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Lei, Ashley, vorrebbe un matrimonio più passionale e più avventuroso, vorrebbe sentirsi viva invece che in trappola, vorrebbe provare nuove cose, nuove posizioni anche.
Lui, Carey, è felice così, innamorato così, di una donna che sembra non conoscere né saper soddisfare e cade dalle nuvole quando viene lasciato, quando capisce di essere stato tradito.
Lui, Paul, è il migliore amico di Carey, che di problemi non sembra averne. Ricco e desideroso di farlo sapere, sembra aver trovato la chiave della felicità in un matrimonio aperto, dove poter tradire e essere tradito, dove poter tenere aperta la mente. O almeno fingere che sia così aperta.
Lei, Julie, in questo matrimonio aperto sembra la meno felice, consapevole di essere tradita, si dispiace non per il corpo, ma per il tempo che non viene passato assieme e decide di giocare pesante, di andare a letto proprio con Carey, che ancora lecca le ferite di un cuore spezzato, che ha avuto l'approvazione di Paul. Almeno in via teorica.
Perché è facile credersi aperti, liberi, non gelosi o gelosi il giusto finché non si mettono di mezzo i sentimenti, finché non si prova a usare la carta della coppia aperta per gelosia.
Splitsville non è una commedia romantica, e lo dice il sottotitolo italiano che i titolisti devono per forza aggiungere.
È però una commedia pura, una delle poche che è riuscita a farmi ridere di gusto per la sua inventiva e per il suo non porsi molti limiti.
Basta la scena iniziale per capirlo, con un incidente d'auto che cambia le cose fra Ashley e Carey e con la nudità che coinvolge Carey (e non sarà l'unica volta) ad alzare o abbassare i toni, o basta la scena di rissa tra Carey e Paul che distrugge una casa, coreografata per distruggerla nella sua interezza, in un modo buffo e divertente e vero nell'escalation tanto che Kyle Marvin e Michael Angelo Covino non hanno voluto stuntmen in lunghi piani sequenza a rendere il tutto più buffo e divertente. Ma non è l'unico piano sequenza del film, c'è anche la lunga scia di amanti e amori di Ashley che si destreggiano e occupano il suo appartamento, con il beneplacito di Carey che diventa amico e consigliere di ognuno, cercando di portare a suo favore la scelta di un matrimonio aperto.

Michael Angelo Covino ha realizzato la sua commedia anti-romantica e indie mettendoci molto impegno e molta maestria, e se Kyle Marvin e Adria Arjona sono una coppia che non ti aspetti con lei a vestire nuovamente i panni di una donna tanto attraente quanto confusa (continuo a consigliarlo
Hit Man, non ha avuto il successo che meritava), il vero sigillo di garanzia è dato da Dakota Johnson, una che sceglie le produzioni indipendenti giuste, che pur recitando sempre il personaggio sofisticato, giudicante e apparentemente inscalfibile, colleziona titoli riusciti, grandi o piccoli che siano.
Il finale caotico chiude il cerchio nel migliore dei modi, con le sfortune e le prese di coscienza necessarie a tornare in una villa al mare ora in affitto, in un gioco delle coppie in cui i fattori tornano alla loro posizione originale dopo tanti giri e tanti scontri.
Sì, c'è un po' di Woody Allen in questa commedia dei sentimenti, tra bugie e non detti, giochi di potere e amori che passano, ma Michael Angelo Covino ha la freschezza, l'azzardo e il senso del comico per renderlo decisamente personale e divertente.