23 maggio 2016

Lost - Stagione 3

C'è voluto più tempo, causa impegni, causa lavoro, causa vacanzina, ma ce l'abbiamo fatta.
Gli Altri sono arrivati e l'Isola appare sempre più misteriosa.
Un inizio che ricalca quello della seconda stagione, con un colpo di scena ben riuscito, un finale che capovolge la struttura degli episodi facendo gridare dal divano un giovine sconvolto, e nel mezzo, gli Altri.
Gli Altri, o meglio quel Ben Linus dagli occhi a palla che continua a farmi lo stesso effetto inquietante, anche se mai come in quei flashback in cui ricompare il molto più inquietante Ethan, sì, se mi trovassi di fronte, per strada, l'attore William Mapote scapperei a gambe levate!
Forse proprio a causa di un tempo più dilatato per la visione, a causa del lavoro e della vacanzina, questa stagione è parsa meno lineare, divisa com'è in più parti: da una parte, Jack, Sawyer e Kate, catturati dagli Altri, costretti ai lavori forzati, in prigione e di fronte allo scioglimento (forse) del loro triangolo amoroso, dall'altra, gli altri (in minuscolo) con il solo Desmond a portare a casa il risultato, con i suoi deja vu, il suo amore per Penny, che fanno battere il cuore.



Poi sì, ci sono Paulo e Nikki che compaiono e scompaiono, in una delle puntate forse più inutili, vero, ma comunque ben costruita, come un giallo, un divertissment, nel mezzo del dramma psicologico che si sta svolgendo.
La lotta del controllo, del potere, del credere, tra Ben e Jack, tra Ben e Juliet (che con quel suo sorriso enigmatico, e quell'espressione un po' così, continua a non starmi simpatica, nonostante il suo dolore, il suo passato) ma anche e soprattutto per Locke sono il vero centro della stagione, e per quanto Jack faccia cavolate, sia troppo buono nel suo non saper essere del tutto buono, continuerò a tifare per lui, a schierarmi con lui e non con quell'invasato di Locke, che regala però il colpo di scena dei colpi di scena, con quel padre truffatore.
E a proposito di colpi di scena, pure quello riguardante Claire non scherza, in un filo rosso che sembra così legare tutti, o quasi, i protagonisti.


Vista con il senno di poi, di chi il finale già lo conosce, ogni frase, ogni indizio, assume un nuovo significato, mentre sembra inutile, ora,il sacrificio di Charlie, con quella scritta diventata iconica, quell'oblò da cui poter fuggire, quella porta che poteva non chiudere, e salvarsi, ancora una volta.
Ma va bene, così è stato scritto, così lo si accetta.
Nel mentre, si possono notare quanti attori siano passati da quelle parti, su quell'isola o fuori, dal Justin Chatwin di Shameless a Lana Parilla di Once Upon a Time e pure Paula Malcomson di Ray Donovan.
E arriviamo a quel finale, quel finale che mette da parte i flashback per i flashfoward: io che sapevo, che ricordavo, mi sono goduta le perplessità, i dubbi, la rivelazione attraverso gli occhi di un giovine che urla allo schermo: "Ma... è il futuro!".
Sì, questo recupero sta dando grosse soddisfazioni.


1 commento:

  1. Lost sempre una bomba.
    Noi con la revisione siamo fermi alla prima stagione. Ma chissà che non si possa proseguire.

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