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12 settembre 2026

Venezia 83 - Il Leone di Caffè

Prima di scoprire chi andrà a premiare la giuria presieduta da Maggie Gyllenhaal è il mio tempo per tirare le somme.
In una Mostra che partiva in salita con pochi titoli allettanti, poche star e nemmeno uno dei film che più aspettavo, come sempre accade ha saputo stupirmi. 
Undici giorni sono sempre tanti se non troppi, laggente inizia a essere troppa e si arriva a un crollo fisico e mentale per cui servono le visioni giuste per tirarsi su, ma vivere in una bolla di cinema con puri appassionati di cinema è sempre un bel posto nel mondo in cui stare.
Tra certezze, colpi di scena, molti colpi di fulmine mancati e quello vero che arriva con la Mostra agli sgoccioli qui i 46 film visti messi ben bene in ordine.




I BRUTTI

A day in the Life of Jo - Chapter Phaedra


Tra cortometraggio e videoarte, un film a cui fatico trovare un senso, un'urgenza.


I plant my hands in the garden


Film biografico che gioca a stupirci ad ogni costo,  in realtà si fa solo confuso e poco interessante.

Basics of Philosophy 


Chi lo dice a Paul Schrader che può andare in pensione senza continuare a tormentarci con uomini tormentati dai sensi di colpa?

A Difficult Bride


Mi aspettavo un body horror che giocava con le tradizioni dei matrimoni in Bangladesh, ma il ritmo resta piatto, non c'è verve. Peccato.

La Ragazza con la Leica


Ritratto tutt'altro che sentito di una fotografa grande come Gerta Taro, ci si concentra più sui suoi amori che sulle sue fotografie. Alina Marazzi, torna ai documentari.

My Notes on Mars


Poteva essere un bel film su scoperte scientifiche e alieni fra noi, ma con la sua lentezza eccessiva e un Rupert Friend granitico annoia e basta.

Agata the Writer


Parte bene e si sviluppa ancora meglio un film su una scrittrice a Sarajevo che si chiede il suo ruolo nel raccontare o sfruttare una guerra per il suo romanzo. Peccato che poi quel romanzo inizia a leggercelo perdendo il suo pubblico.

Nessun Dolore


La retorica sbagliata in ogni suo senso di un film che non si schiera e si perde.
Borghi, perché?

Una Storia


Anna Foglietta debutta alla regia e confeziona il solito film italiano su una coppia in crisi e alla ricerca del suo ruolo che sembra vecchio e già visto.

Scherzetto


Martone e Servillo provano a fare la commedia, ma fanno pure loro il solito film italiano d'appartamento, tra fantasmi e toni urlati.

Company


Casey Affleck ci prova a entrare in un genere che non muore. La sua eleganza fa il pari con la lentezza per un film che non cattura.

Woman Unknown 


Nonostante gli applausi della critica, il solito film gelido del dopoguerra declinato al femminile e ai suoi corpi usati come moneta di scambio per sopravvivere.
I BUONI

The Echo Chamber


Ancora non li digerisco i 20 minuti finali che buttano via un film intero che funzionava e che viveva della chimica tra Vikander e Marinelli.

Mr. Nelson did you kill people?


La retorica della guerra e l'estetica violenta di Tsukamoto.
Non fanno per me.

Il fuoco che ti porti dentro


Le solite famiglie urlanti italiane riunite per le feste.
Mi basta la realtà.

Dio Ride 


Il film di chiusura che chiude dimostrando che sempre lì stiamo con i film italiani, anche quando storici. Meno peggio di quel che pensavo, ma che fatica.
La Recensione a breve


Falling House


Dall'Iran un film che racconta ancora una volta la difficile situazione delle donne e di come una casa può trasformarsi in carcere.
Peccato arrivare dopo Il seme del fico sacro.

Un Bon Petit Soldat


Brizé racconta di nuovo il mondo del lavoro, declinandolo al femminile.
Come sopra, mi basta la realtà.

Un peau avant minuit


Cinema francese al 100% tra tante, tante parole e tante, tante camminate.

Place To be


Poteva essere il mio colpo di fulmine, rimane un buon film indie che si incarta nel terzo atto.

Rider


Un musical in salsa rapper italiano?
Sì, pur con qualche ingenuità può piacere.

Queer Edward II


Un documentario sentito per essere sia un dietro le quinte su un film piccolo e importante, sia uno sguardo all'impegno civile di un artista come Derek Jarman.

Ink


Danny Boyle racconta la nascita del The Sun e il conseguente decadimento del giornalismo e lo fa nel suo modo scoppiettante. Ma mi aspettavo qualche graffio in più.

Primetime


Come sopra, solo che declinato alla TV degli anni 2000.

Flesh Impact


Piccolo corto che gioca ancora con la figura di Marilyn Monroe ma che grazie a Ellen Burstyn diventa un'altra lezione di recitazione.

Naza


Un documentario giornalistico e quindi non facile da classificare dentro una classifica di cinema. Importante, certo, necessario, ovvio, ma poco smuove, poco racconta di nuovo sugli orrori che si stanno compiendo a Gaza se si è informati.

Musk


Un documentario fiume che smaschera il più ricco uomo sulla Terra.
Per chi lo venera e per chi lo odia.

They're Here


Un documentario brevissimo ma lucido nell'immergerci nell'impegno civile di chi contrasta l'operato violento dell'ICE.
La Recensione


Balcanica


Senza retorica e con molta umanità, un racconto di migranti e di dolore.

15/18


Dentro un reparto psichiatrico minorile con dinamiche che cambiano e traumi da superare. Un gruppo di giovani attori bravissimi, peccato per una parte finale che da quel reparto decide di uscire.

Peau d'Homme


Un musical leggero e colorato e divertente che adatta un fumetto che era già bellissimo.

Furies


Altro colpo di fulmine mancato che ha il solo errore di dilungarsi e perdere qua e là di ritmo.
Un heist movie tra sorelle nella Libano della crisi economica, colorato e ironico.

Hombre al Agua


Resto sempre innamorata di Gael Garcia Bernal, alla sua terza regia mi regala una commedia leggera e disincantata su un uomo che deve gestire troppe donne in una vita che non ha scelto.

Moonfish


Unico film di animazione incrociato a questa Mostra ed è un gioiellino. 
Nello spazio dove gli umani sono sfruttati e i pesci ci fanno compagnia.

L'Estranea


Più che horror, un thriller mefistofelico con una irresistibile Valeria Bruni Tedeschi.
Manca forse un pizzico di originalità.

Ritorno a Buenos Aires


Adriano Giannini dà corpo e sguardo a un uomo pieno di contraddizioni e cicatrici che torna in Argentina per testimoniare contro i crimini subiti nel 1977.
Senza retorica, con molta partecipazione.

Possible Love


Le contraddizioni e le differenze di classe della Corea del Sud raccontate con fare documentaristico.
Impegnato ma mai pesante, coinvolgente e con una sua ironia, un film fiume convincente.

Bucking Fastard


Le sorelle di Herzog che parlano all'unisono e sono più lynchane che mai. 
Certo, un finale, un senso, lo sto ancora cercando.
LA TOP 10

MENZIONE SPECIALE

Smithsonian Starstruck 


Esperienza con la realtà virtuale alla Venice Immersive che lascia senza fiato. 
Dentro, immersi, circondati dallo spazio per una lezione di astronomia che volevo non finisse mai!


Dau


Un film folle che arriva da un progetto ancora più folle.
L'evento cinefilo di questa Mostra, espressionista, esagerato, incontenibile, anche se cala decisamente nella seconda parte. Ma quando mai lo si vede un film così, in concorso poi?

Oasis - Don't Look Back in Anger


Un documentario celebrativo per quella reunion che è stata a tutti gli effetti un'esperienza religiosa.
Anche da non fan, impossibile trattenere brividi e lacrime.

Bunker


Un buco nel muro del giardino, la tranquillità che si spezza e una coppia che entra in crisi.
Le metafore si sprecano in un lavoro elegante in cui Penelope Cruz e Javier Bardem danno il meglio di sé.

Eklipse


Un'estate in alpeggio con cui crescere. Un'amicizia che si incrina per i segreti che porta a galle le ferite degli orfani dell'AIDS.
Opera prima commovente.

Kami Nour - A Bit of Light


Senza grandi grida, ma con silenzi chirurgici, Ali Asgari ci mostra un medico che ha deciso di suicidarsi e deve comunicarlo alla famiglia. Nell'Iran delle proteste macchiate di sangue e degli attacchi di Trump, la dimostrazione che basta poco per fare un film politico.

Succederà questa notte


Un Nanni Moretti romantico e leggero come non lo si vedeva da… sempreo.
Una commedia che si fa irresistibile per una storia lunga 18 anni. 
Garrel feticcio morettiniano non lo avevo previsto.

Peccato


La serie TV che non sapevi di voler vedere, un mockumentary sull'ascesa e la caduta di Emanuela Fanelli dove i nomi più improbabili (dal Gabibbo a Ferzan Ozpetek) stanno al gioco.
Rido ancora fino alle lacrime!

No Paradise if You Are Killed by a Woman


Il colpo di fulmine di questa Mostra arrivato alla fine e nella sala più disparata.
Un film d'azione teso e di genere che ci porta dentro la missione di una cecchina curda alla ricerca della sorella rapita dall'ISIS.
Chi se lo dimentica?

Wild Horse Nine


Che gli vuoi dire a Martin McDonagh? Scrive un'altra sceneggiatura perfetta, ironica e puntuale e ci regala un'altra grande amicizia capace di farci commuovere in quel dell'isola di Pasqua (Rapa Nui, in indigeno).


IL LEONE DI CAFFÈ 

Look Back


Un'altra storia di amicizia, sincera e toccante, piena di malinconia e rispetto. Due giovanissime mangaka che uniscono le forze crescendo insieme.
Koreeda dirige con una delicatezza e una bellezza che spezza il cuore.

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