5 novembre 2026

Le Uscite del 05 Novembre 2026

Uscite decisamente interessanti in questa settimana, con almeno tre titoloni da correre a recuperare e un contorno che comunque male non sembra:

Wild Horse Nine
Martin McDonagh colpisce ancora e costruisce una sceneggiatura perfetta in cui giocano alla perfezione il fido Sam Rockwell e il fuoriclasse John Malkovich.
La CIA svela le sue carte nell'Isola di Pasqua (Rapa Nui in indigeno) e noi non potremmo divertirci di più.
Ne ho parlato con entusiasmo QUI

Possible Love
- su Netflix
Altra visione veneziana, direi più impegnata.
Un ritratto dell'amore, delle famiglie ma soprattutto delle differenze sociali in un'analisi quasi documentaristica che non deve spaventare.
Ne ho parlato QUI

Hope
Un film di pura azione presentato a Cannes, tanto basta per drizzare le antenne.
Dalla Corea, con molta, molta curiosità.


The Nameless Ballad
Il nuovo horror di Federico Zampaglione, diventato ormai un genere nel genere.
Questa volta si mescola il suo vissuto musicale con un compositore di successo in crisi creativa che in una villa isolata viene tormentato da strane presenze.


Se Domani Non Torno
Il cinema impegnato italiano, quello che racconta la storia di un femminicidio che ha finalmente scosso dal torpore politica e società.
Con la paura di una sovraesposizione e di una fretta cattiva consigliera.


La Guerra dei Prezzi
Il cinema sociale francese, quello capace di raccontare anche le battaglie dei piccoli produttori contro le grandi catene alimentari, per sopravvivere.

Il Gatto col Cappello
Adattamento di un classico del Dr. Seuss, un film di animazione per tutta la famiglia in attesa dei classici di Natale.

4 novembre 2026

Fatherland

Andiamo al Cinema

Padre e figlia tornato in quella Germania che avevano lasciato prima dello scoppio della II Guerra Mondiale per fuggire negli Stati Uniti. 
Percorrono macerie, percorrono le sue divisioni e le sue ipocrisie, con i segni e la presenza del nazismo e di Hitler ancora lì, seppur camuffate.
Padre e figlia non sono due cittadini qualunque.
Lui è Thomas Mann, lo scrittore e saggista, richiamato in patria per ricevere il premio Goethe e che su Goethe e la sua figura controversa si ritrova a riflettere. 
Lei è sua figlia Erika, che un ruolo definito oltre quello della figlia deve ancora trovarlo, sfidata su questo fronte dal fratello ribelle, quello che dal padre si è staccato con forza, vivendo liberamente la sua omosessualità e la sua dipendenza dalle droghe.


Da Francoforte a Weimar, padre e figlia affrontano il loro passato fatto di fughe e di silenzi, e il loro presente fatto di tante parole e riflessioni che sembrano lasciare fuori i sentimenti, quello che conta, alla ricerca di una casa che non si sa più dov'è e a cui forse non si può più trovare. 
Paweł Pawlikowski conclude la sua Trilogia sul Novecento e lo fa ancora una volta con una storia piccola, che si fa universale.
Non più personaggi comuni com'era stata la novizia Ida, né amori impossibili come quello tra Zula e Wiktor, ma un uomo di lettere che cerca di essere all'altezza del suo Nobel e si crede più in alto anche del dolore, e di una figlia che si sente più sorella il cui heimat è ora perduto per sempre.
Le immagini restano quelle di un'esteta di accecante bellezza, con le loro scale di grigi a mostrare macerie e rigidità di palazzi, camere vuote e grandi ricevimenti. Ritroviamo il suo bianco e nero luminoso, la sua composizione formale con la macchina da presa per lo più ferma con i personaggi ad entrare e uscire dalla sua inquadratura, a renderla viva. Si muove solo quando a essere inquadrati sono le tombe e sono i morti, sono le statue a rappresentarli. Perché la morte aleggia su questo viaggio e sulla famiglia Mann, una morte annunciata sul filo del telefono, in un'apertura che è una dichiarazione d'intenti.


Si cerca la logica, ci si aggrappa alla filosofia, alle discussioni letterarie e ai ragionamenti morali in un mondo diviso in blocchi, con la violenza ancora presente, con i cattivi da condannare ma ancora liberi, con la sensazione di un eterno ritorno dove ci sono solo macerie.
La musica è un leitmotiv che accompagna questo viaggio, fatto di folklore e di cori moderni, di jazz e di musica americana fuori posto.
In auto con Thomas e con Erika, si osservano i loro silenzi e la loro dignità anche nel dolore, nello spaesamento di non sapersi trovare, con un Hanns Zischler granitico e una Sandra Hüller che dimostra ancora una volta tutta la sua bravura in un'annata in cui potrebbe essere presente agli Oscar con ben 4 film. Difficile scegliere il migliore, per ora.


Fatherland mi lascia immersa nel bianco e nero in cui sono da tempo in quel di Schabbach, con il concetto di heimat che ritorna, in una Germania che affronta le sue colpe e i suoi fantasmi.
Una Germania a pezzi che dalle macerie deve ripartire, e proprio fra quelle, sembra possibile trovare la pace, la bellezza, quella di una chiesa che si ricostruisce a partire dal suo organo.
Scorrono le lacrime, si scalda il cuore, per un piccolo film capace di essere così grande.

Voto: ☕☕☕☕/5

3 novembre 2026

Sportivi in Breve: The Hawk - Ted Lasso S04 - Chad Powers S02

Mondo Serial

Il golf, il football e il calcio sono gli sport da commentare sul piccolo schermo, tra novità esilaranti e ritorni inattesi, nel bene e nel male:

The Hawk

In Breve: Lonnie "The Hawk" Hawkins è un ex campione del golf che non è riuscito a completare il grande slam. Ora vive di rendita in tornei minori, parecchio eccentrico, decisamente egocentrico che quando vede la stella del figlio salire alla ribalta decide di tornare in pista, pardon, sul green. Non lo fermerà la perdita del suo migliore amico e caddy, lo sostituirà con la prima che passa in una serie di sfortunati equivoci, esilaranti sfide e con una nemesi da battere. E quel figlio? Quel figlio deve combattere più di un fantasma, tra un padre e una madre che si odiano e si attraggono, una fidanzata che l'ha trasformato in quello che non è e un senso di rivalsa a farsi strada mentre il torneo in cui sfidarsi proprio con papà e con il suo passato sembra inevitabile.

31 ottobre 2026

Carrie - La Serie

La Settimana di Halloween

Mi ero preparata in anticipo, prendendo la palla al balzo con la Notte Horror e dedicandola alla scoperta di Carrie.
Un po' per colmare una lacuna importante, un po' perché la serie Tv di Mike Flanagan era stata annunciata e la curiosità non poteva che essere alta.
Alta, sì, ma guardinga. 
Colpa più di Flanagan che di altri, che alza sempre più l'asticella e ha finito per deludermi più che soddisfarmi negli ultimi anni. Sarà che è partito con il botto, con quella Hill House che ancora mi tiene sveglia ogni tanto (l'uomo con il cappello lo sento salire le scale, lo so che non sono sempre i vicini) e poi da lì ha tentato di ripetere una formula che si è dovuta il più delle volte piegare alle volontà dell'algoritmo Netflix, in cui il buon Mike ha continuato ad avvalersi del solito cast e di storie meno accattivanti, con ritmi più dilatati che avvolgenti, con monologhi più tediosi che accattivanti. Non è andata meglio per quanto riguarda i suoi lungometraggi, tutti kinghiani, e se sono tra quelli che si sono schierati a favore del rischiosissimo adattamento di Doctor Sleep ho invece mal digerito il passaggio al non-horror di Life of Chuck.
Ora la grande prova: ancora Steven King, ancora un adattamento.
Ma con adattamenti ben più famosi alle spalle con cui fare i conti.

30 ottobre 2026

Camp Miasma - Adolescenza, sesso e morte

La Settimana di Halloween

Non sono un'appassionata di horror a livello di Kris.
Non conosco ogni attrice che ci ha partecipato, non ho macinato anche i sequel meno riusciti di una saga, non mi ci sono approcciata, soprattutto, a tenera età rimanendone folgorata.
Per Kris l'horror, la saga di Camp Miasma in particolare, corrisponde al suo risveglio sessuale, al suo capire cosa desiderare, cosa preferire.
Adulta, è una regista a cui Hollywood ha aperto le porte dopo un esperimento fortunato più di critica che di pubblico in cui re-immaginava Psyco dal punto di vista della tenda della doccia. 
Già.
E cosa può offrire a una regista queer e horror, Hollywood? 
Il reboot di una saga, quella di Camp Miasma appunto, in un ennesimo sequel in cui cercare di coinvolgere la sua prima Scream Queen, ritiratasi dalle scene poco dopo quell'exploit e andatasi a rifugiare niente meno che a Camp Tivoli, ovvero Camp Miasma, ovvero quel campeggio abbandonato dove il film è stato girato.

29 ottobre 2026

Le Uscite del 29 Ottobre 2026

Nel weekend di Halloween spazio prima di tutto agli horror.
Ma per chi si tiene distante dal genere ci sono film ricercati e commedie italiane:

It Ends
Sarà davvero il nuovo horror dell'anno, come lo stanno già pubblicizzando?
L'idea è semplice: un gruppo di amici, un viaggio in auto, e una strada che non sembra finire mai e da cui non possono uscire, con presenze inquietanti annesse.
Ovviamente, la curiosità c'è.

Ice Cream Man
Eli Roth con un horror molto luminoso e molto cremoso, già spernacchiato in patria.
Il gelataio di cui non fidarsi e i suoi dolci dalle conseguenze da incubo.
Un po', ovviamente, mi tenta.

Shaun, Vita da Pecora: Operazione Z.U.C.C.A.
Shaun, la campagna irlandese, la plastilina della Aardman in salsa Halloween.
Più per famiglie, ovviamente, ma come resisterle?

Dio Ride
Il film di chiusura di Venezia da cui mi aspettavo il peggio.
Sarà per le aspettative bassissime, ma ha saputo stupirmi nell'essere una commedia intelligente da cui la Chiesa non ne esce molto bene.
Ne ho parlato QUI

Un Tranquillo Funerale di Famiglia
La solita commedia corale italiana, piena di nomi noti riuniti per un funerale di famiglia in cui gli equivoci non mancano.
Ah, ovviamente è un remake.

Noi, un po' meglio
- su Netflix
Daniele Lucchetti e Elio Germano tornano a collaborare per parlare di adozione e del lungo travaglio che le coppie devono affrontare in Italia.
Non un prodotto tipicamente Netflix, da cercare.

Nel Silenzio delle Stanze
Nella Normandia del 1908 una famiglia borghese all'apparenza perfetta rischia di crollare per la gravidanza della domestica. Il marito fedifrago viene escluso da lì in poi dalla stanza della moglie, in un equilibrio nuovo da trovare in casa.
L'eleganza francese a rischio gelo, con il bel Swann Arlaud.

La Maison des Femmes
Dentro alla gestione quotidiana di un un centro di accoglienza e assistenza per le vittime di violenza nella periferia di Parigi.
Uno di quei film molto impegnati, molto francesi, sempre molto d'essai.

Minotaur
Premiato a Cannes e basato sul film di Claude Chabrol La Femme Infidèle, un dramma ucraino con la chiamata alle armi a mettere dubbi morali a un marito tradito.
L'attualizzazione di un dramma, incuriosisce.

28 ottobre 2026

Her Private Hell

La Settimana di Halloween

Quanto si è bruciato Nicolas Winding Refn?
Tanto da farsi chiamare ormai solo NWR, inconsapevole che ogni suo nuovo progetto è visto come un gradino più in basso nei suoi inferi più che un suggello del suo talento.
Tante lodi per i suoi primi lavori e poi un continuo crogiolarsi su se stesso, fatto di luci al neon, ritmi rarefatti, storie ambigue di sangue e di giovani innocenti macchiate da quel sangue.
Il registro è sempre lo stesso, la ricerca per lo scandalo pure e l'interesse qui si solleva per il cast di giovani promesse scelte (Sophie Thatcher, Charles Melton, Havana Rose Liu, Kristine Froseth, Diego Calva) e per il genere horror e fiabesco che va ad omaggiare anche un certo cinema di genere.

27 ottobre 2026

Mis Muertos Tristes

La Settimana di Halloween

La Settimana di Halloween inizia nel segno dei morti.
Quelli che vede, da sempre, Emma.
Li vede e li sente, lì dove se ne sono andati, lì dove ancora si tormentano per capire cosa gli è successo, come andare avanti.
Li vede, e li accetta, tanto da essere riuscita nonostante le loro interferenze a costruirsi una carriera di medico e una famiglia. A fatica, però, tant'è che dal suo lavoro è stata mandata in pensionamento anticipato per uno scandalo dai tempi del COVID, che una sorella a malapena le parla e come madre non è certo delle più amorevoli con la figlia Caro, aspirante fotografa che non la capisce e non capisce com'è che ora mette in affitto il suo appartamento in centro città per trasferirsi e svuotare la casa della nonna morta da qualche settimana.

24 ottobre 2026

La Fine di Oak Street

Andiamo al Cinema

Soggiornare a Oak Street è un po' come fare un viaggio nel tempo.
E non parlo del viaggio nel tempo improvviso che il quartiere si trova a fare ritrovandosi circondato da foresta giurassica e da dinosauri affamati e incattiviti, parlo del viaggio nel tempo in un'epoca in cui film così, per tutta la famiglia, avventurosi, coraggiosi, pure un filo spaventosi, erano all'ordine del giorno al cinema.
Parliamo del cinema degli anni '80, in cui i protagonisti erano non tanto famiglie, ma ragazzini che si mettevano nei guai o che vivevano avventure fuori dall'ordinario, ma mettiamoci anche gli anni '90 con uno Spielberg che da bravo artigiano, da cuore cinefilo, sapeva riunire la famiglia tutta, per cacciare dinosauri fuori controllo o per aiutare un alieno a tornare a casa.

23 ottobre 2026

Onslaught

Andiamo al Cinema

Discriminante per decidere di vedere questo film? La presenza di Dan Stevens.
Un attore partito con l'eleganza di Downton Abbey e finito per essere sigillo di garanzia per film matti matti e per horror ben riusciti. Si diverte il nostro Dan, e si diverte in coppia con il regista Adam Wingard che gli ha dato uno dei primi ruoli fuori dal suo Matthew impettito per vestirlo di divisa militare e zero scrupoli. Il film in questione era la sorpresa The Guest e qui siamo nello stesso universo. Serve ricordarsi qualcosa di quel film in cui un esperimento sui militari del fronte iraqeno approdava in suolo americano?