21 novembre 2019

Silenzio in Sala - Le Uscite al Cinema del 21 Novembre

Alla faccia del Natale che già preme e dei cinepanettoni che spuntano come funghi, sono due autori da tenere d'occhio e da correre a vedere: Polanski e Affleck, siete avvertiti.

L'Ufficiale e la Spia
Sì, è un film storico, un film che ricostruisce un caso diplomatico e di peso come l'Affare Dreyfus.
Ma non scappate, perché il signor Polanski ha ancora qualcosa da dire, lo sa dire un gran bene e riesce ad incollare allo schermo.
Ne ho parlato e ne potete trovare conferma QUI
Light of my life
Un futuro imprecisato in cui un padre e una figlia vagano per boschi rischiando la vita.
Meglio non sapere di più, meglio lasciarsi cullare dai racconti e dal racconto di Casey Affleck, che con un film che scrive e dirige sembra voler fare ammenda verso il genere femminile.
Se ne parlerà presto.
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Tutti i ricordi di Claire
Una donna decide di vendere e regalare tutti i suoi oggetti decisa a fare di quel giorno l'ultimo della sua vita.
Sarà un viaggio nella memoria e nel dolore, con l'inevitabile scontro con quella figlia verso cui serba rancore.
Catherine Deneuve, Chiara Mastroianni e quel francesismo dei sentimenti fanno da garanzia.
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Cetto C'è Senzadubbiamente
Il ritorno al cinema di Cetto la Qualunque, il politico che purtroppo è diventato quasi più competente del nostro governo.
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Aspromonte - La terra degli ultimi
Un paesino di montagna rimasto fermo nel tempo, senza scuola e senza elettricità, un sindaco che privilegia la parte pianeggiante e una maestra che potrebbe cambiare le cose.
Sembra un romanzo neorealista, è un film dal sapore un filo troppo pesante per il momento.
Con Valeria Bruni Tedeschi e Marcello Fonte.
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Countdown
Anche gli horror devono stare al passo con i tempi, e un'app che ti dice quanti giorni (o ore?) mancano alla tua morte fa tanto Final Destination 2.0
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Ploi
Animazione dall'Islanda per i soliti genitori disperati che devono ingannare l'attesa a Frozen 2.
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20 novembre 2019

L'Uomo del Labirinto

Andiamo al Cinema

Come si inizia a scrivere di un film che non è proprio piaciuto?
Di cui non si salva niente, dico niente di niente?
Il maestro Ego direbbe che si inizierebbe facendosi una bella risata sarcastica ai danni -in questo caso- di Donato Carrisi, perché si sa che le stroncature sono le più facili da scrivere.
Ma questa volta provo a mettermi nei panni di un investigatore, andando a cercare di capire cosa mai è andato storto nel trasportare da carta a schermo L'uomo del labirinto.

Indizio 1
Un mondo che mondo non è.
Anche nelle interviste, Carrisi c'ha tenuto più volte a sottolineare che la storia investigativa in questione non è ambientata in un luogo preciso, né in un tempo. Potrebbe essere l'America, potrebbe essere il futuro.
Chi lo sa.
Sta di fatto che nel suo cercare di mandare fuori pista, ne viene meno la scenografia e la fanno da padrone effetti speciali posticci, con una città che mescola campagne e paludi di bifolchi a palazzoni e appartamenti futuristici, in un pastrocchio che disorienta in modo poco efficace, distogliendo l'attenzione a quanto succede.


Indizio 2
Quello che succede: che in parole povere è sempre la stessa storia.
Un investigatore stropicciato e tormentato -per di più in fin di vita- che cerca di risolvere quel caso rimasto irrisolto per troppi anni. Ora quella ragazzina scomparsa è stata ritrovata, sono passati 15 anni e il suo rapitore è ancora a piede libero. Si cerca quindi di estrapolarle ricordi e verità.
Che qualcosa non quadri, lo si capisce o lo si ipotizza anche presto.
Non aiutano poi le classiche frasi ad effetto, i ragionamenti stralunati che possono funzionare benissimo su carta, ma appaiono alquanto ridicoli declamati ad alta voce -o dalla solita voce narrante.
Ma sono le indagini e i metodi di quell'investigatore che fanno cilecca.

Indizio 3
Le indagini, ovvero gli indizi e le prove che fanno di per sé un giallo.
E se una storia -quella finale- ha un colpo di scena notevole che salva un minimo il baraccone di Carrisi, le indagini principali di Bruno Genko fanno piuttosto acqua da tutte la parti, con piste seguite per puro caso, computer e conigli che fanno più di Genko stesso.
E vorrei dire: conigli. Davvero conigli?


Indizio 4
Bruno Genko ovvero il cliché vivente degli investigatori.
Ma non è l'unica cosa che non va, perché non vanno la maggior parte dei personaggi di questo film e pure i loro interpreti.
Sono tutti troppo caricaturali e caricati, esagerati nella recitazione.
Se Hoffman lo si giustifica per un montaggio finale che non lo premia e Valentina Bellè è nettamente penalizzata da un doppiaggio che non si può sentire e che rasenta l'insopportabile, Servillo è sempre Servillo.
In questo caso, per me, è un difetto: gigioneggiante, esagerato pure lui, con gesti e tic che danno sui nervi. Sembra di vedere un miscuglio dei suoi personaggi,a partire da Peppino Lo Cicero di 5 è il numero perfetto, con cui divide la stessa anima noir.

Indizio 5
La colonna sonora. Ingombrante e fastidiosa, a rallentare il ritmo di un dialogo, a farsi opprimente nelle scene cardine.

Cosa resta, allora, da salvare?
Se trama, scrittura, personaggi, recitazione e colonna sonora sono tutti indizi di colpevolezza, come si fa a dichiarare innocente Donato Carrisi, soprattutto a fronte di un finale sì al cardiopalma ma che va a premiare i suoi lettori che una certa protagonista la conoscono, lasciando così indietro i non fan*?
Difficile, anzi, impossibile.
Signor Carrisi, signor Uomo del Labirinto, vi dichiaro in arresto per brutto cinema.


*(parola anche di Mr. Ink, che di questo mi ha illuminato e che lui -da lettore- il film lo salva)
Voto: ☕/5

19 novembre 2019

Dramedy su Netflix: The end of the F***ing World S02 - Atypical S03 - Il Metodo Kominsky S02

Non solo risate.
Non solo lacrime.
Sono i dramedy, serie che mescolano dramma e commedia, che sono una gioia da seguire e aspettare.
Soprattutto se si tratta di tre titoli cult di Netflix.

The end of the F***ing World - Stagione 02


Che succede: Succede che come sempre i fan l'hanno vinta sulla creatività. Che a gran voce si chiedeva il ritorno di James e Alyssa anche lì dove il finale -seppur aperto- era bellissimo. Tornano, sono passati due anni dalla loro fuga, e sono ancora in fuga. Da un matrimonio che forse non s'aveva da fare, da un lutto a sorpresa. Questa volta però a dargli la caccia non è la polizia, bensì un'amante abbandonata e tradita, che si vuole vendicare.
Com'è: È che come sempre inserire nuovi personaggi non porta bene. La storia di Bonnie appare fin troppo stiracchiata e onestamente ci importa poco dei suoi piani di sangue. Ci interessano loro, James e Alyssa, e il loro cercare di stare al mondo nonostante la depressione, l'asocialità che li contraddistingue.
I momenti migliori: Quelli in cui James cerca di non sorridere alle preoccupazioni, al possibile amore di Alyssa.

18 novembre 2019

Il Lunedì Leggo - Allontanarsi di Elizabeth Jane Howard

La guerra è finita, ma le sue conseguenze si fanno ancora sentire.
Razionamenti, mancanza di lavoro, vite da rimettere in sesto.
Strappi da ricucire quindi, e case che case lo sono state per una famiglia allargata per anni, da abbandonare.
Home Place si svuota, Londra ormai chiama.
E ci si divide, in ogni modo possibile.
Tornano i Cazalet, con un quarto capitolo che vede quelle ragazze ormai adulte, pronte a cercare lavoro, un appartamento, un marito. E quei fratelli che si ritrovano e si perdono, e che sono alle prese con mancanze e nuovi amori.
Come fare?
Come può Edward continuare a dividere la sua vita in due: da una parte la fredda Villy, dall'altra la focosa Diana, che chiede e pretende di più?
E come può Hugh andare avanti senza Sybil cercando di non soffocare la sua Polly?
E Rachel che continua a badare ai genitori sempre più anziani, ora che si ritrova più vicina ma anche più lontana a Sid?
Come può Rupert giustificare il silenzio e il suo ritorno, e Zoe accoglierlo nonostante l'amore provato senza di lui?

16 novembre 2019

Benvenuti a Zombieland

È già Ieri -2009-

Regola n° 1
Se vuoi fare un film sugli zombie, cerca di essere originale.
Mettici gli zombie, certo, mettici i jumpscares, ma mettici anche qualcosa di diverso, la storia di base, la location, i protagonisti.

Regola n° 2
Se vuoi fare un film sugli zombie che faccia ridere, bada bene a te.
Che c'è un caposaldo come Shaun of the Dead con cui fare i conti.
E provaci tu a fare meglio di Edgar Wright!
Devi avere dei protagonisti tosti davvero, devi avere delle idee geniali, devi saper dosare il tuo umorismo.

Come, sei Ruben Fleischer e decidi di farlo questo film sugli zombie che faccia pure ridere, e decidi di farlo nel 2009, a 5 anni da Shaun?
Ok, a tuo rischio e pericolo.
Come, chiami a far parte del cast Woody Harrelson che fondamentalmente fa quello che da un Woody Harrelson in un'apocalisse zombie ci si aspetta? E chiami come loser di turno Jesse Eisenberg, come bella di turno Emma Stone, e come ragazzina cazzuta Abigail Breslin?
Direi che sei sulla buona strada.

15 novembre 2019

L'età giovane

Andiamo al Cinema

Ci sono registi che non smettono di posare il loro sguardo sul mondo.
Che vogliono raccontarlo, e anche se il loro sguardo è vicino ai 70 anni, guardano ai quei giovani di oggi, confusi e soli.
Quelli di cui le TV e i giornali parlano, e cercano di capirli.
E così, di raccontarli.
Parlano di Ahmed, un giovane ragazzo islamico che nella sua religione finisce per trovare l'appoggio che gli manca. Gli manca un padre, gli manca una figura di riferimento, e forse anche del coraggio.
Così ammira quel cugino che si è reso martire, così ascolta le parole di un imam radicale, cercando attraverso la disciplina della religione il suo posto nel mondo.

14 novembre 2019

Silenzio in Sala - Le Uscite al Cinema del 14 Novembre

Pochi ma buoni. O meglio, pochi film in uscita, ma capaci a loro modo di incuriosire: fra pagine di storia, piccole storie e sequel interessanti.
Sì, c'è di che correre al cinema anche questa settimana!

Le Mans '66 - La Grande Sfida
Cinema e motori sono sempre un connubio interessante.
Qui si va a scoprire una pagina di storia che con il titolo originale è più immediata: Ford vs Ferrari, ovvero le due case automobilistiche in lotta per costruire l'auto migliore e più resistente.
Matt Damon e Christian Bale a fare da garanzia, anche se l'entusiasmo non sembra esagerato.
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Zombieland - Doppio Colpo
Un sequel a 10 anni dall'originale?
Perché no!
Recuperato solo  ora (e se ne parlerà a breve) il film di Ruben Fleischer del 2009 era un classico instant-cult, con scene culto, guest star d'eccezione e una sceneggiatura scritta a puntino.
Sapere cosa ne è stato di Tallahassee, Columbus e Wichita in un mondo pieno di zombie stuzzica a sufficienza.
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The Bra
Una piccola storia che può però riservare sorprese.
Un reggiseno trovato su di un treno dall'autista, e le "indagini" per capire di chi sia, come mai è finito lì.
Dall'Azerbaidzhan, senza dialoghi, con curiosità.
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Sono Solo Fantasmi
Cristian De Sica acchiappafantasmi e pure regista?
Direi che basta per tenersene alla larga.
Avete ancora dubbi?
Eccovi il Trailer
Ailo - Un'avventura tra i ghiacci
Dopo i pinguini, le renne.
Un documentario di quelli emozionanti, raccontato però da Fabio Volo.
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13 novembre 2019

Grazie a Dio

Andiamo al Cinema

Potrei iniziare concentrandomi su François Ozon, un regista quanto mai prolifico, quanto mai eclettico.
Capace di passare dal melodramma in costume (Frantz) alle crisi di genere (Una nuova amica), dai thriller a tinte erotiche (Doppio Amore) ai sofisticati intrecci letterari (Nella Casa), dalla commedia politica (Potiche) al ritratto di una generazione che non si orienta (Giovane e Bella).
Arriva ora al film di denuncia, un film diverso dagli altri (proprio come gli altri sono diversi fra loro) in cui Ozon stesso si annienta.
La sua mano non si sente, si sente solo il suo sguardo capace di incorniciare la bellezza di chiese, interni e dei suoi protagonisti, ma lascia a loro la parola.
Anzi, lascia alle loro parole, la parola.