Pagine

31 gennaio 2018

Loveless

Andiamo al Cinema

La Russia, si sa, non è famosa per le famiglie felici.
Ženja e Boris non sono certo l'eccezione.
Anzi, a dirla tutta, famiglia già non lo sono più. Costretti alla convivenza solo fino alla vendita del loro appartamento, di fatto già ognuno in un'altra relazione, più soddisfacente, più felice. Ad unirli, solo un figlio, arrivato come una sorpresa, in realtà mai voluto e cresciuto con questa verità più volte urlata.
Succede però che Alëša non torna più a casa.
Succede che se Boris rimane fuori la notte dall'altra compagna (in attesa di un altro figlio, di certo non propriamente voluto, di fatto un'altra sorpresa che complica la loro storia), Ženja torna altrettanto tardi e nemmeno controlla se Alëša sta bene o è a letto.
Risultato: Alëša non c'è, non torna, non tornerà. La polizia crede in una fuga volontaria, e la tensione, le parole che volano, le disattenzioni di due genitori più impegnati a rifarsi una vita che a darne una degna al figlio che hanno, non aiuta a cambiare idea.

30 gennaio 2018

Shameless - Stagione 8

Mondo Serial

Dove starà la felicità familiare dei Gallaghers, mi chiedo?
Difficile dirlo, perchè gli anni passano, li si attende sempre con ansia, e sempre poche gioie arrivano.
Ti accorgi poi che le cose cambiano quando pure il piccoletto di casa -Liam- ha una sua storyline, a volte messa da parte, messo a tacere lui, ma insomma, un po' ti senti vecchia a vederlo alle prese con problemi e padri ingombranti.
Ecco, il problema di questa stagione, che deludente non è, è però proprio questo: tante storyline, tanti personaggi ormai da seguire e con cui stare al passo, che si finisce spesso per dimenticarli, o per spingere oltre l'acceleratore.
Prendere Kev e Vi ad esempio, i vicini di casa a cui si vuol bene, ormai costola dei Gallaghers e che con i Gallaghers però ormai non si vedono più, che passano nel giro di 12 episodi dal cancro, alle radici familiari e razziste di Kev finendo con l'eterno triangolo con Svetlana, che risveglia ormoni e fa capire cosa eccita davvero. Un po' troppo, no?
O personaggi che avevamo imparato a conoscere -Neil, Trevor, Brad- relegati in un angolo e presto tagliati di scena, a favore di nuovi ingressi che poco si sopportano. Kassidi, parlo di te, anche se spingi il personaggio di Carl in nuove avventure, lo fai tornare presente, e fai temere per lui.
O vicine lesbiche di Fiona, sostitute di confidenze ai danni di Vi, di Lip, di Ian. Non mi è chiaro il vostro ruolo.
Detta così, sembra che la stagione non mi abbia soddisfatto, ma non fatevi ingannare.

29 gennaio 2018

Il Lunedì Leggo - Felicità Familiare di Lev Tolstoj

Gennaio si sa, per me significa andare in Russia.
Se non ancora in vacanza -che se non si è capito ieri, mi piacciono i posti freddi- perlomeno con un libro.
Dopo tanto Dostoevskij, dopo tanti classiconi dalle pagine infinite -ma bellissime- quest'anno c'era voglia di leggerezza, di semplicità.
Felicità Familiare è breve, forse troppo, è un piccolo sunto di vita, scritto in gioventù da Tolstoj.
Come faccia Tolstoj a conoscere così bene le donne, i loro pensieri, i loro moti d'animo, non lo so.
Sarà stata quella moglie, al suo fianco per una vita intera? Saranno state le zie con cui è cresciuto?
Sta di fatto che Maša non ha niente da invidiare alla più famosa Anna, tratteggiata e raccontata com'è.
Una ragazza semplicissima, che la vita ancora non l'ha vissuta, orfana a 17 anni, per 17 anni sempre vissuta in campagna, nella tenuta di famiglia, di cui ora è chiamato a farsi carico l'amico e vicino Sergej. Più grande (dicono anziano, dicono già ritirato dalla vita, a soli 35 anni), che Maša l'ha vista crescere, c'ha giocato come fosse sua figlia, e ora, con gli anni passati, con la maturità di lei avvenuta d'un balzo, qualcosa cambia.
Sguardi, parole, sensazioni.

28 gennaio 2018

La Domenica Scrivo - Solitudine (di Paesi solitari in cui né si nasce né si muore, di solitari per scelta, dello star bene da soli, o quasi)

C'è un'isola in cui si vive, ma in cui non si muore né si nasce.
È un'isola, anzi, un arcipelago, in cui nessuno ha abitato per anni. Solo dall'Ottocento qualcuno lì c'è andato, e ha deciso di fermarsi.
Questione di denaro, ovviamente, di giacimenti da sfruttare e di uomini da lasciare lì, a lavorare e vivere.
Sono isole quasi in capo al mondo, più vicine al Polo Nord che non ad altri Stati, ufficialmente norvegesi, in realtà luogo di nessuno, in cui non ci sono state guerre, non ci sono stati fatti storici degni di nota. Solo qualche paese -città sarebbe un eufemismo- nato e cresciuto, ognuno con lo stile dei lavoratori che c'andavano ad abitare, sovietici, quindi, perlopiù.
Sono isole in cui si andava e si va a vivere alla ricerca di pace, fuggendo da qualcosa più che andando incontro ad altro, in quella solitudine tipica del nord, del freddo e della neve.

27 gennaio 2018

Pretty Woman

#LaPromessa2018

Lo ripeto per chi si fosse perso la notizia: non avevo mai visto Pretty Woman.
Mai.
Nonostante le millemila repliche, nonostante il suo essere un cult trasmesso con share alle stelle su Rai1, nonostante il suo essere il capostipite di quelle commedie romantiche, i boy meets girl, che tanto mi piacciono.
Ma una promessa è una promessa.
E armata di tisana, coperta e migliore amico, mi sono buttata nel lato più leggero di quella promessa fatta domenica scorsa.
Cos'è successo?
Che sono rimasta piuttosto basita.

26 gennaio 2018

Chiamami col tuo nome

Andiamo al Cinema

Da qualche parte nel Nord Italia, 1983
Un'estate di sole, di leggerezza, di primi amori e prime passioni.
Quelle estati capaci di segnare una vita, di essere indimenticabili.
È l'estate di Elio, come sempre al presso della famiglia nella tenuta di campagna, dove non mancano le calde notti, le colazioni tardi, la frutta maturata al sole, il fiume in cui andare a rinfrescarsi con gli amici dell'estate, che crescono come lui.
E uno studente, ogni anno diverso, chiamato dal padre-professore come un onore a trascorrere lì qualche settimana.
Quest'anno arriva Oliver.
Americano, bello, imponente, più grande di quello che i suoi 24 anni facevano pensare, ammirato da tutti, da tutti amato, e che trasuda vita, ad ogni dormita profonda, ad ogni pasto divorato, ad ogni bicchiere bevuto con sazietà.
Elio lo invidia.
Lo scruta.
E qualcosa si muove.
Ma può essere quel suo continuo allontanarsi, quel suo mostrarsi capace di inserirsi in ogni situazione -che sia una partita a carte o di pallavolo, o un pranzo- un sintomo in realtà di timidezza?
Di un muoversi simile, dentro?
Mentre Elio osserva, legge, suona e ascolta musica, lo insegue, gli lascia corda.

25 gennaio 2018

Silenzio in Sala - Le Uscite al Cinema del 25 Gennaio

Tanti, tanti film in uscita.
Titoli su cui puntare in sicurezza (anche se qualche lungaggine è da tenere in conto): due.
Poi ci sono commedie francesi, thriller si spera appassionanti e un Ligabue che chissà com'è.
Poi, ovvio, pullulano i film per la Giornata della Memoria, e i riempitivi del caso.

Chiamami col tuo nome
Arriva finalmente nelle sale l'atteso e già elogiato all'estero film di Luca Guadagnino.
Storia di formazione, e di amore, in quel di Crema. Armie Hammer e Timothée Chalamet già idolatrati, passeranno prestissimo sui miei schermi.
Aspettative altissime.
Trailer
Downsizing
Film di apertura allo scorso Festival di Venezia, Alexander Payne da un soggetto originale e brillante, non ha saputo però mantenere alto (ahah) il ritmo.
Colpa dei 135 minuti di durata? Anche.
Per saperne di più, ne ho scritto QUI.




Made In Italy
Luciano Ligabue torna dietro la macchina da presa e dà vita alle canzoni del suo ultimo concept album.
Storie di quarantenni, di lavoro, di amore e di Italia in crisi, con Stefano Accorsi e Kasia Smutniak.
La voglia, però, non c'è.
Trailer
L'Uomo del Treno
Nonostante la presenza dell'affezionato a fanta-thriller e action dai twist imprevedibili Liam Neeson, il Trailer qualche curiosità l'ha messa.
La vita da pendolare non sarà più la stessa se un'organizzazione segreta ci sta alle costole.
Il resto del cast, poi, è notevole: Vera Farmiga, Patrick Wilson, Sam Neill, Elizabeth McGovern, Jonathan Banks.
Tutti gli uomini di Victoria
Quelle commedie rosa leggere leggere e femminili che arrivano dalla Francia e che fanno assaporare la leggerezza.
Alla primavera manca un po', ma per staccare la spina male non fa.
Trailer

Paradise
Esce con due anni di ritardo il film di Konchalovskiy dedicato all'Olocausto, e ovviamente calcando la Giornata della Memoria che si sta avvicinando.
Peccato che il film, già a Venezia non mi avevesse convinto.
Leggere QUI per saperne di più.





La Testimonianza
Ancora necessità di ricordare, con un film non ambientato durante la guerra, ma negli anni a seguire, con un ebreo che combatte in tribunale per evitare che nel luogo di una strage di suoi concittadini venga costruito un complesso industriale.
Trailer

Gli Invisibili
Altro film a tema Olocausto, questa volta tedesco, questa volta con protagoniste quattro donne e la loro sopravvivenza negli anni della guerra.
A quando qualcosa di diverso che sappia davvero smuovere la nostra coscienza?
Trailer



Finalmente Sposi
Diretta da Lello Arena una commediola leggerissima e che poco farà ridere sugli equivoci dell'amore e della preparazione al matrimonio.
Anche no.
Trailer




Edhel
Meglio le commediole che i tentativi di film fantasy italiani.
Amatorialismo a gogo.
Trailer






Bigfoot Junior
Per le famiglie in crisi, ecco quell'animazione non certo eccelsa e quella trama piuttosto banale con cui i più piccoli -ma solo loro- si divertiranno.
Trailer

24 gennaio 2018

Io Sono l'Amore

E' già Ieri -2009-

Ci sono film che invecchiano bene, altri che invecchiano male.
E spiace dirlo a Luca Guadagnino, fresco di 4 nomination all'Oscar con il suo Chiamami col tuo nome, ma Io sono l'amore, bene non è invecchiato.
Visto oggi, infatti, pure quei costumi candidati nel 2011 tra i migliori stonano un po', con abiti sì, senza tempo, altri che il tempo l'hanno subito e lo portano addosso come il peggiore dei pesi.
Ma è il suo insieme che fatica a carburare, è una trama ridotta all'osso, e tanti esercizi di stile in cui la fa da padrone una fredda eleganza -dell'arredamento, di culture, di cibo e di spazi, soprattutto, con case, ville, città e orti che diventano personaggi in più.
Con questa scelta, Guadagnino ci racconta e ci presenta la ricca famiglia Recchi.

23 gennaio 2018

Oscar 2018 - Le Nomination

Un po' in ritardo rispetto al resto del mondo e rispetto al mio solito, eccole qui le nomination agli Oscar.
Sorprese?
Sì, rispetto ai Golden Globe qualche nome si è fatto strada, qualcun altro è stato declassato.
Partiamo dai grandi esclusi, da Spielberg e da McDonagh depennati fra i miglior registi a favore dei giovani Greta Gerwig e Jordan Peele. Voglia di novità da parte dell'Academy?
Tra gli attori, invece, fuori la Chastain e la Stone a lasciare il passo all'ennesima candidatura della Streep, mentre la vera sorpresa è fra gli uomini, con James Franco fresco di denunce lasciato a bocca asciutta, mentre l'ipocrisia regna sovrana con il sostituto di Kevin Spacey, Christopher Plummer, a venire menzionato, nonostante Tutti i soldi del mondo non abbia altre categorie degne di nota in cui concorrere.


Poco altro cambia, allora, rispetto ai Globi, con The Shape of Water e Tre Manifesti...  film da battere, anche se guadagnano posizioni sia il discusso Dunkirk (con Nolan che riceve la sua prima nomination), sia quella noia di L'ora più buia chel'italo-americano Chiamami col tuo nome, che riempie di gioia il nostro cuore patriottico.
Sorprese infine nei premi tecnici, con Blade Runner 2049 che fa capolino e pure Logan fra le migliori sceneggiature, mentre fra i film stranieri escluso il vincitore dei Golden Globe In the Fade, esclusa pure Angelina Jolie, con un quintetto eterogeneo a contendersi la statuetta.
Il verdetto si stabilirà la notte del 4 marzo, non resta che aspettare.
Nel frattempo, ecco le nomination:

Peaky Blinders - Stagione 4

Mondo Serial

C'è una cosa che mi succede da quattro anni a questa parte:
Mi ricordo che esce Peaky Blinders, una nuova stagione.
Mi ricordo poco di quella prima, che la memoria è quella che è, le serie nell'arco di 365 si accavvallano e si moltiplicano.
Inizio il primo episodio della nuova stagione, e vengo folgorata, come se quella bellezza, quella perfezione, me le fossi dimenticata.
Vengo folgorata da quella fotografia perfetta.
Dalla musica moderna a fare da contrappunto alle vicende degli anni '30.
Dalla bellezza e dalla bravura degli attori, dagli zigomi di Thomas Shelby.
Finisco in un vortice che mi fa finire la stagione in un batter d'occhio, chiedendo ancora, e ancora. Perché non ci si stanca, nonostante quella solidità palpabile, quei ritmi più dilatati rispetto al solito, ma che non significano noia.
No.
Poi, come da copione, finita anche questa ondata improvvisa, vengo presa come una fangirl qualunque dalla cotta per Cillian Murphy, spulciando notizie, foto, interviste, perdendo tempo (sì, anche ora, prima di scrivere tutto questo) a guardarmelo su youtube.
Ancora e ancora.

22 gennaio 2018

Il Lunedì Leggo - Sofia Si Veste Sempre di Nero di Paolo Cognetti

Sofia vi veste sempre di nero.
Sofia è l'adolescente arrabbiata che i colori li lascia fuori dall'armadio, che vive in un quartiere residenziale, piccolo borghese come la sua famiglia, un'isola felice di illusione alle porte di Milano, proprio come i suoi genitori.
Sofia è però anche la neonata prematura cullata dalle lamentele di un'infermiera illusa dall'amore, è la pirata che gioca in giardino con il fratellino che non ha mai avuto, è l'attrice in cerca di gloria, l'amante giovane di un vecchio combattente, la nipote da salvare da se stessa, l'amica a cui confidare le proprie paura.
Sofia è la protagonista di un libro, soprattutto. Quello che si legge, quello che sta per essere scritto.
E Sofia si veste di nero è forse uno dei più bei libri letti ultimamente.
Lo dico così, da subito, che Cognetti prima ancora di conoscerlo fra le montagne che gli hanno fatto vincere il Premio Strega, qui mi ha stregato.

21 gennaio 2018

La Domenica Scrivo - Promesse (mai mantenute, da mantenere)

Prometto di arrivare puntuale. 
Arrivo subito, promesso.
Questo pomeriggio non cederò al sonnellino sul divano.
Smettila di perdere tempo per l'internet, scrivi, fai in fretta, risparmia tempo.
Non farò tardi, stasera.
Mi sveglierò presto, domani mattina.

Queste sono solo alcune delle promesse che praticamente quotidianamente non mantengo.
Mi deconcentro con facilità.
Mi perdono con altrettanta facilità.
Ma quest'anno, in un colpo solo, ne mantengo ben due:
1. Se la domenica non ho voglia di scrivere, di fare le cose per bene, non scrivo (anche se aggiro il problema di una domenica vuota così, con un post che ha richiesto forse più tempo del solito per la compilazione).
2. partecipare alla promessa che Giuseppe de Il Buio in Sala annualmente fa, e a cui annualmente dico che mi piacerebbe partecipare.


I prescelti, più leggibili, più avanti nel post

20 gennaio 2018

L'Ora più Buia

Andiamo al Cinema

Una lezione di storia tenuta da Joe Wright.
Una lezione anche a livello di regia, con la macchina da presa che si muove sempre in modo da far sussultare, con la giusta luce ad illuminare ogni scena, con la ricostruzione di anni, di scenari da far scattare applausi.
Una lezione di recitazione e trasformismo da parte di Gary Oldman, irriconoscibile dietro il trucco, dietro l'accento e i borbottii tipici di Churchill.
Il tutto per raccontare Churchill, per raccontare il dietro le quinte, i dubbi, i ripensamenti e i problemi dietro l'uomo che non scendendo a patti con nessuno, cambiò la Storia.
Insomma, un signor film, un signor film da Oscar.
Questo ci si aspettava, questo si ha ne L'ora più buia.
E allora, cosa c'è che non va?
C'è che non si esce mai, ma proprio mai, da un percorso già scritto. Da binari che ancor prima di iniziare il film, si sa di percorrere.

19 gennaio 2018

Maudie - Una Vita a Colori

E' già Ieri -2016-

Dici Maud Lewis e dici: chi è?
Poi però ti mostrano un dipinto come questo:


o come questo:


o come quest'altro ancora:


e qualcosa, nella mente, affiora.
Affiorano cartoline natalizie d'altri tempi, biglietti d'auguri che già nell'infanzia avevano il sapore di vecchio, perché -almeno anagraficamente parlando- vecchi erano.
I dipinti in questione -non le cartoline di auguri- sono datati anni '50-'60, e sono opera di Maud Lewis, la cui vita meritava un film, visto come un film sembra.

18 gennaio 2018

Silenzio in Sala - Le Uscite al Cinema del 18 Gennaio

Altra settimana al cinema, altri film in profumo da Oscar in uscita. Tra un Virzì americano e un Joe Wright storico, classe ce n'è, a fare da contorno: la solita commedia italiana, qualche radicalchiccata di troppo e pure un horror.
Cosa volere di più?
Sì, i film più importanti arriveranno a breve.

Ella & John - The Leisure Seeker
Due vecchini in fuga su camper per la libertà, per l'indipendenza che la malattia non concede.
Storia già sentita? Sì, ma questa volta ci sono nomi come Paolo Virzì, Helen Mirren e Donald Sutherland coinvolti, ed è meglio preparare i fazzoletti.
Io, già li ho usati a Venezia, QUI la prova.
L'ora più buia
I giorni, più che l'ora, che precedono l'entrata in guerra della Gran Bretagna, con il primo ministro Churchill in crisi personale e politica per lo sforzo e il sacrificio che la decisione richiede.
Film storico che vanta un grande Gary Oldman, e la ricostruzione perfetta tipicamente british e tipicamente Joe Wright, qui al servizio della storia.
Lo si vede.
Trailer
Il Vegetale
Messo a riposo Checco Zalone, Gennaro Nunziante punta su Rovazzi, per un film che racconta la solita vita del trentenne in crisi.
Sono troppo snob per vederlo, non ci posso fare niente.
Trailer
Insidious: L'ultima Chiave
Siamo arrivati al quarto capitolo della saga, e gli appassionati di brividi troveranno ancora pane per i loro denti? Io mi astengo.
Trailer

Un Sacchetto di Biglie
In vista dell'arrivo della Giornata della Memoria, il cinema offre il solito film buonista per non dimenticare. Questa volta la Francia punta su un romanzo classico, letto ai tempi delle medie.
Trailer

Poesia senza Fine
Continua il racconto biografico della vita di Jodorowsky al cinema, e qui si passa alla sua giovinezza, con l'arrivo dell'età adulta, la scoperta della poesia e dell'arte che vive a Santiago del Cile.
Trailer

Marlina - Omicidio in quattro atti
Un noir tailandese al femminile e pieno di sangue? Sì, ma con i tempi dilatati solo per radical-chic.
Trailer

Cruxman
Ah, gli italiani che vogliono fare i film sui supereroi sui generis!
Ah, com'è tutto amatoriale!
Trailer









My Generation
Esce lunedì 22 gennaio il documentario narrato da Michael Caine sui favolosi anni '60 di Londra. Tra rock, glamour e amore libero, una ricostruzione che merita una visione.
Trailer

17 gennaio 2018

Vi Presento Christopher Robin

Andiamo al Cinema

Dici: Winnie the Pooh.
E pensi alla serie animata Disney anni '70, dai tratti meravigliosi, dalle voci italiane che fanno ancora sognare. Pensi al bosco dei Cento Acri e ai suoi abitanti coccolosi.
Poi, sì, pensi a quanto l'immagine di Winnie è stata sfruttata, all'averla ritrovata in ogni dove in tempi passati e recenti, tra diari, quaderni, peluche, sorpresine.
Ovunque.
Così ovunque da far venire a noia.
Di certo, però, quando si dice Winnie the Pooh non si pensa ad A. A. Milne.
O almeno non io, che del vero creatore di Winnie non conoscevo il nome né tanto meno la storia.

16 gennaio 2018

The End of the F***ing World

Mondo Serial

A suo tempo l'appuntamento del martedì con le serie TV si chiamava "Quando i film si fanno ad episodi".
The End of the F***ing World (bip compresi), si potrebbe con semplicità definire un film indie a puntate.
Sì, i film indie che piacciono a me, e quindi sapete già come si proseguirà:

15 gennaio 2018

Il Lunedì Leggo - Piccoli Esperimenti di Felicità di Hendrik Groen

Se ieri ho parlato di piccoli esperimenti come buoni propositi per cambiare un po' me, un po' la rubrica della domenica, il merito è anche di Hendrik.
Chi è Hendrik?
Un signore olandese che inizia alla veneranda età di 83 anni e un quarto a tenere un diario.
Idea folle, un po' strana, diversa, soprattutto se si tiene conto che Hendrik vive in un ospizio dove le giornate passano tutte uguali, dove a cambiare sono solo i nomi dei morti che giorno dopo giorno si accumulano, liberando una stanza subito occupata.
Un po' deprimente.
Come non deprimersi nel descrivere i pasti in cui i gusti e la consistenza non sono certo stellati, dove i rumori e le lamentele degli ospiti la fanno da padrone?
Ah, le lamentele!
Le lamentele di questi vecchi che rimpiangono i vecchi tempi, che non capiscono l'oggi, che si chiudono sempre più in sé stessi e nelle loro opinioni, nelle loro abitudini.
Hendrik non ci sta, nel suo diario tutto annota, lasciando finalmente libero sfogo al suo sarcasmo, al suo coraggio, dicendo davvero quello che pensa, lontano dalla maschera di bontà e accondiscendenza che porta.

14 gennaio 2018

La Domenica Scrivo - Abitudini (di rubriche che cambiano, di esperimenti ispirati e troncati sul nascere)

Succede che ci si abitua in fretta.
A domeniche in cui per forza di cose si deve scrivere, e si pensa, da lunedì a sabato su cosa.
A domeniche in cui non si deve scrivere, c'è il Natale di mezzo, le classifiche da stilare, i Golden Globe da commentare.
Succede quindi che ci si disabitua, e ci si trova in shock, di sabato, davanti a uno schermo senza ben chiara un'idea.
Il fatto è che questa rubrica era nata per scrivere, ovviamente, per mettere su carta, su schermo, idee e pensieri, trovando spunti nel quotidiano, in quello di cui si leggeva, in articoli o aneddoti archiviati nella memoria e desiderosi del loro momento di gloria.

13 gennaio 2018

Mudbound

Andiamo al Cinema su Netflix

C'è una giovane donna che alla vita di campagna, in una fattoria spersa nel nulla e circondata dal fango, non si abitua.
C'è suo marito, di poche parole, con i debiti che lo assillano e il mal tempo che fa crescere quel fango ma non il suo raccolto, che là, in mezzo al nulla, in quella fattoria, l'ha portata, cercando di ritornare a quell'infanzia spensierata vissuta in un posto simile, e di regalarla alle loro due figlie.
C'è il padre di lui, che vive con loro, anche più iroso, più insopportabile, razzista e meschino, che in quel fango ci sguazza.
C'è un fratello, poi, bello, affascinante, che i sentimenti li esprime, che emana calore. Anche se la guerra l'ha cambiato, la guerra l'ha segnato, e cerca di metterla a tacere attaccandosi alla bottiglia.
C'è poi la famiglia Jackson che lavora per loro, per loro coltiva quei campi di fango, si spezza schiena e gambe per riuscire a preparare il tutto in tempo, riunendosi a tavola dove il calore è quello che si addice a una famiglia, che però -per quella pelle- vive nel terrore.
E c'è Ronsel, il loro figlio maggiore, che la guerra l'ha vissuta pure lui, al fronte, in prima linea. E la guerra l'ha cambiato, ma è tornato in un Paese che è invece rimasto lo stesso.

12 gennaio 2018

Columbus

E' già Ieri -2017-

Dicono che ultimamente i film indie -ma indie come li intendo io- sono tutti uguali.
Un lui e una lei che si incontrano per caso, che per caso passano del tempo insieme, si conoscono, si confidano, si cambiano.
Lo dico anch'io, pur continuando a ricercarli ed amarli i film indie come li intendo io.
E dico anche che le recensioni su questi film sono sempre uguali, partendo da un lui (Jin, arrivato a Columbus per assistere il padre -famoso architetto- in fin di vita, forse, al momento semplicemente incosciente all'ospedale, cosa che comporta rimanere bloccati a Columbus per un padre che nemmeno si ama troppo) e da una lei (Casey, che a Columbus ci vive, che respira da sempre l'architettura sperimentale di cui la sua città e ricca, e che per l'architettura, per studiarla, vorrebbe andarsene, ora che il liceo è finito, che l'università chiama, ma c'è una madre da accudire, una madre forse sulla giusta strada, finalmente), per poi raccontare il loro incontro (per caso, ovviamente, per curiosità, perchè i tratti orientali di Jin non tradiscono il suo essere figlio di quel famoso architetto che Casey doveva sentire in conferenza) e va da sé che questo incontro li cambia (facendo conoscere a lui la bellezza e l'importanza di semplici edifici, della loro storia, delle loro caratteristiche, raccontati da una Casey innamorata di loro, a loro affezionata, e che già li ha classificati in ordine di gradimento. Più ne scoprono, più si avvicinano, più capiscono qualcosa di sé, che sia l'amore verso quel genitore e la sua passione, che sia il proprio bisogno di andare, di vivere, di imparare ancora).

11 gennaio 2018

Silenzio in Sala - Le Uscite al Cinema del 11 Gennaio

Pochi ma buoni, vien da dire.
Buoni soprattutto perché tra i pochi film in uscita c'è uno dei titoli dell'anno, che si è già portato a casa leoni e globi e che oscura i piccoli titoli da contorno.
Verdone compreso.

The Manifesti a Ebbing, Missouri
Fresco vincitore di tre Golden Globes, tra cui il più importante -Miglior film drammatico- arriva la commedia nera, profonda e sarcastica, firmata Martin McDonagh.
A Venezia aveva saputo farmi ridere, commuovere, pensare più di qualunque altro film, e ne ho già scritto QUI
Correte a vederlo!
Benedetta Follia
Torna al cinema Carlo Verdone, regista e protagonista di una commedia leggera leggera a tema il ritrovarsi single dopo anni di matrimonio, con la depressione combattuta a suon di amore, all'improvviso.
Con Ilenia Pastorelli, per fan.
Trailer
TheMidnight Man
Horror in salsa teen, con "l'uomo nero" tramutato ne"l'uomo di mezzanotte".
Pure qui, per fan... dei brividi.
Trailer
Leo Da Vinci - Missione Monna Lisa
Animazione made in Italy per raccontare le gesta -semplificate e ringiovanite- di un genio made in Italy.
Solo per i più piccoli, e anche anche...
Trailer

10 gennaio 2018

La Ruota delle Meraviglie

Andiamo al Cinema

Woody ci aveva abituato a passare da un'annata buona a una pessima. Avanti così, un dicembre dietro l'altro.
Ultimamente però, sembra avere la stessa polarità nello stesso film:
Un buono spunto, un'ottima realizzazione, ma manca qualcosa, qualcosa non torna (Café Society).
Un'idea di quelle intriganti, ma uno sviluppo che proprio non vale la candela (Irrational Man).
Atmosfere magiche ma storia che resta fin troppo leggera (Magic in the Moonlight).
Quest'anno, purtroppo, le cose non cambiano.

9 gennaio 2018

The Crown - Stagione 2

Mondo Serial

Era stata una personale delusione lo scorso anno.
Solo mia, o quasi, che ai reali inglesi fatico ad affezionarmi, che in una gara di bravura e di fedeltà storica, finivo troppo spesso per addormentarmi.
Lo riconoscevo, il mio limite, la mia poca propensione a questa lezione di storia, pur riconoscendone ogni grandezza (QUI).
Quest'anno, la sorpresa: gli occhi non si chiudono, si appassionano, il cuore batte più forte, la lezione è davvero di quelle succulente. Sarà che non sono servite introduzioni, sarà che gli anni raccontati (dal 1956 al 1964) sono apparentemente più anonimi rispetto a quelli iniziali di un regno e quindi tutti da scoprire, sarà che le vacanze hanno aiutato la maratona e nei bisticci domestici, in quella alterigia e comportamento passivo-aggressivo mi ci sono rivista tanto.
Sarà tutto questo, o sarà semplicemente che ho aperto gli occhi, e dalla bellezza e la perfezione di The Crown mi sono lasciata travolgere.

8 gennaio 2018

Golden Globe 2018 - Il Black Carpet

Abbiamo visto i vinti e i vincitori di questa edizione, ora diamo uno sguardo più leggero alla moda.
Nessun lutto, ma una presa di posizione per dire che il tempo è finito: il tempo della violenza, della disparità, del silenzio.
Chi sono io allora per giudicare in modo frivolo il red carpet reso black in questa edizione?
Nessuno, e infatti mi faccio da parte, che è meglio evitare accuse e giudizi, anche se -lo dico piano- una parvenza di classifica degli abiti c'è. A voi scoprire a che punto il meglio diventa il peggio, in fondo, a rincuorarci e a sollevare gli animi, uomini che si vorrebbe essere o si vorrebbe avere al proprio fianco.

Margot Robbie

Golden Globe 2018 - I Vincitori


È stata una lunga notte, una lunga notte piena di film, di vittorie, ma soprattutto di parole importanti.
Mai come quest'anno, i Golden Globe si sono vestiti di nero, si sono fatti sentire, perchè sì, Time is Up.
Tante le attrici premiate che hanno parlato dell'importanza del condividere, del non nascondersi, di raccontare storie di donne, di non rimanere in silenzio. Irresistibile la McDormand, idola e insuperabile, giustamente impegnate Elisabeth Moss, Nicole Kidman e Rachel Brosnahan.
Non è rimasto in silenzio nemmeno Seth Meyers, conduttore della serata e dell'edizione forse più difficile degli Award, non ha risparmiato battute e frecciatine a nessuno nel suo monologo iniziale, da Weinstein a Trump, da Woody Allen a Kevin Spacey ognuno ha avuto quello che si meritava.
Parole colme di speranza, di lotta e di unione, quelle invece di Oprah Winfrey, onorata con il Cecil B. DeMille Award capace di commuovere e smuovere coscienze, una perfetta Presidente, che tutti unisce.


Ma veniamo ai vinti, veniamo ai vincitori.
Tre Manifesti a Ebbing, Missouri batte The Shape of Water. Un peccato? No. Entrambi i film sono diversamente magnifici, e se si ringrazia per la snobbatura di Dunkirk, da patriottici spiace per Guadagnino e il suo Call me by your name.
Tra le comedy trionfa invece Ladybird, con spazio anche ad I, Tonya e al folle James Franco. Guillermo del Toro che crede nei mostri e a cui il cinema ha salvato la vita, non è stato poi l'unico messicano premiato, con Coco a segnare l'ennesimo Golden Globe per la Pixar, mentre ha finalmente trovato spazio la Germania per il film straniero.


Passando alle serie TV, la vittoria l'avevano già giustamente in tasca, e infatti The Handmaid's Tale e Big Little Lies hanno stracciato la concorrenza, lasciando qualche briciola solo a This is Us. Fra le comedy, il mio cuore diviso è stato accontentato premiando la freschezza di The Marvelous Mrs. Maisel ma anche la prova di Aziz Ansari in Master of None. Da fan, poi, la vittoria dell'inaspettato Ewan McGregor doppio in Fargo mi rende felice, ma resta piuttosto inspiegabile vista la concorrenza d'alto livello.
Sorprese di un'edizione ricca di novità, ma ricca soprattutto di impegno. Mai come quest'anno la diretta è stata emozionante, ricca di significato e ispirazione.


Il post su un Red Carpet particolarmente black arriverà più tardi, nel frattempo, eccoli qui tutti i vincitori: