18 maggio 2019

Ted Bundy - Il Fascino del Male

Andiamo al Cinema

Si diceva ieri che c'è modo e modo per raccontare la storia di un serial killer.
C'è quello morboso, concentrandosi sulla sua attività, sulle vittime, il modus operandi mostrando macabre scoperte, e c'è un punto di vista diverso con cui raccontare la sua storia, mettendo da parte quei delitti, quei dettagli.
Così prometteva di fare Ted Bundy - Il Fascino del Male, titolo che già di per sé gioca sul macabro visto che l'originale Extremely Wicked, Shockingly Evil and Vile non avrebbe portato la giusta attenzione in Italia.
Prometteva, si diceva, e in parte fa, perché se è vero che i dettagli inquietanti e angoscianti con cui Bundy uccideva le sue vittime sono lasciate fuori per buona parte del film, il punto di vista diverso che dovrebbe raccontarci di quest'uomo estremamente affascinante e seducente in realtà non c'è. Liz Kendall, fidanzata e compagna per quasi 10 anni di Ted, doveva essere quel punto di vista, ma viene presto oscurata dall'ingombrante ego del compagno, che porta l'attenzione sulla sua vita in carcere, le sue fughe, il suo processo-show.
Liz finisce relegata in un angolo, ad affrontare una gogna tutta personale che la porta all'alcolismo e alla depressione.
Ma partiamo dai fatti, così incredibili, così eccessivi, da meritare l'attenzione della stampa prima e del cinema poi.

17 maggio 2019

My Friend Dahmer

È già Ieri -2017-

Il male, si sa, ha sempre il suo fascino.
Ma raccontarlo quel male, quello vero, della vita reale, è un'arma a doppio taglio.
Facile scadere nella morbosità, nell'andare a scavare nel sordido per accontentare quella parte di noi che all'impensabile, al macabro, non è abituata.
Ci casca la TV, ci cascano certi documentari e a volte pure Hollywood.
Ma stare in equilibrio si può, si può raccontare la storia di un Cannibale, di un Mostro, senza per questo mostrare o dire quello che quel Cannibale, quel Mostro, ha fatto.
Ci prova e ci riesce My Friend Dahmer, cambiando punto di vista, mostrando il prima: prima che uccidere diventasse la normalità per Jeffrey Dahmer, prima che tutto crollasse.

16 maggio 2019

Silenzio in Sala - Le Uscite al Cinema del 16 Maggio

In attesa dell'invasione di Aladdin, ci pensa a Cannes a ravvivare un weekend cinematografico non propriamente all'altezza. Tra seguiti e commediole, ringrazio Pedro.

Dolor y Gloria
Direttamente da Cannes, l'ultima fatica di Almodovar arriva già nelle nostre sale.
Con i fidi Antonio Banderas e Penelope Cruz si parla di un regista che non può più fare film.
Ovviamente, si corre a vederlo.
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John Wick 3 - Parabellum
Terzo capitolo della saga vendicativa che no, non mi vede fra i suoi fan.
Lascio spazio a loro e alla venerazione per Keanu Reeves.
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Quando eravamo fratelli
Tre fratelli, genitori spesso assenti e una povertà imperante. Ma uniti cresceranno felici.
Piccolo film americano che potrebbe rivelarsi una sorpresa.
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Bangla
Lui e lei si incontrano a Roma, dopo un concerto di lui. Lui è nato in Italia da una famiglia bengalese ed è mussulmano. Lei lo tenta a rompere il voto di castità prima del matrimonio.
Toni troppo esagerati su cui scommettere.
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Attenti a quelle due
Classica commedia degli equivoci made in USA, va da sé virata al femminile con due truffatrici di professione che si sfidano per conquistare un miliardario.
La rediviva Anne Hathaway da una parte, Rebel Wilson dall'altra che anche se si è fatta amare in Non è romantico? continua ad urtarmi.
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Unfriended: Dark Web
Seguito di un primo capitolo che avevo completamente rimosso.
Per amanti dei brividi leggeri.
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15 maggio 2019

Lizzie

È già Ieri -2018-

America, terra di opportunità, di speranza e di... serial killer.
Spietati serial killer, assassini che per i loro crimini diventano vere e proprie star.
Jack lo Squartatore viveva a Londra, mi dite, sì, ma la vecchia Europa poco può contro il parterre a stelle e strisce che si incontrerà questa settimana.
Si parte da lontano, dal 1892 e da una canzonetta in rima che fa:

Lizzie Borden took an axe
And gave her mother forty whacks.
When she saw what she had done,
She gave her father forty-one.


e che racconta di come una figlia sia arrivata ad uccidere a colpi d'ascia (nella realtà solo 18 e 11) la matrigna prima, il padre poi.
Negli anni, il famoso caso di Lizzie Borden, 32 anni, di una ricca famiglia del Massachusetts, ha portato a speculazioni, illazioni, libri, documentari e film.
Appena 5 anni fa, Christina Ricci l'ha interpretata in un film per la Tv prima e in una miniserie poi, ora è il turno di Chloë Sevigny in un prodotto che promette più serietà, più accuratezza.

14 maggio 2019

Game Of Thrones - Le mini classifiche dell'8x05

Tutti ad esaltarsi con "capolavoro", "miglior episodio di sempre" fino a settimana scorsa, tutti a gridare allo scempio adesso.
E io?
Io dico che assieme a A Knight of the Seven Kingdom (8x02) questa è la miglior puntata della stagione. Dove c'è della coerenza interna (verticale quindi, non orizzontale), ci sono pathos e momenti davvero importanti, e c'è soprattutto una tattica di guerra sensata. 
Lo scempio, semmai, è iniziato prima. Molto prima.
Daenerys ha dovuto impazzire per ricordarsi come si usa un drago in battaglia? Probabile, sta di fatto che funziona.
Ora, lo so che non si è gestita bene la sua pazzia, so pure che il cambiamento di Jaime è stato fin troppo repentino, ma se della prima le avvisaglie a ben guardare già c'erano negli anni passati e se del secondo non ho mai creduto alla redenzione con Brienne, a non tornare è sempre quella velocità supersonica che si è voluto prendere condensando e tagliando.


Detto questo, io i brividi li ho avuti a più riprese. 
Per Varys, che si sarà fatto sgamare come il primo degli imbecilli e non per il Ragno che era, ma la sua dignità, la sua morte, mi han fatto male. 
Per quelle campane poi, che non suonano prima e che suonano poi, senza però avere effetto. 
Avevo il fiato sospeso, guardavo Emilia Clarke farmi rimangiare quel cagna maledetta che le avevo affibbiato settimana scorsa, diventare quello che ormai si sapeva sarebbe diventata.
Ciò non toglie che tra fuoco, calcinacci, polvere e cenere, questa battaglia è stata bellissima, raccontata e realizzata al meglio. Lo stesso destino, anzi migliore, doveva averla quella con i non-morti ma ce li siamo giocati così, purtroppo.
Ora mancano solo 80 minuti a separarci da una fine che lascerà comunque scontenti vista la gestione delle cose, con Arya che ha una nuova regina in lista e Jon Snow che forse forse, qualcosa ora la sa. Che è proprio un cretino? Lo spero.
In attesa del classificone della prossima settimana, via con le mini classifiche di questo episodio:

Black Earth Rising

Mondo Serial

Ci sono serie TV che mettono di fronte alla propria ignoranza, e che mirano ad educarci.
Ad aprire gli occhi soprattutto, ad ampliare i confini e a non rimanere indifferenti, mostrando come il passato si può tristemente ripetere, come raccontando certe pagine di storia, magari riuscire ad evitarlo.
Metto le mani avanti però: poco sapevo e so del Ruanda, come giustamente viene fatto notare anche nella serie, sono tra quelli che non saprebbe piazzarlo in una cartina geografica dell'Africa.
So solo che per 100 giorni nel 1994 (appena, 25 anni fa, VENTICINQUE) quel fazzoletto di terra nera si è macchiato di sangue.
Genocidio, è la parola esatta.
Un milione di morti circa, falciati nel peggiore dei modi tra machete, stupri, torture, con alla base del tutto la diversa discendenza etnica.
Tutsi contro Hutu.
A muovere le fila, come ci viene spiegato, Paesi europei che prestavano aiuti, sfruttavano e incitavano chi l'uno chi l'altro, con la Francia, la Gran Bretagna e l'America in prima fila.
Ora, qui non si parla di politica che non ne sarei in grado, si parla di un prodotto televisivo che questa storia, con il suo punto di vista, racconta.
E lo fa un gran bene.

13 maggio 2019

Il Lunedì Leggo - Central Park di Guillaume Musso

Sulla scia della nostalgia per New York, al mercatino dell'usato sono incappata in un titolo che non poteva non invitarmi a sfogliarlo, un prezzo -1 euro- che gridava provaci.
Sulla scia della voglia di leggerezza dopo quel romanzone letto in un mese e di cui fra un mese parlerò (con calma, si capirà) ho voluto dare ascolto a quei 2 milioni di persone che questa leggerezza l'avevano letta, regalata, prestata, consigliata.
Ma come spesso accade, mi trovo meglio nella minoranza.
In quel gruppo di lettori che certe storie anche se leggere, anche se fatte per essere lette, divorate, e dimenticate, non le sostiene.
Non le capisce nemmeno, per come sono scritte, per quello che raccontano pretendendo una sospensione della realtà fin troppo eccessiva.

11 maggio 2019

Men, Women & Children

È già Ieri -2014-

Benvenuti a questa lezione introduttiva su come stare sui social e nell'internet.

Partiamo da i genitori che si possono dividere in tre macrocategorie:

1. Gli Ansiosi
Internet è il male. Si nascondono pericolosi individui che potrebbero rubare di tutto ai vostri figli: la privacy, la verginità, la pace. La regola è monitorarli. Sempre. Tenerli al sicuro. Diventare voi stessi quegli esseri pericolosi che tolgono loro la privacy, ma a fin di bene. Setacciate le cronologie, applicate il controllo GPS a distanza, chiedete l'amicizia su tutti i social. Solo così potrete dormire sogni tranquilli!
Forse.
Perché niente impedisce a vostra figlia di usare un telefono diverso, una rete diversa, un social diverso. E soprattutto, niente le impedisce di crescere, e conoscere l'amore nella vita vera.


2. I permissivi
Lasciate fare, lasciate correre.
Se li avete educati a dovere, sapranno cavarsela. Un'occhiata alla cronologia, giusto per capire se tutto va bene. E, dato che ci siete, approfittarne: guardate che siti sporcaccioni frequenta vostro figlio! Potrebbero essere la via d'uscita per il matrimonio spento e senza passione in cui vi trovate. Potreste trovare l'escort che fa per voi, o il sito per amanti che fa per voi... chi potrebbe dirlo.


3. Gli Istigatori
Incoraggiateli.
Internet è il futuro, è lì che si diventa una star, che si fanno gli incontri giusti, si creano contatti che possono cambiare la vita.
Quella che voi per una gravidanza non prevista non avete avuto. E allora, che ce l'abbia la vostra bellissima figlia la possibilità di sfondare in TV, al cinema, passando prima per internet!
Non è venuta benissimo in questa foto in bikini? Pubblicatela, diffondetela, vendetela! Non c'è niente di male. Su!


Per quanto riguarda i figli la questione è più complessa e non è facile etichettarli. Ci sono vari modi per stare sui social.

- Quello snob.
Internet è il male. O meglio, c'è di meglio. C'è un buon libro, c'è un amico che si avvicina e potrebbe diventare di più. Chi lo sa.

- Il lato positivo
È la valvola di sfogo, in cui trovare amici con cui non pensare, dimenticare quella madre che se n'è andata a costruirsi un altro futuro, sparando a tutto e a tutti.

- Il lato negativo
È la valvola di sfogo, in cui trovare qualcosa su cui sfogarsi. Peccato che il porno sia sempre più soft, che per trovare quello davvero eccitante, la ricerca è sempre più ardua.

- L'ottimista
È un trampolino, per sfondare, per condividere tutto. Per diventare più bella, più accettata, più amata.


Per avere esempi visivi, il consiglio è quello di recuperare Men, Women & Children.
Il calderone che ne esce è di quelli piuttosto deprimenti.
Se non c'è un modo giusto o sbagliato per star sui social -in realtà c'è, ma è sempre più difficile spiegarlo quando anche i politici abbassano l'asticella del buon gusto VinciSalvini, perdio!- c'è un modo per raccontare questi vari modi.
Per riflettere anche, cercando di capire e di scavare un po' più a fondo, oltre ai soliti cliché.
Il film di Jason Reitman ci riesce fin là: sono troppe le storie che vuole raccontare, troppi gli spunti e le deviazioni che prende, che toccano problemi alimentari, sessuali, di elaborazione, oltre che di dinamiche relazionali. Con una deriva finale drammatica che proprio a causa delle tante storie e parentesi aperte, si chiude a fatica.


Reitman pur sguazzando nel suo campo, cerca il ritmo e il passo giusto, ma finisce per perdersi nelle troppe voci a cui prestare attenzione in quella periferia americana, in quel liceo di provincia, che lo aveva visto emergere con Juno.
Il cast è di quelli variegatissimi a partire da un Adam Sandler più convincente del solito, Jennifer Garner, Dean Norris, J.K. Simmons, Ansel Elgort e in un ruolo marginalissimo pure Timothée Chalamet. Mentre è la voce di Emma Thompson che ci racconta gesta, segreti, pruriginii delle famiglie che segue.
Difficile pronosticare se Men, Women & Children è e rimarrà un almanacco dello stare su internet attuale ed efficace, come è difficile definire chi sta nel giusto e chi sbaglia nel suo modo di comportarsi. Genitori o figli che sia.
In fondo, basta ricordare che le stelle lassù ci guardano, e aspettano un nostro semplice sguardo senza filtri, senza schermi ma pieno di speranza, per esausire un desiderio.

Voto: ☕☕½/5