Sono tra gli orfani di Pushing Daisies.
Quella colorata, buffa, assurda serie TV che andava in onda su Italia1 quando ancora le serie TV le si chiamavano telefilm, con un fabbricatorte capace di resuscitare i morti che collabora con un detective privato che risolve così facilmente i suoi casi e una non-più-morta di cui innamorarsi ma non poter più toccare, pena l'impossibilità a resuscitarla.
Una serie buffa, colorata, con un umorismo magari un filo macabro, ma sempre a segno.
Vuoi il budget, vuoi l'essere avanti con i tempi, è stata cancellata alla sua seconda stagione, proseguendo parzialmente in libri pop-up a rendermela ancora più perfetta e con i rumors continui di riportarla in vita a darmi speranza e spaventarmi allo stesso tempo.
E Bryan Fuller, il creatore, che fine aveva fatto?
Si era dato ad altre serie TV che non hanno avuto troppa fortuna per quanto intense, da Hannibal a American Gods, facendo sempre un po' fatica a far approvare i suoi progetti coraggiosi che sanno spaziare tra l'azione, l'horror, la leggerezza e il pop.
Probabilmente stanco di aspettare o forse solo desideroso di mettersi alla prova, eccolo ora, a sorpresa e direttamente in streaming, esordire come regista in Dust Bunny.
Ed è un peccato trovarlo a noleggio, non solo perché il film con il suo formato claustrofobico in 3.00:1 perde di potenza nello schermo della TV e non solo perché ci sono così tanti particolari e dettagli da desiderare uno schermo migliore per rendergli onore.













.jpg)








