2 giugno 2015

Bloodline

Quando i film si fanno ad episodi.

Possono essere gialli e indagini, possono essere giri di droga, di armi, pubblicità da inventare, scandali e politica, ma il vero fulcro di ogni serie TV, quello che finisce davvero per appassionare, è la famiglia.
Ovvio quindi che anche Netflix dopo averci fatto scoprire il carcere, la Casa Bianca e perfino i supereroi, si concentrasse su un nucleo famigliare per il suo prossimo racconto, con tanto di misteri e un passato tormentante annessi.
La famiglia Rayburn vive nel Paradiso, vive nel sole, nell'afa e nel mare cristallino delle isole Keys. Qui, madre e padre gestiscono un hotel meta da sempre di viaggi di nozze e vacanze riposanti, e visto il loro impegno, la loro dedizione all'interno dell'isola, vengono premiati con un pontile dedicato al loro nome.
L'occasione porta quindi la famiglia a riunirsi: abbiamo il saggio John, detective di polizia, che risolve ogni magagna, famigliare e non, abbiamo Kevin, testa calda, barcaiolo, in sentore di divorzio, abbiamo Meg, avvocato capace, bella e impegnata ma mai troppo sul serio con il bel Marco, che infatti finisce per tradire. E infine abbiamo lui, abbiamo Danny, la pecora nera, che dalle isole Keys se ne è andato, dilapidando una fortuna, invischiandosi in giri loschi, che con quel padre padrone non ha mai avuto un buon rapporto, che torna di malavoglia, torna per poter urlare in faccia a tutti, tutto il suo odio.
Perchè c'è una tragedia nel passato di questa famiglia all'apparenza perfetta e di successo, c'è una morte che pesa sulla coscienza di ognuno e che li ha cambiati per sempre.



Il mistero verrà svelato poco a poco, in flashback veloci che arricchiscono la curiosità e il mistero, mentre i problemi all'interno e tra i Rayburn si infittiscono, andando di pari passo con un'indagine di omicidio e di traffico di droga e di persone che coinvolge John.
Quello che doveva iniziare come una festa, come una cerimonia che riuniva finalmente la famiglia, finisce in una tragedia annunciata, in cui gli equilibri continuano ad essere precari, in cui è difficile fare una linea netta tra bene e male, tra buoni e cattivi.
Tanto è Danny imprevedibile e scostante, tanto sono i suoi fratelli ipocriti e pieni di difetti.
Ma, come dice John, non sono cattive persone, hanno però fatto una cattiva scelta.


Quello che si compone è così una dramma degno di Shakespeare in cui ognuno cerca di nascondere il suo lato peggiore che, va da sé, emergerà.
Il peccato più grande, invece, è che tutta questa solidità, tutta questa pregnanza, latita qua e là.
La tensione creata negli ultimi episodi, la densità di un racconto che sta per finire in tragedia, non basta a far dimenticare la noia e la pesantezza degli episodi precedenti.
Ci si mette troppo a costruire, insomma, andando a sbandare, andando a ripetersi, quando la risoluzione finale, quando si entra davvero in azione, dura una manciata di episodi quelli sì carichi di attenzione.
La serie per quanto frammentaria è comunque da promuovere, perchè il livello sia di produzione sia di recitazione è davvero alto.
Ne è passato di tempo da quando Kyle Chandler riceveva un giornale da un gatto rosso, ora l'attore fa a gara di bravura con Ben Mendelsohn, e decidere il vincente non è facile.
La sua voice over che ci accompagna in questo racconto, è di quelle che prendono, e quindi, anche se qua e là ci si perde in altri pensieri, la linea di sangue che unisce i Rayburn, questa Bloodline, è di quelle da seguire.


5 commenti:

  1. Io avevo fatto molta fatica a vedere il primo episodio, poi sono stato interrotto a metà per un imprevisto e non l'ho più ripreso. Ma la prima impressione non era stata per niente buona. L'idea però è di riprenderlo in mano prima o poi...

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  2. Immagino sia di alti livelli - la Netflix è magnifica, con Daredevil mi ha fatto andare matto di un genere che altrimenti odierei - ma mi ispira una certa noia, a pelle. Proverò sulla fiducia. :)

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    1. Bisogna resistere fino alla fine per qualche tensione in più, ci vuole pazienza ma ne vale la pena :)

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  3. Per ora ho visto solo due puntate, e mi sono piaciute. In altre recensioni ho letto che il meglio viene alla fine, quindi continuo volentieri :)

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  4. Mi mancano ancora gli ultimi episodi, visto che come dici è un po' frammentaria e il livello di coinvolgimento è abbastanza scostante...
    comunque per me Ben Mendelsohn tiene in piedi la serie quasi da solo, insieme a una bravissima Linda Cardellini.

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