#LaPromessa2026
Quando nella Promessa di un paio di anni fa avevo messo quella regina del deserto di Priscilla, sapevo che avrei dovuto dare spazio anche alla Cadillac gialla di Noxeema Jackson, Vida Boheme e Chi-Chi Rodriguez, le protagoniste di un film dalla produzione quasi in contemporanea e uscito appena un anno dopo sfruttando l'onda lunga del successo australiano.
Ma qui si era a Hollywood, Hollywood che apriva le porte del suo mainstream alla cultura Drag, che sceglieva non una, non due, ma tre protagoniste Drag Queen e le faceva interpretare a tre attori molto machi (Wesley Snipes, Patrick Swayze, John Leguizamo), che mai ti saresti aspettato in trucco e parrucco d'ordinanza.
Era forse una Hollywood meno problematica di oggi, dove solo per la scelta degli attori si sarebbe scatenato un vespaio, e che invece abbraccia una cultura che stava guadagnando finalmente la sua luce della ribalta, coinvolgendo i personaggi più popolari e in vista, mandando quei tre attori a fare esperienza nelle Ballroom, affiancandoli a delle Drag-coach.
Altri tempi, altri successi, che hanno visto un film con un titolo che il marketing di oggi boccerebbe, starsene in cima alle classifiche per settimane.














