3 settembre 2026

Venezia 83 - Bucking Fastard

Due sorelle in completa simbiosi. 
Si muovono insieme, parlano insieme, insieme amano lo stesso uomo. 
Che diventa la loro ossessione quando le lascia, quando le evita e sposa un'altra portandole in tribunale per quell'ossessione che diventa stalking e diventa violenta.
Due sorelle che diventano famose, e ingombranti, e che trovano una nuova casa e nuovi uomini ossessionati da loro. Si vendicano, cercano di imparare a muoversi da sole e a staccarsi almeno un po' luna dall'altra, ma trovano solo nella quiete della campagna una nuova avventura dove, forse, cercare l'amore. Di certo trovare la casa di una zia che le accudisce e la nuova ossessione per un tunnel da scavare e una volpe da addomesticare che le aiuta ad andare avanti, sognando una terra promessa, la loro Arcadia.


Werner Herzog torna al film di finzione e dichiara le sue intenzioni fin dall'inizio, dedicando Bucking Fastard a David Lynch. 
Il suo è quindi un film folle e surreale, intriso di quell'umorismo strano e lynchano e che rende le due sorelle due personaggi che non avrebbero sfigurato a Twin Peaks. Non sono da meno gli altri personaggi che popolano le loro storie, cantastorie e viscidi uomini che si meritano il lapsus Bucking Fastard, con un Orlando Bloom sornione e un Domnhaal Gleeson con molta pazienza a spiccare.
Il film sembra fatto di racconti e di capitoli che non sempre hanno una conclusione soddisfacente o avere un fine ultimo, ma l'interpretazione in sincrono delle sorelle Roonie e Kate Mara lo rende speciale, dimostrando due diversi tipi di bravura, due diversi modi di crederci in una storia e in personaggi che si ispirano alla realtà. Giocandoci.


Herzog non rinuncia al suo sguardo documentarista, facendoci da Cicerone nelle bellezze naturalistiche dell'Irlanda, sponsorizzando un prossimo viaggio alle Orcadi e concludendo il tutto in grotte magnifiche e magiche.
È difficile capirlo e spiegarlo un film che gira intorno, e che scava in profondità senza davvero approdare ad un punto, lasciandoci dentro perché non si è mai stati fuori, lasciando in sospeso il destino di chi non si è mai separato, nemmeno in amore.
Ma nella sua leggerezza, nella sua unicità, lo si applaude.

Nessun commento:

Posta un commento