21 novembre 2011

One Day

Andiamo al cinema.


Come condensare vent'anni in 100 minuti? Come raccontare la nascita e la crescita di un amore che ha percorso un così lungo lasco di tempo senza risultare banali o tralasciare qualcosa d'importante? Saranno queste le domande che si sono posti Lone Scherfig, regista del film, ma dapprima David Nicholls autore del romanzo da cui One Day è tratto e anche della sceneggiatura del film.
La soluzione di questo problema è stata non solo efficace ma anche esteticamente perfetta: raccontare vent'anni in un giorno, il 15 luglio.
Partendo dal lontano 1988 assistiamo alla nascita e all'evolversi del rapporto di amicizia e di amore tra Dexter ed Emma. Ricco e sfrontato lui, sognatrice e in ricerca lei. Dalla prima notte passata assieme nasce un'amicizia speciale, un'autentica affinità elettiva, e non sono gli anni che passano, gli amori che entrambi vivono, le delusioni e i dolori a dividerli, ma proprio questi li fanno crescere e trovare la loro strada. E così il 15 luglio segna ogni anno le loro vite e rimane lì ad incastonare le esperienze più belle.

Dopo aver incantato con An Education la Scherfig torna a dividersi tra Londra e Parigi e a mettere in scena con eleganza e romanticismo una storia d'amore non convenzionale e per questo ancora più potente.
One Day, però, non parla solo di amore, riesce infatti con poche e geniali tocchi a ricreare man mano un'epoca e una situazione. Dagli anni '80 colorati e pieni di speranze alla futilità e leggerezza degli anni '90 segnati dall'uso smodato di alcool e droga, fino ai giorni nostri.
Il tocco femminile della regista si sente tutto ed è infatti su Emma che il suo occhio si sofferma maggiormente. Interpretata da una bravissima Anne Hathaway assistiamo alla sua metamorfosi affrontando con ironia e intelligenza tutto ciò che la circonda, al suo riuscire ad imporsi nel lavoro come nell'amore. Amore che ancora una volta salvifica (Dexter troverà in Emma non solo un'amica ma la sola che possa riuscire a farlo diventare la brava persona che è e che sua madre ha sempre visto) e rende la vita degna di essere vissuta.
Lieto fine dunque? In parte, perchè, purtroppo, la realizzazione di sè passa anche attraverso il dolore.

Ciò che è innegabile è però la forza con cui ci si identifica nei personaggi (bravissimo anche Jim Sturgess, astro nascente di Hollywood), si soffre e ci si rallegra con loro, si spera nel loro stare assieme fa sì si esca dalla sala ancora affascinati dalla bellezza e dalla malinconia di questa storia d'amore travolgente ma paziente. Perchè infondo qualsiasi cosa accada domani... viviamo oggi.

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