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28 febbraio 2018

Il Filo Nascosto

Andiamo al Cinema

È un film strano Il filo Nascosto.
Difficile classificarlo, difficile definirlo, difficile capirlo e pure capire se mi è piaciuto.
È un film di Paul Thomas Anderson, e questo dovrebbe bastare come motivazione ai dubbi di cui sopra, come spiegazione, pure, come premessa necessaria.
Che tra me e Paul Thomas Anderson non ci sia un ottimo rapporto, è cosa risaputa. Tanto tecnicamente stupefacenti, intensi, densi i suoi lavori, quanto freddi, incapaci di arrivare al mio cuore, si fermano al cervello. Che non è un difetto, anzi. Ma nemmeno un pregio, purtroppo.
E questa volta?

27 febbraio 2018

Everything Sucks!

Mondo Serial

Everything Sucks potrebbe essere la perfetta descrizione dell'ennesima ondata nostalgica che travolge il piccolo schermo, o Netflix, per la precisione.
Passati -per il momento- gli anni '80, sono i '90 a tornare sulla breccia, come ci mostrano mode, programmi televisivi, gruppi e ninnoli vari per la gioia degli inguaribili adolescenti che noi trentenni siamo.
Everything Sucks cavalca quest'onda, cerca di far tornare a quei tempi, ai tempi soprattutto di teen drama lacrimosi, pieni di pathos, di amori mal corrisposti e di tentativi di sopravvivere ai duri anni del liceo e dell'adolescenza, con un occhio di riguardo anche ai genitori, ovviamene. Lo fa però con una linea più goliardica, con una serie comedy che forse è parodia, ma che non fa ridere, e semplicemente sfrutta al massimo quella che è la sua unica carta vincente: gli anni '90, appunto, riproponendo quelle mode discutibili, quei ninnoli (ciucci, Game Boy, tamagotchi che siano) e soprattutto la musica.
Oh, quanto sfrutta la musica 90's!
Dagli Oasis a Tori Amos passando pure per gli Ace of Base, si cerca per fortuna di rendere le musiche parte del contesto, anche se la sensazione è quella di voler giocare facile, facilissimo.

26 febbraio 2018

Il Lunedì Leggo - Storia del Nuovo Cognome di Elena Ferrante

Si riprende da dove ci si era lasciati.
Da quel matrimonio da favola, da quello sperpero di denaro, da quei due destini che si univano, forse per amore, forse solo per convenienza e vendetta, il cui sogno presto si sbriciolava.
Un altro smarginarsi, un vedere per davvero quello che in realtà il proprio sposo è, e scoprirlo ancora, poi, nel peggiore dei modi, durante la prima notte di nozze, in una luna di miele da cui si torna diverse, sì, piene di lividi ed ematomi.
Si concludeva con il matrimonio di Lila il primo volume della saga de L'amica geniale, avevo faticato ad arrivare fin lì, a star dietro alle gelosie e alle invidie di Elena, alla cattiveria e alla spavalderia di Lila.
Ora, però, che la giovinezza prende il sopravvento, le pagine corrono, la curiosità cresce, il seguirle, vederle distaccarsi, rincontrarsi, separarsi e stare di nuovo assieme, diventa una vera e propria droga, che sottrae tempo al sonno, agli episodi, pure ai film.
Ci voleva l'amore, quello vero, ci voleva l'estate più calda, ci voleva una maturità e un'urgenza da parte di entrambe di vivere e scappare, per entrarmi finalmente nel cuore.

24 febbraio 2018

The Disaster Artist

Andiamo al Cinema

Ieri ci si chiedeva se un film potesse essere talmente brutto da risultare alla fine bellissimo.
Oggi ci si chiede come da un film talmente brutto e mal fatto, possa venire prima l'idea, poi il coraggio, di raccontarne la realizzazione, il dietro le quinte, e ci si chiede anche se il making of di un film talmente brutto, possa portare ad un film bellissimo.
Le risposte oggi sono: con tanta follia, e sì.
Sì, perchè anche in questo caso c'è il cuore dietro.
Ok, magari il cuore di Tommy Wiseau batte a scoppio ritardato, forse ci crede troppo, forse c'ha dato dentro troppo con altro, ma al suo progetto, nel suo The Room, mette tutto se stesso, anche se -chiaramente- non basta.
James Franco lo stesso fa con The Disaster Artist, dietro e davanti la macchina da presa, gestendo il fratello, gestendo un altro set nel set, e immergendosi completamente nei panni di un uomo-simil-vampiro, modellando fisionomia e soprattutto voce, l'incredibile, inconfondibile voce con chissà quale accento di Tommy Wiseau.

23 febbraio 2018

The Room

E' già Ieri -2003-

La domanda: "Può un film essere talmente brutto da essere bello?" ha finalmente una risposta.
Sì.
Può se è così mal fatto da risultare ridicolo, può se la sua trama è talmente basilare, ma anche folle, priva di senso.
Se le battute non hanno contatto tra loro e il montaggio, bè, lasciamolo perdere.
Può se il pathos che quel film voleva avere si perde nei suoi difetti e risulta così ridicolo, così indifendibile, da conquistare.
Può, soprattutto, se chi quel film l'ha pensato, l'ha scritto, l'ha diretto e l'ha prodotto, ci credeva e ci crede così tanto da far risultare ogni suo sforzo ancora più divertente.
E sì, anche se può sembrare che si rida di Tommy Wiseau più che con Tommy Wiseau, la risata è talmente spontanea e involontaria che non c'è alcun senso di colpa in questo.

22 febbraio 2018

Silenzio in Sala - Le Uscite al Cinema del 22 Febbraio

Oscar sempre più vicini, due film da Oscar che finalmente arrivano in sala.. e che film!
Indecisi tra il raffinato e il grottesco, ci sono anche un horror, pellicole radical-chic e commediole italiane tra cui scegliere.

Il Filo Nascosto
Il mio rapporto con Paul Thomas Anderson non è dei migliori.
Ma ci provo sempre, e mettici il fascino che fin dalla locandina il film emana, mettici un Daniel Day-Lewis alla sua ultima apparizione, e si aspetta la visione per ogni altro giudizio.
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The Disaster Artist
Raccontare il dietro le quinte di uno dei peggiori film mai prodotti?
Solo James Franco poteva farlo, e qui in veste di regista e protagonista, ci mostra chi ha creato quell'assurdo non-capolavoro di The Room.
Se ne parlerà a breve... di entrambi.
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La Vedova Winchester
Horror atipico, horror con Helen Mirren, horror con protagonista una casa, i suoi segreti, la sua costruzione impossibile.
Strano ma vero, ne sono stuzzicata.
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Figlia Mia
Valeria Golino e Alba Rohrwacher gridano insieme pesantezza. Gridano quel cinema italiano fin troppo impegnato che parlando di maternità e adozione appesantisce solo a scriverne.
Felice, nel caso, di ricredermi.
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Sconnessi
Se non si parla di temi importanti, si cerca di vincere facile con la commedia intelligente e moderna, alla francese, con un gruppo di amici che si ritrovano sconnessi dal mondo, senza i loro telefonini, a conoscersi davvero.
Peccato non sia il nuovo Perfetti Sconosciuti.
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Omicidio al Cairo
Ordinaria storia di corruzione in quel dell'Egitto. L'ambientazione durante la Primavera Araba farà ancor più felici i radical-chic.
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Belle & Sebastien - Amici per Sempre
C'era bisogno di un terzo capitolo su Belle e Sebastien?
A quanto pare sì.
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21 febbraio 2018

Crimson Peak

E' già Ieri -2015-

È uscita l'ultima, bellissima, fatica di Guillermo del Toro (La Forma dell'Acqua, QUI la recensione), e io mi sento in colpa.
Mi sento in colpa nei confronti di tutti i suoi fan e di del Toro stesso, per conoscerlo così poco.
Perché sì, è per me il regista di Blade II, di Pacific Rim, di Hellboy generi e film che a fatica rientrano nei miei gusti, nel mio interesse.
Ma è anche il regista de Il labirinto del fauno, questo sì recuperato in tempi poco più che recenti e quindi, un'altra occasione, un modo per aprire un altro varco alla sua estetica, andava fatto.
Crimson Peak, evitato al cinema perchè titubante, per un genere -l'horror, seppur gotico- che non mi appartiene, trova ora il suo spazio.
E tristemente lo trovo come me lo aspettavo: una fiaba gotica con inserti horror e pure un po' splatter, che però sa di già visto e di già sentito.
Dai tempi di Daphne du Maurier, per dire.

20 febbraio 2018

Dark

Mondo Serial

Da tutti, è stato definito la versione tedesca di Stranger Things.
Ora: sì, ci sono ragazzini che vanno in bicicletta, sì, c'è una mantellina gialla che ricorda quella di It, sì, ci sono misteriose sparizioni, sì, c'è una centrale nucleare che ricorda quel laboratorio di cattivi implicata con le "cose strane" che succedono in città, sì, ci sono "cose strane" che succedono in una piccola cittadina, sì, ci sono pure gli anni '80.
Ma ci sono pure gli anni '50 e sopratutto c'è il 2019.
C'è poi uno "strano" che non ha a che fare con strane creature, ma con strani esperimenti e strane macchine, con viaggi nel tempo, paradossi temporali, e intersecazioni varie.
Quindi no, Dark non è Stranger Things, anche se quelle atmosfere -dark, ça va sans dire- potrebbero far credere il contrario.

19 febbraio 2018

Il Lunedì Leggo - L'Amica Geniale di Elena Ferrante

Era una saga che aspettavo di leggere da tempo.
Aspettavo di trovare il tempo, il periodo, la stagione giusta.
Aspettavo di trovare tutti i volumi ad un prezzo accettabile, senza svenarmi.
Aspettavo che il clamore si placasse un po'.
Ora, con il Natale e le sue scorpacciate letterarie alle spalle, ora che il tempo si fa uggioso e non sembra quello giusto per il sole di Napoli, ora che ho approfittato di un'insperata offerta Amazon e ora, prima che la serie HBO/Rai faccia ritornare il clamore attorno a Elena Ferrante, mi sono ritrovata a leggerla.
E la paura è sempre quella: quella di non capire il clamore, di non ritrovarmi in quella Napoli, in quattro volumi a raccontare gli anni che passano, l'amicizia che resta. La paura, poi, di faticare rispetto a chi ne è rimasto invischiato, tutto ha letto e divorato in poche settimane.
La paura, purtroppo, si è rivelata fondata con il primo volume.

18 febbraio 2018

La Domenica Scrivo - Teatro (di palcoscenici calcati o immaginati, di risate, applausi e sorrisi)

Venerdì sera sono stata a teatro.
Che era un buon proposito per quest'anno: concedermi di più al palcoscenico, e magari piazzare una bella opera lirica in un teatro importante nel corso del 2018.
Sarà la vecchiaia che avanza?
No, è un amore che sento che potrebbe rinforzarsi, un campo che mai ho frequentato che vorrei conoscere.
E pensare che ai tempi delle medie, dei corsi facoltativi e delle prime sperimentazioni, sul palco stavo bene, avevo pure monologhi assegnati, tutti miei, a cui far fronte.
Pure all'università gli esami di teatro mi incuriosivano, li sostenevo perchè obbligatori, e anche se a teatro non andavo, divoravo le riduzioni scritte, i libri e le sceneggiature. Non a caso, e cosa che mi ha stupito non poco e continua a suonare strana, l'unico 30 e lode della triennale l'ho portato a casa proprio grazie a una tesina su Beckett, alla faccia del cinema.
Poi ho mollato il colpo, Beckett sono andata a vederlo a Padova, in quel Teatro Verdi che è come te lo aspetti, con il tuo palchetto personale da cui godere della scena, con le luci, l'atmosfera giusta, qualche altro raro appuntamento qua e là, per amici che si esibivano perlopiù.
Fino a venerdì.

17 febbraio 2018

Lo Squalo

#LaPromessa2018

Caro Steven ti scrivo,
sì, ancora, e direi che ormai siamo abbastanza in confidenza per chiamarci per nome.
Mi ero ripromessa di vedere quei tuoi primi film che dal nulla ti avevano portato ad essere uno dei registi più richiesti e definiti visionari di Hollywood. Un regista, per dire, adorato da Dawson Leery.
Mi son sempre chiesta perchè lui ti venerasse tanto, perché si ostinasse in quei pipponi filosofici ai danni di Joey sulla tua bravura.
Sì, E.T. ha spezzato il mio cuore, resta uno di quei film per cui è impossibile cambiare canale se capita in TV, sì, Hook, i bambini sperduti, l'Isola che non c'è, Robin Williams, sono una fiaba dolcissima, bellissima. Ma poi la china è iniziata a scendere, la magia a lasciare il posto a quei film classici e didascalici, a quelle storie vere, americane, e quindi meno fantasiose.
C'ho provato, quindi, a rinverdire la magia, e se gli Incontri Ravvicinati hanno stremato me e il giovine, per Lo squalo sono tornata a chiedere supporto al migliore amico, infilando un altro giovedì assieme sul divano, a ciarlare, commentare, a fare i Joey e i Dawson della situazione, anche se ci siamo sempre più identificati in Jen e Jack, anche se nessun fiumicciattolo scorre oltre le nostre finestre.

16 febbraio 2018

Incontri Ravvicinati del Terzo Tipo

#LaPromessa2018

Caro Spielberg, ti scrivo.
Sì, lo so che ti ho scritto anche ieri, ma ci tenevo, l'avevo promesso, e quindi eccomi qua.
Mi ero detta: se hai problemi con lui, se non lo capisci, se non sembra essere il tuo ideale di regista, forse è il caso di riscoprirlo. Di rivederti quei suoi primi film in cui era coinvolto anche a livello di sceneggiatura, la cosa che in un film ti è più cara.
Parto da qua, allora, parto dal tuo terzo film in assoluto, mai visto prima.
Già, mai.
Nonostante una VHS originale (presa in allegato con l'Unità, ma tant'è) che gira in casa da sempre, nonostante quella musica diventata ormai patrimonio dell'umanità, nonostante quel titolo che è così facile e consueto usare e storpiare.
Com'è andata?
È andata che io e il giovine ci siamo guardati più e più volte con un punto di domanda che aleggiava nel volto. È andata che abbiamo gridato "pietà" a più riprese, "basta" in molti punti, "ma che diavolo sta facendo?" in altri.
Te lo chiedo, allora, e scusami, caro Spielberg, ma questa sceneggiatura come l'hai scritta?

15 febbraio 2018

The Post

Andiamo al Cinema

Cara Meryl ti scrivo, così mi distraggo un po'.
È facile odiarti, non sopportarti, con quella tua aria da prima della classe, con ogni interpretazione -anche in film non particolarmente memorabili (Into the Woods)- a finire candidata agli Oscar.
È facile con ogni attrice che si rispetti a giudicarti come un faro, come un'icona da eguagliare o da imitare, a cui guardare. Mettici che ultimamente i film che hai fatto non sono certo chissà che (Florence, Suffragette, di nuovo Into the Woods), ed ecco che mi sono dimenticata in fretta del calore che sai emanare, della bravura nella caratterizzazione del tuo personaggio, che siano dita che si muovono, labbra da mordere.
Certo, pure qui esageri un po', e ci si perde più a guardare Meryl che fa Kay, che non a vedere Kay Graham all'opera, alle prese con un ruolo altrettanto difficile, quello di donna-capo, di donna in mezzo a soli uomini, a prendere decisioni editoriali e politiche per cui sì -scusa il francesismo- ci vogliono due palle così.

14 febbraio 2018

Silenzio in Sala - Le Uscite al Cinema del 14 Febbraio

Sarà anche San Valentino, ma la notte degli Oscar si avvicina, e finalmente tornano i titoli da vedere assolutamente. Diciamo pure IL titolo, perchè tra un Muccino, un Marvel, essai vari e posticipabili, dovremmo tutti correre in sala a lodare Guillermone.

La Forma dell'Acqua
Finalmente esce anche da noi il Leone d'Oro di Venezia, nonché tra i film favoriti agli Oscar.
Guillermo del Toro ci fa innamorare di una donna delle pulizie muta, della sua compagna di lavoro che si vorrebbe come amica, di un vicino gattaro, e soprattutto di una strana creatura acquatica.
Il mio entusiasmo, si può già leggere QUI
A casa tutti bene
Di Muccino non mi fido. Ho paura del suo buonismo, della sua facileria. Mettici un cast fin troppo affollato e di notissimi e non so davvero che aspettarmi.
Tentenno.
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Black Panther
Per la Marvel è il momento di giocare la carta del supereroe di colore.
Come sempre, mi faccio da parte e mando avanti i fan del genere.
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Hannah
Un regista italiano classe 1982 che riesce ad assoldare sua inquietudine Charlotte Rampling? Sì, ma ci fa un film fin troppo vecchio, silenzioso e spossante, da vero radical-chic.
Leggere QUI per credere.
Hostages
Clint Eastwood si è spinto fino in Georgia? Dalla trama -che racconta di un tentativo di dirottamento aereo da parte di giovani georgiani in fuga dal loro Paese- sembra di sì.
Nella realtà, però, Hostages è qualcosa di diverso, fresco e da tenere d'occhio.
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San Valentino Stories
La fucina di Napoli è sempre in funzione. E non poteva mancare il film -ad episodi- per il giorno degli innamorati.
Anche no.
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13 febbraio 2018

Altered Carbon

Mondo Serial

Tu chiamalo se vuoi effetto Blade Runner.
Sta di fatto che lì, in quel futuro distopico, sporco, corrotto e fumoso, si torna a puntate.
Chiamalo semplicemente cultura cyberpunk, riscoperta ora, e tornata di moda.
Se da una parte avevamo replicanti che non erano umani ma fingevano di esserlo, ora abbiamo umani che cercano di non essere umani, che la morte l'hanno sconfitta, e che possono vivere in eterno, cambiando corpo -guscio- trasferendo la loro memoria (la loro anima?) a piacere.
Basta non distruggerla quella memoria che ha il formato di un gettone.
Basta avere i soldi, soprattutto, che sarà bello vivere per sempre, rimanere sempre se stessi o la versione fisica migliore che si vuole, ma solo se te lo puoi permettere. Altrimenti ti affanni, cerchi di sopravvivere raggirando, vendendoti, come puoi.
Questa la situazione.

12 febbraio 2018

Il Lunedì... Comedy: Rick & Morty

Ieri, che era domenica, non si è scritto.
Oggi, che è lunedì, non si legge.
Bisogno di un po' di respiro, di continuare a leggere, sì, ma senza ancora parlarne, una saga che sta catturando e che avrebbe bisogno di più tempo.
Bisogno di più tempo, la domenica, per riposare, dormire, godersi il sole e la tranquillità e salutare chi parte. Mettici poi che manca la corrente, che internet come il gas, come i termosifoni non vanno, e allora preferisci passare la mattinata sotto le coperte, su quelle pagine, divorandole, sentendole tue ancora per un po', senza bisogno di sezionarle e di scriverne.
Tutto questo per dire che oggi si ride, e si ride con un recupero di quelli portentosi, e che meritava di essere fatto.
Non la pensavo così nei primi episodi, dove tra bave, rutti e rigurgiti, avventure singole e personaggi difficili da amare, il successo e l'aurea di cult di Rick e del suo Morty non li capivo.
Come sempre, però, lascio passare qualche serata, continuo a dare chance, ed è finita che un altro amore sbocciato.

10 febbraio 2018

Logan - The Wolverine

E' già Ieri -2017-

Un film Marvel su questo blog?
Un film Marvel -il primo, sì, il primo- a passare sui miei schermi?
A volte tocca cedere.
Colpa dell'Academy, colpa degli Oscar imminenti, colpa di una nomination strana forte per la miglior sceneggiatura non originale, contestata da molti, festeggiata da altri, per un film Marvel che a detta di molti -anche dei più fidati- Marvel non sembrava.
Logan, ultimo capitolo dello spin-off dedicato a Wolverine nel sottouniverso Marvel degli X-Men, aveva infatti il sapore dolceamaro di un film drammatico qualunque, di un roadmovie in cui sì, i buoni sono inseguiti dai cattivi, in cui sì, qualche "potere speciale" c'è, ma c'è anche dell'altro.
Queste le premesse, e se alla sua uscita, Logan aveva stuzzicato la mia curiosità, ora è stata colmata, con buona pace del giovine impegnato a spiegarmi un po' di passaggi che ignoravo (la storia degli X-Men, per dire) insistendo che no, per quanto lo credessi e il phisique du role lo facesse pensare, Patrick Stewart e il suo Professor X non è il cattivo della storia.
Ma il bello, di Logan, è che si può vederlo con occhi vergini, occhi che non conoscono e se ne fregano di altre trame, di altri film, di una Storia lunga decenni.

9 febbraio 2018

The Cloverfield Paradox

Andiamo al Cinema su Netflix

È arrivato così, all'improvviso, senza un vero e proprio annuncio, con una campagna marketing che nel mondo di oggi, dove tutto deve essere atteso e spezzettato in teaser, in trailer e in immagini promozionali, sembra una campagna suicidio.
È arrivato a poche ore dall'unico promo (durante il Superbowl, ché se devi farlo una volta, fallo bene), e poi direttamente disponibile a tutti su Netflix.
Ché dopo 10 Cloverfield Lane non ti aspettavi un terzo capitolo, che se già 10 Cloverfield Lane non era un secondo capitolo, ma un film a sé, è inutile star qui a fare i conti.
Ma meglio parlare piuttosto di genere.
Avevamo Cloverfield, l'horror in POV, con quella telecamerina a dare nausee, angoli ciechi, un punto di vista unico su una catastrofe che colpisce all'improvviso New York e mette ancora più distanza fra due ormai ex.
Avevamo il survival movie, con una ragazza salvata ma forse semplicemente rinchiusa in un bunker, che del suo salvatore/aguzzino non si fida, con chiari segni di squilibrio ma nessun segno di pericolo all'esterno. A parte quello che il titolo -purtroppo- già faceva intuire.
Abbiamo qui, invece, un'odissea nello spazio, una navicella fuori orbita, un equipaggio chiamato a salvare la Terra trovando una nuova fonte di energia potenzialmente inesauribile ma che finisce per aver bisogno per prima di aiuto.

8 febbraio 2018

Silenzio in Sala - Le Uscite al Cinema dell'8 Febbraio

Sì, ovviamente escono Cinquanta sfumature pigliatutto, ma al cinema ci saranno anche nomi come Armie Hammer (sì, di nuovo), Geoffrey Rush, Stanley Tucci e Clint Eastwood. Insomma, aggiungiamoci l'animazione della Aardman e anche se manca l'Oscar, non ci si può lamentare.

Ore 15:17 - Attacco al Treno
Clint Eastwood continua a raccontare eroi e gesti eroici, focalizzandosi su tre militari che nell'agosto del 2015 sventarono un attacco terroristico su un treno diretto a Parigi.
Ruffianata in stile American Sniper o spazio per il "fattore umano" come in Sully?
Lo scopriremo presto.
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Final Portrait - L'arte di essere amici
Dirige Stanley Tucci, protagonisti l'ormai lanciatissimo Armie Hammer e Geoffrey Rush, a raccontare dell'arte e della creazione attraverso il ritratto rimasto incompiuto che lo scrittore James Lord commissionò ad Alberto Giacometti. Storia e seriosità, sì, ma di ottimo livello.
Lo si vede.
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The Party
Tutti chiusi in una stanza, una confessione che sconvolge la serata apparentemente perfetta, e via di rabbia e segreti. Impianto teatrale per un film british al punto giusto.
Da tenere d'occhio.
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L'Ultima Discesa
Classico survival movie, con l'atleta in cerca di emozioni forti che si perde in una tempesta di neve tra il gelo delle montagne americane. Come sopravvivere?
Già sentito e già visto, e Josh Hartnett non aiuta a stuzzicare la visione.
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Cinquanta Sfumature di Rosso
Siamo finalmente arrivati all'ultimo capitolo di questa saga da cui continuo a tenermi alla larga.
Spazio alle fan.
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I Primitivi
Della Aardman e dei suoi pupazzetti in plastilina sono invece sempre stata una fan, e anche se l'idea di andare a scoprire la preistoria è già stata affrontata in lungo e in largo nell'animazione, un posticino per loro lo trovo sempre.
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7 febbraio 2018

Newness

Andiamo al Cinema su Netflix

A volte di un film è meglio non conoscere nulla, vederlo così, a scatola chiusa, e giudicarlo per quello che è.
Altre, però, le influenze che hanno portato alla sua creazione, alla sua scrittura, sono così forti da meritare di essere conosciute, di essere raccontate per prime.
Penso alla giovane con cui Linklater passò una giornata a Philadelphia, che lo ispirò per Prima dell'Alba, penso al fatto che Linklater si aspettasse di essere contattato da quella ragazza di cui aveva perso le tracce, dopo l'uscita del film, per poi scoprire che quella stessa ragazza era morta in un incidente stradale a poche settimane dalla premiere del titolo a lei dedicato.
Penso, in questo frangiante particolare, ad un'altra dedica, che arriva alla fine di Newness, prima dei titoli di coda, e commuove forse più del film stesso.
"A Anton - In the jungle".
Anton, è Anton Yelchin, bollino di garanzia da queste parti per i film più piccoli, più indipendenti, più romantici, e scomparso tragicamente davvero troppo presto lo scorso anno.
Come me, anche Drake Doremus è stato segnato da questa perdita, e ha avuto una chiamata, un'ispirazione, un voler rendere omaggio all'attore con cui aveva girato Like Crazy, e che da sempre amava quei film piccoli e indipendenti e romantici, decidendo di mettere da parte le grosse produzioni, abbandonare il respiro più ampio che Breath In aveva, il futurismo eccessivo di Equals, e tornare alle origini, per raccontare con un film piccolo, indipendente e romantico, ancora una volta l'amore.

6 febbraio 2018

Dirk Gently - Agenzia di investigazione olistica

Mondo Serial

A differenza di ieri, in cui il timore per il successo e il genere distante mettevano pressione nella scoperta e nella lettura di Zerocalcare, su Dirk Gently non ho mai avuto dubbi.
Serie strana, ma strana forte, dal sapore british pur essendo ambientata in America, tratta dai personaggi creati da quel genio altrettanto folle e british di Douglas Adams.
In attesa di un buco libero in cui inserirla/vederla, mi aspettavo dialoghi velocissimi, personaggi strampalati, corgi da voler adottare, e parecchia confusione che gioca con paradossi temporali, viaggi nel tempo e pure universi paralleli.
Mi sono trovata a vedere due stagioni con dialoghi velocissimi -che passano dall'accento super british di Samuel Barnett alla simpatia del sempre caro Elijah Wood-, una serie di personaggi secondari tra la prima e la seconda stagione di un cartoonesco irresistibile, un corgi che sì, vorrei tanto adottare, trame assurde che si faticano a capire e seguire ma che garantiscono genialità, firmata da Max Landis.
E no, trovare esattamente quello che mi aspettavo non è stata una delusione.

5 febbraio 2018

Il Lunedì Leggo - La Profezia dell'Armadillo di Zerocalcare

Fa sempre paura affrontare quello che piace a tutti.
Da una parte c'è la parte più snob e indie che mi porto appresso dai tempi delle medie che vuole sempre andare controcorrente, ed essere diversa.
Dall'altra c'è la paura che quello che a tutti piace, a me possa non piacere, non trovando una giustificazione per il successo, per le lodi universali.
Con Zerocalcare è stato così.
Da una parte un successo che mi aveva preso alla sprovvista, con il genere "fumetti" a prendere il sopravvento, con le sue vignette fotografate, condivise, ovunque. Perfino a Venezia, dove come inviato piuttosto sbadato di BestMovie non era riuscito a conquistarmi, anzi, con buona pace del sempre ottimo Stefano Disegni.
Dall'altra, la curiosità, e la voglia di scoprirlo davvero, di leggerlo davvero, di giustificare quel successo pur avendo paura di trovare un umorismo, uno stile, un genere, troppo distante da me.
Sono bastate poche vignette per farmi subito cambiare idea.

4 febbraio 2018

La Domenica Scrivo - Nostalgia (di una generazione che guarda al passato, di un passato che diventa moda, di prese di posizione)

Siamo una generazione di nostalgici.
E mi chiedo perchè.
Perché noi quasi-trentenni/trentenni/ultra-trentenni continuiamo a guardare al passato?
Se lo sono chiesti anche Mark Renton e soci, che se negli anni '90 rimpiangevano gli anni di George Best, oggi, che si ritrovano cresciuti e delusi, rimpiangono quegli anni '90 che li vedevano drogarsi e cercare ogni mezzo possibile per un'altra dose.

3 febbraio 2018

Morto Stalin, se ne fa un altro

Andiamo al Cinema

Si può tenere una lezione di storia divertente?
Della Storia si può ridere, nonostante la Storia raccontata implichi morti a non finire, privazioni di libertà e eliminazioni sistematiche?
Si può, se si ha l'estro e l'equilibrio giusto, si può se ci si chiama Armando Iannucci.
La mente dietro The Thick of It e del remake americano Veep, ha passato la cortina di ferro per raccontare i giorni tumultuosi prima e dopo la morte di Stalin.
Non ne esce una lezione di storia pesante né moralistica né buonista, ma una commedia che definire irriverente è dir poco, dissacrante e dallo humour quanto mai nero.

2 febbraio 2018

Corpo e Anima

Andiamo al Cinema

Film ungherese.
Ambientato in un mattatoio.
Con protagonisti due solitari diversi: lei, Maria, probabilmente affetta da autismo, non parla con gli altri e dagli altri non vuole farsi toccare, legge e capisce però le emozioni di tutti e tutto si ricorda, lui -Endre- è uno dei capi di quel mattatoio, evita di scendere nei piani bassi, quelli della produzione, di vedere sangue e animali, e ha quel braccio, fermo e immobile, a renderlo diverso.
E già pensi: quanta pesantezza!
Quanta pesantezza nel raccontare sempre gli ultimi, sempre i diversi, sempre quelli presi in giro dagli altri, anche quando finiscono per conoscersi e riconoscersi nella loro diversità. Che pesantezza quegli animali mandati al macello, il loro sguardo vitreo, le loro paure, metafora nemmeno troppo sottile della condizione dei protagonisti.
Ma, come sempre, c'è più di un ma, di quelli decisivi che mi porteranno a tifare la notte del 4 marzo per Corpo e Anima, per l'Oscar al miglior film straniero.

1 febbraio 2018

Silenzio in Sala - Le Uscite al Cinema del 1 Febbraio

Gli Oscar si avvicinano, e i film candidati li si centellina pian piano. L'Italia offre l'altra alternativa, con un remake adattato ma che chissà se è riuscito. Poi si va per genere, e il livello -tra Francia, teen, horror e animazione- si abbassa.

The Post
Un film di Steven Spielberg con Meryl Streep e Tom Hanks?
Tirate già fuori gli Oscar!
Rubo la battuta a Seth Meyers, per dire che un trio di assi simile non si incontra spesso al cinema tutti insieme. Aggiungiamoci un film serio e attuale -nonostante l'ambientazione anni '70- sulla libertà di stampa, le notizie nascoste e le donne al potere, e la visione si fa obbligatoria.
Trailer
Sono Tornato
Versione nostrana di Lui è tornato, e se in Germania a fare la sua comparsa era Hitler, qui si scomoda Mussolini. Tra candid camera e ricostruzioni, un modo intelligente -si spera- per riflettere sulla nostra società e sulle elezioni a venire.
Trailer
Maze Runner - La Rivelazione
Ultimo capitolo di una saga young adult di cui non ho visto nulla. Lascio spazio ai fan, che è meglio.
Trailer
C'est la vie - Prendila come viene
Son passai ormai 7 anni, ma Eric Toledano e Olivier Nakache resteranno per sempre i registi di Quasi Amici e il marketing italiano continuerà a sottolinearlo. Poco importa se il film in questione -una commedia che non fa ridere, tutta su una matrimonio elegante e i guai che camerieri e organizzatori dovranno affrontare per renderlo tale- è distante anni luce da quel Quasi amici.
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Slumber - Il demone del sonno
Horror a tematica incubi, in cui una dottoressa dal passato tormentato cercherà di aiutare un bambino a sconfiggere paure e demoni che affollano la sua mente di notte. Per gli amanti del brivido.
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L'incantesimo del Drago
Animazione made in Ucraina. Del 2016.
Non per essere razzisti, ma già la provenienza fa capire che non sarà certo il filmone dell'anno e aiuterà come sempre, solo i genitori disperati.
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