da Tom Holland, il mio Spider-Man è quello tutto matto e tutto animato di Phil Lord e Christopher Miller.
Il supereroe trasversale che piace anche ai non amanti dei fumetti, lo Spider-Man dai mille volti, dalle mille epoche che non smette di incantare e la Sony cerca di ampliare il suo progetto arrivando anche alla TV. Allo streaming, insomma, con un accordo con MGM e quindi con PrimeVideo e così dopo audizioni che hanno visto al vaglio più di 900 possibili Spider-Man da sviluppare (molti dei quali passati per lo spiderverso il cui nuovo capitolo è atteso per il 2027) a sbaragliare la concorrenza è stato Spider-Noir.
Una scelta non scontata ma che offre la possibilità di sperimentare, andando ad abbracciare un genere come il noir spesso dimenticato e parodiato al cinema come in TV, e realizzando un sogno facendo di Nicolas Cage il Ragno non troppo giovane e molto disilluso, protagonista. 
Non sarà Batman, ma Nic ha di che consolarsi.


Ricapitolando: abbiamo Spider-Man, abbiamo Phil Lord e Christopher Miller alla produzione, abbiamo soprattutto Nicolas Cage, e com'è che ho faticato così tanto con questo Spider-Noir?
I primi episodi non sembrano ingranare, ci vuole tempo e ci vuole pazienza e ci vuole anche un minimo di voglia per interessarsi alle vicende di Ben Reilly che ha messo in una scatola il suo costume -nero- per dedicarsi a piccoli casi con cui sopravvivere in una New York in depressione facendo il detective privato. C'è quindi il solito manipolo di aiutanti, dalla segretaria molto più scaltra e vivace al giornalista altrettanto curioso, c'è la bella di turno da salvare e c'è il cattivo, il boss malavitoso Silvermane che tiene la città -sindaco sotto elezioni compreso- nelle sue mani. E ovviamente c'è il passato di Ben, ci sono le responsabilità che derivano dai suoi grandi poteri e c'è il dolore di non esserci riuscito.
E il caso che tutto interseca qual é?
Quello di un boss che cerca la talpa nella sua organizzazione, quello della bella che cerca la sua guardia del corpo smarrita, e quella di uomini pericolosi o forse no che sembrano avere dei superpoteri animaleschi come Spider-Man e forse anche un passato comune.


Insomma, carne al fuoco ce n'è, ma è cotta in modo molto lento e con un ritmo e con dei toni non sempre coerenti.
Nic quando fa cose alla Nic Cage è sempre uno spasso, ma la sua voce narrante, le sue battute, sono meno fulminanti e meno divertenti di quelle sentite di recente, e la commistione di generi -l'azione, il noir, il comico- non sempre funziona e basta vedere un frammento della serie del momento (Widow's Bay, ne parleremo presto) per capire la differenza che c'è.
Qui, però, c'è un gran lavoro di regia, con la possibilità offerta da PrimeVideo di godere degli episodi in bianco e nero autentico o in un True-Hue Full Color dai colori così vivaci, così splendenti, così originali che non ho avuto dubbi su quale formato scegliere.
Ingrana a fatica, non sempre sa coinvolgere, qua e là mi ha pure perso, ma sommando i punti di Niccagiosità dati dai flashback e dai trip dell'episodio Nightmare on a Gurney (1x06) e la bellezza più che di risse da bar o di scontri finali epici, dello spazio che le spalle Karen Rodriguez e Lamorne Morris sanno prendersi, tutto sommato mi sento di promuovere senza l'entusiasmo che mi aspettavo anche questo spiderverso. 
A scrivere e pur sempre un'allergica al genere, ma non a Nic.

Voto: ☕☕½/5



Fatico invece a promuovere l'ultima stagione di The Boys.
Una serie TV partita come irriverente proprio verso l'universo sempre più espanso dei supereroi che è finito per farsi superare a destra dalla realtà.
Sono lontane le prime stagioni che vedevano Hughie e Butcher unirsi per battere Homelander e i suoi, e se la mia memoria non è certo rinomata, direi che aver dimenticato il superpotere di Kimiko o il ruolo di Marvin Milk è la dimostrazione che si è puntato più a caratterizzare i vari supereroi con i loro folli superpoteri che i Boys che devono sgominarli.


Anche questa stagione passa il tempo a gridarci in faccia: "Vale tutto!", e quindi o i nostri possono muoversi in incognito fin dentro la Casa Bianca o non possono andare da nessuna parte perché la Vought ha dalla sua poteri speciali per bloccarli. Purtroppo, non sembra esserci una sceneggiatura a prova di bomba se si passano gli episodi a sviluppare un virus genocida con tutte le derive etiche che possono derivarne se poi gli episodi finali cambiano direzione e mandano all'aria quanto costruito (con parentesi a suo modo divertenti e guest star d'eccezione che si prendono in giro -grazie Seth!), trovando un piano assurdo ma forse migliore (no, non direi) sconfiggendo l'uomo-simbolo ma non il sistema sacrificando in modo prevedibili le pedine più interessanti. Se non bastasse questa costruzione traballante di quella che era annunciata e si sapeva essere l'ultima stagione, Gen V, lo spin-off più promettente, più divertente e anche più coraggioso in alcuni dei suoi episodi, finisce per non avere alcun peso su The Boys, forse per non andare contro quegli spettatori che non sono corsi a vederlo, forse per mancanza di inventiva nell'usare il superpotere di Marie Moreau che sembrava essere l'arma vincente per battere Homelander e invece finisce per fare da autista e farsi vedere per 5 minuti appena. Che spreco del mio tempo, e anche dei soldi per produrre due stagioni che finiscono in fumo.


Dal carro ero scesa da qualche stagione, stanca e annoiata di un eccesso gridato più che sensato, di una politica giustamente sbeffeggiata ma anche capace di fare di peggio di quanto pensato da quel patriota di Homelander.
Qui si tireranno anche molte fila, si vedrà anche molto sangue, ci saranno battutacce e Karl Urban non smetterà mai di fare quel suo ghigno ad ogni battuta, ma ci meritavamo di meglio.

Voto: ☕☕/5

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