Mondo Serial
Rieccomi qui, smaltiti arretrati, rientrata nella normalità, mi tocca rivestire i panni della bastian contraria a cui non piace per niente questo ruolo.
Ma, appunto, mi tocca davanti alla serie TV dell'estate, quella di cui tutti hanno parlato e che poco mi ha detto.
Ci stancheremo mai dei detective stropicciati?
Dei detective dal passato che lascia ferite?
Dei detective che si incaponiscono e si ossessionano su un caso?
Dei detective che sfogano -anche sessualmente, ma per lo più con la violenza- questa ossessione?
Ci stancheremo mai delle serie crime, in generale?
Probabilmente no, perché il fascino del male è sempre lì, sempre più forte a ricordarci quello di cui l'essere umano è capace e quello di cui possiamo non sentirci colpevoli e metterci a indagare, ma io invece sono stanca, decisamente.
Forse di prodotti crime ne ho visti, seguiti e ascoltati troppi e in questa fase di bulimia ho deciso di dire basta anche perché poco di nuovo c'è da dire e poco di nuovo c'è nel modo in cui viene detto.
Ero una crime addicted come molte donne bianche (alcune ricerche dicono che sia un tratto evolutivo/un modo per proteggerci per un futuro drammaticamente probabile) ma mi sto disintossicando da qualche tempo, da quando tutti i documentari, tutte le serie TV, tutte le docuserie e tutti i podcast a tema sono fatti uguali a se stessi.
Speravo di trovare quel qualcosa di nuovo in Furious.
Da una parte la protagonista Emmy Rossum che mancava da un po' sui miei schermi, dall'altra la creatrice Elizabeth Meriwether che già mi aveva regalato The Dropout e Dying for Sex, ma in realtà anche per l'entusiasmo online seguito dopo i primi episodi che in un'estate povera di novità si è fatto sentire.
Su carta, in verità, c'era poco di nuovo. Sembrava la solita serie crime investigativa che funziona, certo, ma che non si distingue da molte altre venute prima di lei.
Certo, qui sappiamo già chi è la colpevole e sappiamo già perché uccide, sappiamo anche fare il tifo per lei per la sua missione di vendetta, per le punizioni che mette a segno contro gli uomini ricchi e cattivi che hanno ferito lei e la sua amica e sappiamo applaudire alla sua scaltrezza e trasformismo. Sappiamo già le ferite che si porta dietro la detective Alice Black passata all'FBI dopo aver abbandonato la polizia e un poliziotto decisamente cattivo, e sappiamo un po' anche delle ferite della collega Nora Washington che affoga nell'alcool, perché in questa storia non basta una detective stropicciata e ferita, ce ne danno due. Tre, se vogliamo metterci anche il poliziotto buono Danny Kelly con un figlio bisognoso di cure, e se come me vi state chiedendo quanto poco ci si sia impegnati nel trovare nomi brevi, efficaci, facili da memorizzare, beh, benvenuti nel cinismo. Completano l'elenco altri poliziotti cattivi che si mettono in mezzo alle indagini o che le depistano mentre la colpevole cerca di uccidere i suoi di cattivi per arrivare al vero cattivo, in una rete di brutalità che ricorda da vicino il caso Epstein.
Nella vendetta da servire in modo freddo e in indagini fin troppo fortuite tra testimoni e indizi sommari, non si ha che da riempire 8 episodi per cui vanno bene siparietti sexy da parte della sempre generosa Lola Petticrew, un momento karaoke che sembra diventato il nuovo momento balletto in TV come al cinema, una storia d'amore tenera per metterci dentro un personaggio idolesco come Alden (interpretato da Steve Way), qualche inseguimento, qualche rissa, un solo colpo di scena sul finale che però non chiude la storia perché si sa che il crime continua ad attirare e che una seconda stagione va sempre confermata.
Si perde spesso il ritmo, in episodi altalenanti, in incaponimenti non sempre facili da giustificare e in crescite e amicizie che non sempre tornano, per una serie TV che alla fine sembra uguale a molte altre ma che almeno ha dalla sua ottimi attori.
Non me ne voglia Emmy Rossum che sono felice di ritrovare in splendida forma, stropicciata e ferita e naturale come sa essere, non me ne voglia Scoot McNairy a cui voglio bene dai tempi di quella serie TV perfetta che nessuna piattaforma si decide a mettere in catalogo, non me ne vogliano Quincy Tyler Bernstine e Jake Lacy bravi nell'essere dei caratteristi a loro modo, ma dalle serie crime che sempre più si assomigliano, chiedo di più, chiedo di meglio, chiedo dell'originalità se davvero chiedono loro il mio tempo.
Voto ☕☕½/5



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