14 marzo 2026

Arco

Andiamo al Cinema

Missione compiuta: la mia Oscar Race è terminata, giusto in tempo, a poche ore dalla consegna dei premi.
La missione di Arco, invece, non è andata altrettanto bene: bambino a cui non è permesso viaggiare nel tempo con i genitori e la sorella, non ci sta ad aspettare l'arrivo dei 12 anni e ruba tuta arcobaleno e diamante lucente finendo nel 2075. Lì dove Iris si sente sola, lì dove tre fratelli complottisti lo aspettavano da tempo.
Il 2075 è un anno non troppo diverso dall'oggi, solo molto più tecnologico, con robot umanoidi a cui si affida ogni incombenza, che siano di ordine pubblico, di emergenza o di insegnamento, tanto da renderli babysitter affidabili mentre i genitori passano settimane a lavoro lontano da casa. È per questo che Iris si sente sola, con un fratellino più piccolo, con Nikki a vegliare su di loro e ad andare in tilt con l'arrivo di Arco: chi è questo ragazzino non presente nei suoi database, com'è che non è ancora nato?
Mentre è in riparazione, Iris cerca risposte, cerca avventure, cerca di stare con Arco il più possibile e di aiutarlo a tornare a casa, nel futuro, anche senza quel diamante perso durante un atterraggio non propriamente perfetto. L'ho detto che la sua missione che assomiglia più a una fuga piena di sensi di colpa e impreparazione non è andata così bene…

13 marzo 2026

Se solo potessi ti prenderei a calci

Andiamo al Cinema

Se solo potessi ti prenderei a calci, dico a te Hollywood, che lasci in disparte le voci femminili per troppo tempo e poi quando finalmente riescono a farsi spazio, quando sgomitano, eccole a brillare le loro voci, la loro penna, anche quando sembrano raccontare gli stessi problemi.
Se solo potessi ti prenderei a calci, dico a te maternità, che non sei uguale per tutti, che non sei l'idillio, il sogno, la realizzazione, ma in tutte le tue sfaccettature, che siano comiche, tragicomiche, ironiche o drammatiche, diventi lo spunto per queste donne con la loro voce e la loro penna, di parlarne per sentirsi meno sole, per comprendere uno spettro più ampio di emozioni.

12 marzo 2026

Le Uscite del 12 Marzo 2026

Nel weekend della consegna degli Oscar arrivano l'ultimo candidato in lista, una snobbata di classe e un horror su cui puntare:

Il Testamento di Ann Lee
Ha trovato una distribuzione il musical su una predicatrice quacchera che mi aveva incantato a Venezia.
Se non vi fidate di me, fidatevi della bravura di Amanda Seyfried.

Arco
Film di animazione candidato agli Oscar e ultimo film che mi manca di questa Oscar Race.
Mi innamorerò anch'io, come Natalie Portman, della storia di questo giovane viaggiatore nel tempo?

Keeper
Un nuovo incubo targato Oz Perkins con la rediviva Tatiana Maslany.
Sarà l'ennesima baita sinistra, l'ennesimo gioco di coppie di cui non fidarsi, a convincermi sul suo conto?

L'Isola dei Ricordi
È sempre difficile inquadrarlo, Fatih Akin come regista.
Qui passa al film storico, ambientato in un'isola tedesca alla fine della II Guerra Mondiale che vede cambiare le abitudini di un ragazzino chiamato ad aiutare la madre a sostenere la famiglia.
Nonostante la musa Diane Kruger, non incuriosisce troppo, purtroppo.

Reminders of Him
Che succede a Maika Monroe? Perché abbandona l'horror per darsi a un film sentimentale e struggente su una donna uscita dal carcere, tacciata dalla famiglia e dai compaesani, che cerca di ricucire i rapporti con una figlia mai conosciuta?
Torna ad urlare, ti prego!

Il Bene Comune
Il nuovo film di Rocco Pappaleo e a me basterebbe dire questo.
Aggiungo solo che interpreta una guida che accetta l’insolito incarico di accompagnare quattro detenute in una gita-premio e che forse un po' di impegno c'è.

11 marzo 2026

La Sposa!

Andiamo al Cinema

Dal Frankenstein di Guillermo del Toro alla Sposa di Frankenstein di Maggie Gyllenhaal.
Non la vogliono proprio lasciare stare Mary Shelley in quel di Hollywood, ma la scrittrice che per una scommessa è diventata immortale, non dovrebbe starsene a rigirare nella tomba come la immagina Gyllenhaal, fiera invece dei mostri che ha generato.
Qui siamo distanti dai sogni gotici e fedeli al romanzo che del Toro ha portato a Venezia e su Netflix, siamo prima di tutto tra Chicago e New York nei ruggenti anni '30, siamo al cospetto di una creatura che si sente sola e non amata e che chiede a una dottoressa più umana, più comprensiva, più femminile se proprio vogliamo sottolinearlo, di procurargli una moglie.
Una moglie che ha il corpo di Ida, uccisa dalla mafia perché ha parlato troppo, ma ha la mente impossessata niente meno che da Mary Shelley, che sbraita, che urla, che lascia uscire parole, giochi di parole, allitterazioni e sinonimi come un fiume in piena. Risvegliata dalla sua morte, questa sposa senza memoria di essere una moglie non ci sta, non ci sta di non ricordare nulla, di rimanere chiusa nella casa di quella dottoressa, di essere promessa ad un uomo pieno di cicatrici e segni che la pensa sua, e si lascia andare a balli scatenati, a bevute irrefrenabili, mettendosi in pericolo, di nuovo, rischiando tutto, di nuovo, ma venendo salvata da quello che diventa il suo compagno di fuga e il suo guardiano, chiamato a vigilare, sì, ma anche ad ammirarla.

10 marzo 2026

Il Suono di una Caduta

Andiamo al Cinema

Una fattoria nella campagna dell'Altmark, in Germania.
Quattro donne di quattro generazioni diverse che l'hanno abitata, vissuta, lasciata.
Quattro donne, bambine, adolescenti, giovani adulte, che tra quelle mura hanno sperimentato le pulsioni verso la morte e verso il sesso, testimoni di segreti, di una Storia che le sfiora.

7 marzo 2026

Documentari da Oscar

È la categoria agli Oscar da cui mi aspetto sempre tanto.
Sarà che in una vita parallela o in un futuro impossibile mi immagino archivista al sostegno di documentaristi che mettono ordine al tanto girato, sarà che le storie di finzione sono belle ma la realtà sa essere più pungente.
Quest'anno l'Academy ha puntato ovviamente sulla politica, interna e estera, ci sono i Paesi caldi visti da chi li combatte dal basso e ci sono celebrazioni che non mi hanno convinto:

Mr. Nobody Against Putin

Pavel "Pasha" Talankin è un signor nessuno.
Insegnante in un istituto superiore della poco ridente e della molto inquinata Karabash, è anche il tecnico predisposto a filmare i grandi eventi della scuola e l'insegnante giovane nel cui ufficio molti studenti trovano rifugio e un posto in cui sperimentare le loro doti artistiche.
Con l'invasione da parte della Russia dell'Ucraina tutto, però, cambia. A partire dai compiti di Pasha che si ritrova a filmare le nuove lezioni imposte dal governo centrale che vuole le prove di questi insegnamenti e poi le testimonianze delle feste raccomandate, delle nuove tradizioni installate.
Insomma, un vero e proprio lavaggio del cervello che parte fin dalle elementari.

6 marzo 2026

Cortometraggi da Oscar - Documentari

Visti i cortometraggi di finzione e animazione si passa ai documentari, che puntano lo sguardo su giornalisti e dissidenti e... degli asini:

All the Empty Rooms
su Netflix


Steve Hartman è conosciuto come il giornalista delle buone notizie. Per anni ha girato il Paese raccontando persone e ricercando storie per alleggerire i notiziari e dare speranza agli spettatori. Questa volta no, questa volta si è preso il suo tempo e dopo aver raccontato le storie di eroi e di sopravvissuti per alleggerire i toni sulle sparatorie nelle scuole, dopo aver visto i giornalisti assuefare il loro pubblico con schemi che si ripetono sempre uguali facendo del carnefice e non delle vittime il centro del racconto, ha deciso di unire le forze con il fotografo Lou Bopp andando a visitare le camere rimaste vuote di chi in queste sparatorie ha perso la vita, farsi raccontare la loro storia e restituire ai genitori un pezzo di quel figlio che non è più tornato a casa.
Un progetto che è confluito in un documentario che racconta le ultime quattro -si spera- camerette da visitare e che cerca di riaccendere riflettori diversi su un incremento che non deve diventare la normalità.
Con un filo di retorica e un filo di preparazione di troppo, sa i tasti che deve colpire e probabilmente funziona più in America dove il volto rassicurante di Hartman è noto.

5 marzo 2026

Le Uscite del 5 Marzo 2026

Tanto mi ero lamentata le scorse settimane di uscite fiacche, quanto mi travolgono i programmatori oggi in cui escono titoli e titoloni da Oscar, con grandi regie, grandi star e grande animazione.
Pianto la tenda al cinema:

La Sposa!
Dopo il Frankenstein di del Toro, la sua sposa raccontata da Maggie Gyllenhaal.
Se già la regia incuriosisce, la probabile vincitrice agli Oscar Jessie Buckley, con Christian Bale, Penelope Cruz e Jake Gyllenhaal rende ancora più succulento questo nuovo romanzo gotico e esagerato.


Nouvelle Vague
Non se ne sta certo con le mani in mano Richard Linklater, e con Ethan Hawke in corsa per gli Oscar con Blue Moon, si lascia andare al suo amore per il cinema francese in questo film storico e romantico e cinefilo che racconta la produzione di Fino all'ultimo respiro, con Zoey Deutch, Alix Bénézech e Guillaume Marbeck.

Se Solo Potessi ti Prenderei a Calci
Il film che ha portato a Rose Byrne una nomination a sorpresa in cui è una madre coraggio alle prese con più di una sfortuna famigliare, abitativa e lavorativa ma raccontata con un piglio più ironico che drammatico.
Non vedo l'ora di conoscerla.

Jumpers
Il nuovo film Pixar, originale, animalesco e buffo e tecnologico.
La "traduzione"  dall'originale Hoppers non la capisco, ma non mi serve sapere altro per correre in sala!

Good Boy
No, non è quello horror a quattrozampe, ma sembra fare ugualmente paura visto che al centro c'è un teppistello inglese che finisce incatenato nello scantinato di una famiglia perbene con l'obiettivo di rieducarlo.
Con Stephen Graham e Andrea Riseborough, incuriosisce.

La Mattina Scrivo
Quanto si è disposti a sacrificare in nome dell'arte?
Paul sacrifica tutto, la sua famiglia, il suo orgoglio, i suoi spazi accettando lavori sottopagati, appartamenti sempre più miseri, pur di avere le ore libere per scrivere.
Nonostante il messaggio di fondo coraggioso, c'è un filo di retorica e ipocrisia in questo film francese passato per Venezia.
Ne ho parlato QUI

Paul & Paulette Take a Bath
Arriva in pochissimi cinema un quasi colpo di fulmine a Venezia.
Lui e lei che si conoscono a Parigi, la passione per i luoghi dove grandi tragedie sono avvenute e un viaggio a ripercorrerle e a far sbocciare, forse, l'amore.
Più nelle mie corde di così! Ne ho parlato QUI

Brides - Giovani Spose
Due giovani siriane che vivono emarginate e bullizzate nell'Inghilterra del 2014 decidono di tornare in patria arruolandosi nell'ISIS.
Tratto da una storia vera, un film che cerca di indagare un fenomeno difficile da capire.

Un Bel Giorno
La premiata ditta Fabio de Luigi-Virginia Raffaelle torna per la più classica delle commedie italiane piene di gag, equivoci e famiglie molto allargate chiamate a convivere.

La Lezione
La risposta italiana a Guadagnino, con un'avvocatessa a difendere un professore universitario accusato di molestie che a sua volta denuncia per diffamazione l'Università mentre il passato di quella avvocatessa torna sottoforma di stalking.
Con Matilda De Angelis e Stefano Accorsi sarà un pasticcio patinato o un dramma teso? Non so se voglio scoprirlo.

Cutting Through Rocks
Arriva a sorpresa al cinema un documentario candidato all'Oscar che racconta della piccola rivoluzione di Sarah Shahverdi, prima donna eletta nel consiglio comunale del suo villaggio in Iran, che la sua libertà l'ha conquistata a fatica e cerca di essere da esempio per le altre donne.

EPiC: Elvis Presley in Concert
Nelle sue ricerche per fare un biopic riuscito a metà, Baz Luhrmann ha scovato video di repertorio sulla prima residence di Elvis a Las Vegas.
Un documentario per appassionati.

4 marzo 2026

Cortometraggi da Oscar - Animazione

Dai cortometraggi di finzione, passiamo a quelli di animazione, ovvero i miei preferiti da cercare e vedere:

Retirement Plan
su Disney+


La bellezza di un corto fatto di una voce narrante che anticipa, corregge e descrive i sogni di pensionamento di un uomo.
L'umorismo, ma anche la commozione, è data da queste piccole correzioni con l'animazione semplice e lineare a farne un piccolo racconto con dentro gioie, dolori e rimpianti di quando ormai l'età è avanzata.
Senza esagerare, senza chissà quale manifesto, vince la semplicità.